martedì 24 gennaio 2017

Sgomento, paura, speranza: la guerra nel Centro Italia

Dal 24 agosto 2016, la terra non ha mai smesso di tremare.

Io non avevo mai sentito il terremoto in vita mia, neppure da bambina, in Sicilia o in Calabria, quando nelle notti d’estate il nonno ci svegliava e diceva u’ terramotu, u’ terramotu, e scappavamo in campagna, con la gente che si riversava in strada, atterrita. U’ sentisti, l’hai sentito il terremoto…? Io dicevo di sì, ma in verità non avevo sentito o visto nulla, né il tremolizio del letto, né le vibrazioni delle pareti, né il movimento anomalo dei lampadari. Per me quelle gite notturne rappresentavano semplicemente una festa.

Dal letto della mia casa in provincia di Roma, non ho sentito il terremoto neppure la notte del 6 Aprile del 2009, quando L’Aquila venne distrutta e morirono centinaia di persone. Il Consorte, allora fidanzato, aveva preso a scuotermi con forza nel sonno, farfugliando di scosse e di terremoti, ed io avevo pensato che non potevo sposare un uomo così agitato e con simili disturbi dell’attività onirica, e mi ero rimessa a dormire.

La prima volta che ho avvertito chiaramente un terremoto è stato lo scorso 30 Ottobre. Rammento di essermi svegliata con un rumore sordo nelle orecchie, come di un boato in sottofondo, e di essere rimasta sconcertata dal fatto che nonostante la stanza fosse inondata della luce abbagliante del sole del mattino che filtrava come sempre dalle persiane, il letto tremasse, e che tremassero il pavimento, le mensole, le ante degli armadi, le porte. C’era il sole ma tremava e scricchiolava tutto. C’era il sole e c’era pure il terremoto: la mente ci aveva messo più di qualche istante ad accettarlo. Mi si era strozzata la voce in gola, avevo afferrato i bambini e mi ero precipitata fuori, ripescando dai ricordi il tono concitato del nonno che ci spronava a muoverci verso i campi.

Solo dopo ho realizzato che noi, pur vivendo ad appena un centinaio di chilometri da Rieti, siamo sufficientemente lontani dagli epicentri identificati, tanto da consentirci di avvertire nettamente le scosse come onde concentriche di un sasso lanciato in acqua,   senza, fortunatamente, essere protagonisti della devastazione che ha colpito migliaia di vite in tutto il Centro Italia.

Ma ad ogni scossa la sensazione di scompenso interiore è sempre identica. Il terrore, l’angoscia, la paura, attanagliano lo stomaco. Il pensiero vola a chi è meno fortunato, a chi ha già perso tutto e comunque non impietosisce la Natura che prosegue incurante nelle sue danze sfrenate e starnutisce freddo e neve, scrollandosi di dosso gli uomini come fossero moscerini.

Chissà perché quando la sofferenza è più vicina assume dei contorni netti ed un peso maggiore. Forse perché l’essere umano porrebbe fine alla vita stessa se quotidianamente dovesse reggere il fardello del dolore del mondo che urla da ogni angolo del pianeta.

In questi giorni la sofferenza dista un centinaio di metri da casa mia, nella saracinesca chiusa di una pasticceria. Giampaolo, il proprietario, e la moglie Valentina si trovavano all’hotel Rigopiano nel momento in cui la valanga si è abbattuta sulla struttura. Lui è tra i superstiti, di lei ancora nessuna traccia. Avevano lasciato la figlioletta di cinque anni ai nonni, per trascorrere qualche giorno romantico sulla neve. Non eravamo amici, ma in pasticceria ci ho preso il caffè, ci ho comprato le paste. 

Umanità che si intreccia ignara del destino di ciascuno. Se solo fossimo sempre più attenti a lasciare un sorriso, a scambiare una parola, ad elargire tracce di buono ogni giorno che, come la più grande delle ricchezze, ci viene concesso.

Sì, in questi giorni la sofferenza ha lo sguardo smarrito della bimba di Giampaolo e Valentina che ricordo giocare nel locale e che starà di sicuro aspettando la mamma e il papà, ed ha il profilo di quegli altri bambini, sepolti vivi e rinati miracolosamente dall'utero gonfio di detriti di un mostro arenatosi sotto la neve. In questi giorni la sofferenza è tutte quelle storie di persone, madri, padri, figli, fratelli, fidanzati, di cui fino a circa una settimana fa ignoravamo l’esistenza e da cui veniamo bombardati senza possibilità di sottrarci, perché sottrarvisi equivarrebbe al delitto di disconoscere.

Un tizio in televisione ha detto che è come se il Centro Italia si trovasse in guerra. Non ho idea se il paragone sia appropriato, ma credo fermamente che dietro ad ogni guerra ci sia la piena responsabilità dell’uomo.

Allora la speranza è che l’uomo impari dai propri errori, che le polemiche lascino il posto alla solidarietà ed all'opera di ricostruzione, che la vita umana riacquisti dignità e protezione, che nessuno debba più sentirsi abbandonato dalla stato e dalle istituzioni in un paese che si proclama civile, che nessuna abitazione, nessuna struttura possa trasformarsi in un tomba per chi la abita solo perché costruita male o perché è sorta dove non doveva sorgere.

La speranza è che Valentina possa essere l’altro miracolo, insieme a tutti coloro che ancora non sano stati estratti dalle macerie dell’hotel che doveva regalare un sogno a chi vi si era rifugiato. 

Il mio di sogno è che tutto non sia ancora perduto, che la vita possa ancora trionfare, li dove la morte ha comunque già spezzato numerose vite ed altrettante numerose famiglie.

Giampaolo e Valentina

Rigopiano


19 commenti:

  1. Cose atroci. Cose atroci. Speriamo in bene per i dispersi, in qualche miracolo legato alla presenza di stanze sepolte dove ancora filtra aria. E' già successo in altre occasioni. Per il resto, l'unica volta che ho percepito un terremoto, sono rimasto paralizzato e quasi mi si fermava il cuore dallo spavento. Lo dico senza vergogna.

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    1. Cose atroci, Massimiliano. La speranza si affievolisce, ma sperare è l'unica cosa che ci rimane.
      Un abbraccio

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  2. I miracoli succedono....speriamo e preghiamo.

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    1. Ciao Verbena,

      Io ai miracoli credo, ci crederò sempre...
      Un abbraccio cara

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  3. Te lo confermo: come in guerra. Non è uno scherzo.
    Spero anche io nel miracolo, e spero poi in un po' di tranquillità per la mia terra...

    Moz-

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    1. Me lo auguro di cuore, Miki. Mi auguro il miracolo e la tranquillità che tanto meritate, nonostante le ultime notizie non siano delle migliori...

      Vi sono vicina!

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  4. Speriamo di poter assistere ad un altro salvataggio come quello dei bambini ... che emozione quando hanno fatto vedere l'estrazione dalle macerie. Ho pensato che gli angeli esistono, e che hanno un gran daffare, ed è questa l'unica ragione perché non sono ancora stati recuperati gli altri. Spero di non sbagliarmi.
    Ciao Regina!

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    1. Ciao Marina,
      Dio mio, non si può capire quanto ho pianto alla vista di quei bambini... Sono stati coraggiosi. Ho pensato ai miei figli ed ho pianto ancora di più.
      Gli angeli probabilmente esistono, eccome se esistono...

      Ti abbraccio forte <3

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  5. giorni incollati alla tv per carpire notizie di quelle povere persone ....quanto dolore in quelle vite spezzate ... la gioia di un ritrovamente è soffocato... cancellato dal dolore di una persona deceduta ... come cancellato dalla lavagna ....quando hanno nominato la coppia di Monterotondo ti ho pensata tanto...il dolore si amplifica quando si conosce qualcuno ... come fosse il tuo sangue ... che tragedia immane... incomprensibile l'accanimento verso questa terra... e il tempo passa inesorabile ...ti abbraccio

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    1. Sono stati giorni scioccanti, Giusi... Non riesco a trovare le parole per esprime tutto lo sgomento che da agosto provo al pensiero di tutte quelle vite spezzate ed in quale maniera orribile... Monterotondo piange oramai Valentina, c'è un'atmosfera triste in giro... E pensare che si poteva salvarle tutte quelle persone, ma è troppa disastrosa la situazione in quelle zone per addossare la colpa a qualcuno... Ormai non rimane che piangere i morti e gioire per le vite salvate, per quei bambini che sono stati tirati fuori in tempo...

      Ti abbraccio forte forte! <3

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  6. Ciao Regina.
    Io non ho parole. Solo disperazione e dolore anche se sono lontana.
    Spero... voglio sperare ancora in una bella notizia. Nei miracoli ho smesso di credere da tempo

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    1. E auguriamoci che il futuro riservi solo belle notizie, Patty... Altro non si può fare, purtroppo. Rimane solo la solidarietà e la voglia di aiutare per quello che si può un'intera popolazione devastata.

      Ti abbraccio! <3

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  7. Ciao Regina.
    Io non ho parole. Solo disperazione e dolore anche se sono lontana.
    Spero... voglio sperare ancora in una bella notizia. Nei miracoli ho smesso di credere da tempo

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  8. Io sono saltata giù dal letto con mio figlio in braccio e mi sono messa sotto (credo) un punto sicuro della casa. Accesa la televisione hanno detto che era 7.1 e poi in giornata hanno abbassato a 6.5. Io ho sentito quello dell'Aquila (vivo vicino Ascoli, zona mare) e comunque il 30 Ottobre è stato più forte. Prevedono altre scosse forti e c'è allerta per la diga di Campotosto. Speriamo che siano previsioni sbagliate, come quelle del tempo che non c'azzeccano mai.
    Complimenti per il tuo bellissimo blog! Ti seguo!
    Se ti va di ricambiare passa da me:
    http://marycosmesi.blogspot.it

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    1. Salve Mary! BENVENUTA...
      Eh sì, speriamo che le previsioni non siano per nulla veritiere e che niente di brutto debba ancora succedere.
      Farò un salto sul tuo blog volentieri... A presto!

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  9. Quando le cose arrivano a sfiorarti così vicino a me viene sempre da pensare: e se fosse successo a me? Il destino a volte ci porta in posti al momento sbagliato... ma cosa si può fare?Quando ero a scuola, in una verifica con risposta multipla, non so perché ma tra le zone sismiche ho sbarrato la casella con "Pianura Padana"... sotto le risa di compagni e insegnante... "Ma hai mai sentito qui il terremoto???????".
    Beh, qualche anno dopo di scosse ne abbiamo sentite ben due: la prima di notte, il letto ho iniziato ad ondeggiare per il verso lungo, so solo che ho preso in mano il cellulare e sono rimasta impietrita. La seconda mentre lavoravo mi sono letteralmente passate sotto i piedi due onde, ho sentito le piastrelle e i mobili scricchiolare, ero di fianco ad un armadio a 8 ante alto tutta la parete, pieno. Se mi fosse volato addosso, non sarei qui a ticchettare sui tasti...
    Non saremo zona sismica, quelle che sentiamo noi son nulla... ma la paura, gente, la paura fa paura a tutti! (scusa il giro di parole)
    Un abbraccio Eli

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    1. E quanto hai ragione! La paura è paura, sempre e comunque.
      Oggi pomeriggio ci saranno i funerali di Valentina, il comune ha indetto lutto cittadino, spero che lei non abbia avuto il tempo di avere paura. Spero solo questo :(...

      Un abbraccio Eli cara

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  10. Io non ho più parole per quello che sta succedendo al centro Italia!
    Spero che questo incubo finisca presto!
    Mi sento impotente di fronte a tutto questo...

    Ho appena scoperto il tuo bellissimo blog e mi sono immediatamente unita ai tuoi lettori fissi!
    Ti aspetto da me se ti va!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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    1. Ciao Benedetta! BENVENUTA...
      Farò sicuramente un salto per conoscere il tuo blog.
      Buon inizio settimana

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