lunedì 20 febbraio 2017

@@@ - Seconda parte -

Vi ricordate del racconto a cui avevo dato il via il mese scorso, sulla scia dell'ispirazione cioccolatosa del mese di gennaio di Ispirazioni&Co?

La prima puntata la trovate qui.


Ebbene, ho interamente finito di scriverlo. Solo che è venuta fuori una sorta di novella, o comunque una roba troppo lunga per gli standard che mi piace adottare nel blog. Così come all'amore, neppure  alla scrittura si comanda.
Ho deciso, pertanto, di continuare a pubblicare il racconto a puntate. Per chi volesse conoscere come il vento girò a favore o contrario al vecchio Beniamino e agli abitanti del quartiere delle Tredicicase, di seguito la seconda parte della storia.

@@@

IL VECCHIO CHE REGALAVA LA CIOCCOLATA DI DIO

(seconda parte)


Maria varcava la soglia di casa Scandriglia in punta di piedi. - È permesso… - balbettava con il tono degli umili e di chi non è avvezzo alle pareti estranee. 

- Scusate tanto, questo figlio dà pena a noi ma più di tutti a voi… 

- ​Maria, non lo dite neppure. Finché possiamo… 

Teresa le cingeva le spalle e la accompagnava al telefono, con lo stesso orgoglio di un paggio che accompagna l’ospite al cospetto del re. 

La donna si stringeva timorosa la cornetta nelle mani, per paura che il prezioso oggetto potesse rovinosamente scivolarle a terra, e alzava la voce di almeno tre toni. Sia mai che il figlio lontano non riuscisse a sentirla. – Che vai dicendo, figlio santo, non ti rompere nessun piede e neanche un braccio, stai buono e quieto che un anno passa in fretta… -. 

Pasquale quasi rimaneva sordo a sentire le parole della madre, ma di ascoltare, in realtà, non ne aveva nessuna voglia. 

Aveva provato a parlarci il padre. - Ci vado io - aveva detto cupo alla moglie Peppino Mariotti, di ritorno dai campi. Si era caricato sulle spalle una damigiana di cinque litri di vino buono per apparare con gli Scandriglia di così tanto disturbo e, facendo leva sull'autorità che solo un padre incazzato può esercitare, aveva tentato di mettere un punto a quella camurria

- Pasquale, finiscila! Su quanto è vero il Padreterno, vengo lì e ti prendo a calci nel culo. 

I presenti avevano annuito con vigore. 

Era tuttavia ipotizzabile che la comunicazione telefonica influisse negativamente sul carisma genitoriale col quale Peppino aveva sempre ammaliato il figlio, perché il punto, ad onore del vero, era stato messo, ma neanche due ore dopo Pasquale era andato a capo e stava sempre al telefono a reclamare la sua libertà di giovane cittadino sequestrato dallo Stato. 

Di tutto quel trambusto e di quell'andirivieni tra le famiglie Scandriglia e Mariotti, ben presto si interessò l’intero vicinato. Dissero la loro il prete, il medico, l’esperta di malocchio, e pure Beniamino, che nella sua pazzia si limitò a sentenziare: - Pasquale è un bravo ragazzo, lasciatelo stare che si convincerà da solo - . 

Persino Ennio Cerri, il figlio del sindaco, finì per lasciarsi coinvolgere dalla questione. 

Ennio, che di mestiere faceva l’aguzzino a tempo pieno e a titolo completamente gratuito, per un malaugurato caso, in quel periodo ciondolava ai tavolini del bar. A ridestarlo dal benefico torpore erano state le corse a perdifiato di Francesca. I capelli corvini al vento, la pelle luccicosa sotto al sole cocente di agosto, i fianchi torniti che ondeggiavano insieme al vestito leggero della ragazza, i piedi vellutati di bronzo che ciabattavano con ticchettio sensuale sui sampietrini della via delle Tredicicase, erano bastati per convincere il rampollo che tutto quel mostrare fosse certamente a lui destinato. 

Altrettanto poco ci volle perché Francesca si rendesse conto della sciagura d’essere stata adocchiata. Come una belva assetata del sangue della sua preda, Ennio prese a seguirla in lungo e in largo. 

-​ Siediti a bere una gazzosa con me – le disse una sera agguantandola nei pressi del bar. 

- ​Lasciami stare, Ennio… Io non bevo gazzosa, e né manco caffè o succhi di frutta… Niente. 

-​ E allora un bicchiere d’acqua – insistette il bavoso, strofinando il suo brutto muso sulla guancia tenera della giovane. 

Francesca si dimenò, senza riuscire a liberarsi. 

-​ Ahi ahi, ma che cazzo… - guaì di botto il depravato portandosi le mani alla nuca. 

-​ Allontanati da lei, porco! O giuro che ti ammazzo! 

Beniamino sostava a pochi centimetri brandendo ancora il bastone da passeggio. Aveva lo sguardo accesso di collera; quella collera che solo i pazzi riescono a covare. 

-​ Schifoso pazzo – sibilò la belva. - Non finisce qui. Sei morto… 
- ​Io sono morto da tempo, animale. Fai attenzione che Dio non decida di fulminare te. 

Si era raccolta una piccola folla che osservava silenziosa. Ennio ebbe un breve tentennamento.- Puttana – sputò infine rivolto a Francesca. E se ne andò, imprecando e scalciando. 

All'alba del dodicesimo giorno dall'accaduto, Ennio Cerri venne trovato morto. Qualcuno lo aveva assassinato spingendolo contro lo spigolo di un davanzale. Nessuno aveva visto niente. 


- Avete ucciso voi, Ennio Cerri? – esordì il commissario. Si era presentato alla porta del vecchio Beniamino poche ore dopo i primi rilievi sulla scena del delitto. 

- Certo che no. Non è Dio ad uccidere per mano degli uomini. Sono gli uomini a rifuggire la vita. 

- Sentite... qui c'è poco da fare filosofia e proprio niente da scherzare - si innervosì l’uomo asciugandosi un velo di sudore. - Ho un morto ammazzato. Deve uscire fuori l'assassino -. Si ripassò il fazzoletto sulla fronte. Quella stanza tappezzata di scaffali carichi di volumi e di polvere gli provocava un forte senso di soffocamento. 

- Volete un poco di cioccolata?... È buona assai… È la cioccolata di Dio... 

- Uuuuh, allora siete pazzo veramente. Ma quale cioccolata e cioccolata! Voi avete minacciato pubblicamente Ennio Cerri di morte. Siete già in galera se solo viene fuori una prova... 

- Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova. Sapete chi l'ha detto? 

Il commissario scattò all’impiedi. - Presentatevi domani in commissariato, ne avremo per un bel pó. 

Rimasto solo, Beniamino vagò per la stanza. Vagò e vagò, farneticando pensieri strani e fermandosi ogni tanto ad accarezzare alcuni romanzi addormentati da tempo sopra a un mobile . Improvvisamente, si fece serio. 

-​ Venite fuori! – comandò all'aria. – Venite fuori, che qui finisce a schifio.


(fine seconda parte)


Questo racconto nasce 
dall'ispirazione 
del gennaio "Cioccolato"

34 commenti:

  1. E no,cara! Ora continui in fretta,ché abbiamo le palpitazioni! Non vorrai farci stirare il collo x sapere come va a finire?

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    1. :D :D :D...ma sul serio le mie storielle riescono a prenderti così tanto, Dolcezze?... :)) Sarà l'essere molto critica nei confronti della mia scrittura, ma mi ritrovo sempre a chiedermi: oltre che a rendere felice me, interesseranno mai a qualcuno ste robe che scrivo?...

      Poi arrivi tu, e mi rendi felicissima! *_*

      p.s. Ehhh...un pò di suspance mia cara... ihihihihihihiihi

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    2. Allora,cara: sulla tua scrittura ho già detto e non mi dilungo,se no poi ti monti la testa. Il punto è che la storia prende,i fidanzatini commuovono,Beniamino incuriosisce...e io sono diventata poco paziente. Giusto x prepararmi...quante puntate sono?

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    3. :D
      ...in una, massimo due puntate ce la facciamo, Dolcezze ;)
      Vorrei fare dei tagli, la versione integralissima la tengo per me. E' che questo è un racconto che ha preso pieghe strane; era iniziato avendo bene in mente da dove i personaggi venissero e dove andassero, ma poi Beniamino mi ha molto assorbito, ha preteso spazio, tempo ed energia per la sua storia e per tutti i suoi sentimenti che non sono semplici da riportare. La sua vita è come un macigno che si fa fatica a sollevare. Gli ho voluto molto bene. Spero gliene vogliate anche voi che lo leggerete.

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  2. Io sto dalla parte di Beniamino...! Brava Regina veramente, complimenti.

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    1. Grazie Verbena! <3 ... Anche io sto dalla parte di Beniamino ;)

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  3. E poi scusa ma chi deve venir fuori??????
    Uhm... REginella entro domani il seguito eh... va beh ti concedo anche qualcosa di più però... muoviti!!!!!! ahhahahahaa
    No, davvero! E' interessante! Beniamino è... è colui che sarà coinvolto ma risolverà tutto. Secondo me, eh...
    Sei bravissima!!!!!

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    1. ...chissà Pat ;))... seeentiii, ma in una delle migliaia di notifiche google tra le quali, perdonatemi!, ma io mi perdo, ho letto qualcosa del tipo: il primo ebook di Patricia. Ma ho letto bene? Dove? Quando? Lo voglio!

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    2. Sì, hai visto bene! ahahahahahha mi sono lanciata con un piccolo esperimento.
      Sono una ventina di poesie solo in ebook perchè per stamparle ci vogliono almeno 40 pagine ed io non le ho raggiunte.
      Su questo POST ci sono le spiegazioni.

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    3. PERFETTO!!! Appena ho un attimo corro a leggerti! :****

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    4. PATTT!!! Mi sarò rincretinita! Ma dov'è il post???... Mi dice che non esiste più :((((( buuuuuuuuuuuuuuu... illuminami!!!

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    5. p.s. intanto ho visto l'ebook e me lo compro! ;)) poi con calma mi spiegherai la storia ;)... SEI UNA GRANDE! :**

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    6. Stella no non sei rincretinita tu blogger lo è! Se io guardo sul mio blog e vado indietro nelle pagine alla ricerca di quel post lo trovo. SE clicco sul link no! O ho sbagliato a mettere il link (probabile) o non so che dirti...
      Comunque ho sistemato tutto. Era più semplice di cosa pensavo ma si sa che sono imbranata!!!!
      Adesso sopra alla pubblicità dell'ebook c'è il pulsante Luu compra. Basta cliccare li sopra e are il login a lulu,

      Ho letto che i tuoi bimbi hanno la scarlattina? Mi dispiace! Deve essere fastidiosa e brutta... bacione a loro e a te!

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    7. Il link dovrebbe essere questo. Mo vediamo!

      QUI

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    8. E ti pareva strano che non avessi sbagliato!!!!!! ahhahahaha
      Funziona a non ti serve più perchè ho messo a posto!

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  4. A noi piacciono le tue storie ... sembrano tutte diverse ma non lo sono in fondo... tutte sono ricche di sentimento ... anche questa storia si preannuncia bellissima ... forse con un piccolo retrogusto amaro ... come il cioccolato fondente ... ma sempre buono da Dio...dai Cioccolatina mia ... ammolla il seguito <3 bacio che è anche un cioccolatino gustoso ....

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    1. a schifio finisce mi suona tanto di lupara ahahahah Sicilia antica quante ricchizzi ca teni tu ...

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    2. Giusiiii..se mi chiami Cioccolatina, io mi sciolgo di tenerezza! *_* *_*... eheheheheh...
      Il tempo di ridimensionarlo, ed il seguito arriva ;))
      Ti voglio bene! Sempre <3

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    3. A schifìu finisci è tipico tipico ed è bellissimo!
      W i ricchizzi da Sicilia!
      Ciao Giusi! *__*

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    4. Marina Marina ..core dusche da vita mia!!! <3 la mia nonna paterna diceva .... si pronuncia pressapoco così

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    5. azzz..... ecche' c'entra l'acca??? ahahah vero... suona accussì !!!

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    6. Eilà, ragazze! ^_^ scusate il ritardo, ma in questi giorni mi è impossibile seguire il web (siamo di scarlattina. Uno shock! Pensavo si fosse estinta ai tempi di Beth di Piccole Donne - che angoscia quando vi si ammalò, ricordate? - ... e invece... 0-0).

      DUCIZZI! Entrambe, che vi intenerite insieme a me dei sentori lontani di una terra magica <3

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    7. Regina .... la scarlattina pure ? senti ... ma un viaggio a Lourdes ? credo sia necessario .... spero stiate meglio ... un abbraccio io l'ho avuta sono a suo tempo sono schermata !!!! bacio

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    8. Si, in effetti le prossime ferie pensavamo di passarle proprio a Lourdes... Vuoi venire? :D :D :D

      Eeeehhh no! sai cosa ho scoperto? che è recidiva: si può prendere più e più volte :O! A Lourdes ci andiamo quando la scarlattina passa a tutti :(

      BACIO IMMENSO

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  5. Mi sei piaciuta. Ho letto la prima e la seconda parte. E mi hai ricordato i bei romanzi di Andrea Vitali.
    E ora che succede?
    Aspetto il terzo tempo. Smack.

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    1. WOOW che complimentone, Mariella! Ti ringrazio di cuore :))
      A presto mia cara, sperando che anche la terza parte possa colpirti positivamente :*****

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  6. Cavolo, bella prova Irene. Qui ci esce un romanzo. Buttati, dai!!!!

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    1. Massi, sul panettone, come Babbo Natale? ti ricordi la pubblicità? Buttati, è morbido!!! :D :D :D :D
      La mia non è finta modestia, ti prego di credermi, ed io sono sempre felicissima dei tanti affettuosi complimenti che riservate ai miei raccontini... *_* Ma... ma... sul serio non saprei a chi potrebbero interessare le mie storie un pò banali, un pò sdolcinate, un pò favoleggianti, costruite su impianti narrativi alla bell'e meglio e senza metterci quello sforzo e quella fatica che servono per raggiungere determinati livelli... Io scrivo così come viene, proprio perchè non carico la scrittuta di aspettative e lascio defluire i sentimenti. La scrittura mi emoziona, è veramente come se fossi dentro alle storie che immagino e scrivo: tu puoi capirmi, mi sto dilungando ad esprimere questa sensazione proprio perchè so che parli la mia stessa lingua ^_^...
      La mia famiglia, gli amici, me lo chiedono da una vita: dai, provaci! metti in mano a qualcuno le tue cose, i romanzi nel cassetto... Ma fino adesso niente, non ce la fo, sarà mancanza di autostima, o magari profonda stima per gli scrittori, quelli veri, sarà che non mi sono mai riconosciuta il talento che chi mi vuole bene dice di scorgere... Chissà... Però qualche concorso in passato me lo son fatta... Così, per sondare: e non è andata poi così male... un paio di primi posti li abbiamo accaparrati :P la fortuna dei principianti...

      Grazie per fermarti a leggermi! Grazie infinite...

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  7. Bello, bello! Sempre più avvincente! ;)

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    1. E detto da te gongolo come un babà farcito alla crema! Sarà che ho molta stima della tua esperienza ed ammiro la tua immensa bravura.

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    2. Ma no, scherzi, vero?
      La stima è reciproca. Adesso gongolo anch'io però come un cannolo farcito alla ricotta! :D

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