Una donna senza importanza


"Come sarebbe più apprezzabile e bello riconoscere le proprie miserie; 
non temere il giudizio degli altri; 
far valere le proprie opinioni nel rispetto, comunque, di quelle altrui; 
motivare le proprie azioni e i propri pensieri, anche se richiede un po’ d’attenzione e fatica; rischiare di essere impopolari per difendere e vivere i valori fondamentali dell’essere umano.

Questo ha fatto la Donna senza importanza, con dignità, umiltà e amore."

Chiunque sia passato per il mio blog, si sarà probabilmente chiesto, almeno una volta, perché "una donna senza importanza". 
Molti me lo hanno esplicitamente domandato: ma perché proprio una donna senza importanza, forse non ti dai valore?

Ed in ogni occasione, ho provato a spiegare, senza mai, tuttavia, approfondire, che l'origine del titolo del mio blog risiede in un'opera di Oscar Wilde: A Woman of No ImportanceUna donna senza importanza, per l'appunto

Si tratta di una commedia in quattro atti composta dal Maestro nel 1893; poco conosciuta dal grande pubblico ed altrettanto poco rappresentata, sopratutto in Italia.

Io mi ci sono imbattuta in una mattina di mercato; il libro, in versione economica e contenente altre commedie dello scrittore, sostava placido su di una bancarella di testi usati e misti: nessuno lo filava.

L'ho raccolto come fosse un randagio sul ciglio della strada, pagando un riscatto di appena tre euro.

Da quel giorno, Una donna senza importanza è diventata una sorta di faro; c'è qualcosa in quella commedia che ha smosso i cardini del mio sentire, che ha in qualche maniera saziato la sete di intesa che da sempre cercavo in uno scritto: per la genialità dei concetti, per le ideologie, per la modernità dei temi, per la maestria nel denudare poco a poco l'animo umano.

Negli ultimi giorni, poi, mi è capitato casualmente di leggere una recensione della rappresentazione teatrale di Una donna senza importanza, avvenuta dopo quasi trent'anni in Italia presso il teatro Ghione, nel lontano 2002.

Non potevo esimermi dal riportare le impressioni ed il pensiero che, a firma Calliope, sono state associate a questa commedia che tanto mi sta a cuore: perché sono le mie impressioni ed il mio pensiero: io non potevo dire meglio.


Lascio, dunque, la parola a Calliope.


"Una donna senza importanza …

Non è una bella espressione, ma sicuramente è una frase che abbiamo sentito pronunciare o abbiamo utilizzato noi stessi, magari con noncuranza e superficialità.

Come titolo di commedia, però, va benissimo.

Lo sapeva bene Oscar Wilde, che ha scritto il testo a cui ha attribuito proprio questa denominazione, Una donna senza importanza, nel lontano 1893.

E nei giorni scorsi, è stata messa in scena, dopo essere stata assente per circa 30 anni dall’Italia, al teatro Ghione, da La Compagnia Stabile del Teatro Ghione.
Commedia divertente e suggestiva; ricca di paradosso e intelligenza.

Commedia in cui ritroviamo l’Autore in tutta l’acutezza del suo intelletto, nell’unicità del suo punto di vista e nell’eccellenza dello stile verbale.

Ci troviamo di fronte ad uno spaccato della società inglese della seconda metà dell’800 che ha una sorprendente, folgorante attualità di condizioni che si riconoscono in quelle nostre attuali. Uno sguardo disincantato sulla constatazione che soltanto il denaro e l’apparenza possono condizionare ogni situazione.

Una residenza nella campagna inglese, il tè, gli invitati, l’atmosfera leggera, le chiacchiere, i pettegolezzi …

Questi che sembrano, inizialmente, elementi essenziali sono in realtà soltanto la cornice.

Al centro troviamo il dramma e la dignità di una donna, il suo rapporto sofferto con un uomo, e il confronto di entrambi con il loro figlio.

Al centro la famiglia, il rapporto genitori-figli e la doppiezza morale della società.

Sì, troviamo realmente numerose analogie con la nostra epoca.

Sembra quasi sia stata scritta, oggi, da uno di quei pochi illuminati, spesso emarginati o comunque considerati “originali” soltanto perché dicono la verità.

E si sa, sono molti quelli che non apprezzano la verità, perché distrugge il meraviglioso apparato di forma e apparenza in cui si ritrovano protagonisti.

La cosa importante è che tutto si svolga secondo i canoni prestabiliti e condivisi dai più.

A volte capita anche, però, che questi personaggi “stravaganti” vengano introdotti ed accolti in circoli riservati, e vengano osannati, e venga ulteriormente chiesto loro di illustrare più volte le proprie teorie quasi a voler in questo modo “ripulire” la coscienza grazie alla presenza e alla scienza di questi “saltimbanchi”.

Come è strano l’essere umano!

Pur vivendo una vita piena di compromessi, falsità, viltà ….. ha bisogno di farsi paladino dei più nobili sentimenti e delle più apprezzabili idee, e mostrarsi così, “alternativo”, al “grande pubblico”.

Come sarebbe più apprezzabile e bello riconoscere le proprie miserie; non temere il giudizio degli altri; far valere le proprie opinioni nel rispetto, comunque, di quelle altrui; motivare le proprie azioni e i propri pensieri, anche se richiede un po’ d’attenzione e fatica; rischiare di essere impopolari per difendere e vivere i valori fondamentali dell’essere umano.

Questo ha fatto la Donna senza importanza, con dignità, umiltà e amore."


Una donna senza importanza - Teatro Ghione (2002)

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