mercoledì 8 febbraio 2017

LINKY PARTY WORDS FROM BOOKS – dal blog di MARINA ZANOTTA

Tra una botta di influenza e l’altra, d'altronde pare sia stagione, decido volentieri di partecipare al Linky party "Words from books" ideato dalla fantastica Marina Zanotta del blog Think Creative il blog di Marina.

Il Party consiste nel riportare il frammento di un libro che ci ha particolarmente emozionato, motivando brevemente perché la lettura del libro stesso e la citazione di cui abbiamo memoria ci stiano particolarmente a cuore. 

Il regolamento per partecipare lo trovate nel dettaglio qui.


Per quanto mi riguarda, intrufolarmi nel Party di Marina è come respirare una boccata di aria buona. Nonostante il tempo che riesco a dedicare alla lettura sia oramai esiguo, i libri rimangono comunque il mio rifugio. E le citazioni, che ho sempre scrupolosamente trascritto dai romanzi letti, sono l’unica collezione che non ho mai abbandonato.

La scelta pertanto è stata ardua. Ma alla fine ho optato per un frammento proveniente da “Gli effetti secondari dei sogni”, di Delphine De Vigan. 


“Da quando sono nata, mi sono sempre sentita al di fuori, dovunque fossi, fuori dall'immagine, dalla conversazione, sfasata, come se fossi la sola a sentire rumori o parole che gli altri non percepiscono, e sorda alle parole che invece sembrano sentire, come se fossi fuori dalla cornice, dall'altra parte di una vetrata immensa e invisibile.”


La frase in questione mi è molto cara. Chi è che, almeno una volta nella vita, non si è sentito estraneo al mondo che lo circonda pur facendone parte? Ebbene, a me è capitato spesso. Di frequente ho avuto l’impressione di essere “fuori dalla cornice, dall'altra parte di una vetrata immensa e invisibile”. E non è stato sempre terribile: la felicità in fondo arriva quando impariamo ad accettarci per quello che siamo, quando ciò che può apparire un limite, una stranezza, diventa il nostro punto di forza, quando svanisce il timore di non essere omologati.

L’autrice del romanzo, poi, la amo di un amore spassionato. L’ho letta, l’ho riletta e continuerò a leggerla sempre.

Ecco cosa scrivevo a caldo de “Gli effetti secondari dei sogni” in una delle numerose recensioni che ho a lei dedicato.

Delphine de Vigan l’avevo già assurdamente amata per via de “Le ore sotterranee”. Ero, tuttavia, convinta che tanto ardore fosse dovuto più all'argomento del romanzo - mobbing/lavoro/società alienante – che al talento dell’autrice stessa. Poi, mi è capitato tra le mani “Gli effetti secondari dei sogni”, ed ho capito che io di questa meravigliosa autrice voglio leggere tutto, ogni cosa, pure quello che non ha mai pubblicato se c’è un modo per ottenerlo.

Perché la De Vigan a me fa lo stesso l’effetto di quei violinisti che suonano così appassionatamente da farti sciogliere l’anima.

Lei, la De Vigan, vede; guarda il mondo e riesce a vedere oltre: oltre le barriere dell’apparenza, oltre il pensare comune, oltre i pregiudizi, oltre tutti i muri che gli esseri umani sono così bravi a costruire tra di loro. Vede e, come per incanto, tramuta il tutto in parole, e in trama, e in storia: senza dimenticare mai di lasciare un insegnamento, una traccia, l’appiglio grazie al quale gli occhi di chi legge si spalancano e rimangono pieni di quel senso che ti aiuta a vivere meglio, quello stesso senso che da senso ad una lettura che non si dimentica.

C’è un po’ di tutti noi nella piccola Lou Bertignac. Nonostante quasi nessuno possa vantare un’infanzia da piccolo genio prodigio, non c’è un solo uomo sulla faccia della terra che non viva per i propri sogni. Non importa di che genere di sogni si tratta: l’importante è non smettere mai di credere in essi, qualunque sia il sacrificio che questo comporti.

Forse non sono stata così breve come speravo. Marina, mi apri lo stesso le porte del Party? 

19 commenti:

  1. Ma certo che ti inserisco in raccolta! Neanche devi chiederlo!!!!
    E non mi pareva di aver messo tra le regole per partecipare la sintesi :D
    L'unico vero limite è riportare i brani dell'autore, per rispetto del copyright ma voi potete dire tutto quello che volete ;)
    Concordo con te quando dici che la felicità arriva "quando svanisce il timore di non essere omologati" perché finalmente ci si accetta per quello che si è ... Mi fa piacere vedere che avete compreso il vero senso di questo linky party, un misto tra il far conoscere la letteratura e se stessi attraverso i libri ;)
    Grazie del tuo prezioso contributo e per aver condiviso un'autrice che ti prende il cuore con le sue parole e il suo modo di scrivere, e grazie per avermi definito "fantastica" ^-^
    Si fa quel che si può :D
    Come sempre fai venire voglia di leggere tutti i libri di cui parli.
    Un abbraccio
    Marina

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    1. Ma tu sei FANTASTICA, Marina! Io ti adoro. E a prescindere da questa adorazione per te, il progetto che hai avviato è STUPENDO. Secondo me dovresti lasciarlo aperto a tempo indeterminato. Sai che perle ne verrebbero fuori... Tu sei stata onesta, tuttavia: hai evitato le nomination. Anche se... quasi quasi mi lancio e nomino io! ihihihihiihih... Sono sempre alla ricerca di nuove e bellissime citazioni ;)))

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  2. È un argomento che mi è molto caro questo dei sogni..e del sentirsi diversi, a volte..un bel post, come sempre non mi deludi mai 😊

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    1. Se siamo virtual-amiiicheeeeeeee ci sarà un motivo, Sere ^_^ L'affinità si scopre dalle piccole cose :****

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    2. Ah Ire, ho provato a cercarti su fb ma non ti trovo! Se vuoi scrivimi in pvt il tuo nome!

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    3. Sere mandami una mail! Non trovo il tuo indirizzo :(( Sembriamo il sordo col muto e il cieco che li spia uahuahauahaahauahauah

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Bello. Tra l'altro ho scoperto una scrittrice che non conoscevo.

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    1. Massimiliano, se ti capita, leggi la De Vigan: per quel poco che ti conosco, potrebbe essere nelle tue corde, magari non per il genere, ma per l'intensità.

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  5. Questo "sentirsi al di fuori, sfalsata" è comune anche a me, ultimamente sempre di più. Mi sembra di arrivare tardi oppure troppo presto in un ragionamento, in una conversazione... con il risultato di non essere capita o di essere scavalcata. La stessa frase detta da me o da un'altra assume due pesi e due significati diversi, come se io parlassi da dietro un vetro e in un'altra lingua... con il risultato che mi viene sempre meno voglia di parlare! Il silenzio, qualche volta, è la miglior risposta!
    Bella l'iniziativa di Marina! :)
    Un abbraccio Eli

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    1. ...inutile dire che mi hai fatto venire voglia di leggere anche questo libro!!!

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    2. L'importante è rimanere sempre fedeli a noi stessi, Eli ;)).
      Perchè non partecipi anche tu al Linky Party? ... daiii daiiiii... Sono curiosa di scoprire la tua citazione del cuore.

      Ti abbraccio!

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    3. @Eli grazie, ma perché non hai partecipato?
      Viene voglia di fare come ha detto Regina e lasciarlo aperto a tempo indeterminato. Che faccio lo faccio resuscitare (dopo averlo dichiarato concluso)? ah ah ah

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  6. Sono rimasta colpita non tanto tempo fa da un articolo dedicato all'autrice, in particolare vorrei leggere Niente si oppone alla notte, ma credo si debba avere un momento più che buono per affrontarlo...
    E per combinazione, tu le dedichi un post :O

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    1. Se non è affinità questa! :D
      Potrebbe anche trattarsi di un chiaro segno del destino...
      Tuttavia, Glò, un consiglio: non conoscere quest'autrice dall'ultimo romanzo; se puoi inizia da altro, magari da Le ore sotterranee o, molto meglio, dal libro di cui ho parlato io.

      A presto my dear :***

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    1. Grazie a te, Verbena. Un abbraccio grande!

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  8. e va bene, però ditelo eh! (che parlate di me a mia insaputa...) ;-)))
    facili battute a parte... quanto mi ci riconosco! in quel che hai scritto... ecco direi proprio che "sentirmi al di fuori" è la cosa che mi riesce meglio!
    un abbraccio cara Irene (che bel nomeeeee) e grazie che sono anche qui →
    a lato insomma... devo metterlo anche me questo bel gadget di blogger... mi dimentico sempre

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    1. Ciao Sinide! Perdona il mega ritardo, come vedi anche io vado moooltoooo a singhiozzo. L'importante comunque è non mollare mai, giusto?...
      Ovvio che ti ritrovi nel post, altrimenti non staresti neppure qui, di fianco, tra i blog preferiti eheheheheh... Nel senso che io seguo solo "luoghi" che davvero mi piacciono, che in qualche maniera trovo affini: e di solito l'affinità preclude sempre una certa reciprocità ;))...

      Bè, sì, il mio nome piace molte anche a me, significa "pace" in greco e a quanto pare mi venne dato per il significato. Ho fatto un pò di minestroni co sti nomi, spero d'aver trovato finalmente...pace... ahahahahaha...
      Un abbraccio cara! <3 e a presto :*

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