giovedì 30 giugno 2016

A.A.A. ROMANZO D’AMORE CERCASI

Questo breve post nasce dall'imminente partenza per le ferie. Lo so, lo so che mi invidiate...
 E invidiatemi pure, perché quest’anno saranno ferie seriamente lunghe!

E    V       V    I    V    A

Ora, tralasciando il mio giubilo che non toccava simile vette dai tempi della scuola, mi è sorto un desiderio. Sono sempre stata una lettrice accanita, di quelle in grado di divorare un intero romanzo in un giorno nel caso di lettura accattivante; dopo l’arrivo dei pargoli, tuttavia, il tempo è diventato il mio tiranno e di letture ne ho fatte mio malgrado veramente poche.

È arrivato il momento di dare una svolta, mi son detta ieri sera, ho voglia di leggere… e leggerò!, cascasse una tegola in testa al Consorte che continua a ripetere che comunque anche al mare ci sarà da correre dietro ai bambini.

Ma cosa voglio leggere? 

E qui subentrate voi, che sicuramente avrete letto più di me negli ultimi tempi o che comunque di tanto in tanto riuscite a fare un salto in libreria; mentre io mi sollazzo e alleno la mia ugola al richiamo degli Unni nei vari parchi presenti in tutto il comune. Volete mettere? Ogni tanto c’è Attila che impietosito mi chiama dall'aldilà e mi esorta: Più grinta! Più gutturale… Non vedi che non te si filano… So barbari…

Ma io leggerò!, e voi, tutti, mi consiglierete.
 Perché io voglio leggere un bel romanzo d’amore. Oh, si, di quelli che ti prendono l’anima e ti stritolano il cuore; di quelli che i protagonisti ce l’hai quasi accanto per quanto ti sembrano reali e nei momenti clou ti prende addirittura a male e dici, fate fate, mi levo subito…

I dettagli. Voglio leggere un romanzo d’amore, è vero; ma:

- non apprezzo i simil-harmony; quelle robe scritte coi piedi e dalle trame ridicole;

- tra i miei romanzi d’amore preferiti sostano: Via col vento, I promessi sposi, D’Amore e Ombra, Il cavaliere d’inverno, Venuto al mondo, Twilight eh, si, nessuno è perfetto -;

- mi è indifferente l’ambientazione ed anche il genere: storico, moderno, fantasy… basta che lo stile sia discreto e la trama corposa;

- l’amore può anche essere un elemento marginale, l’importante è che la storia sia coinvolgente.

Insomma, rendetemi felice, consigliatemi la lettura che potrà dare una svolta alla mia estate; che l’abbiate letto da poco o che sia da sempre il vostro romanzo d’amore preferito…. FERMATEVI E LASCIATE IL TITOLO.





lunedì 27 giugno 2016

INSIEME RACCONTIAMO 10 - by Myrtilla's House


E sono 10! Ben 10 puntate dello strabiliante ed imperdibile appuntamento con Insieme Raccontiamo targato Myrtilla's House.

Le regole le conoscete tutti. Per chi volesse rispolverare, fate un salto da Patricia.

Ma veniamo al sodo, ovvero all'incipit n. 10 lanciato da Myrtilla ed al mio finale.

(Incipit)


Uscita dal bosco, lungo quel sentiero che correva tra querce e olmi, la vide apparire all'orizzonte.

Pianta quadrata, quattro basse torri ai lati, si stagliava contro il cielo ancora chiaro del tramonto in arrivo. Scura, quasi nera con quelle bifore che parevano occhi di gigante. Che davano un senso di.....

(Il mio finale)


…di perdizione. 

- Chissà quando smetterà di farci vagare per frasche e sentieri -, pensò levandosi davanti un nugolo di moscerini. – Poi co sto caldo… Un finale al mare no, eh… - . 

D’altronde, la capa di Insieme Raccontiamo era Lei, c’era poco da lamentarsi. 

Si avvicinò alla strana costruzione. Una figura in un certo modo familiare si stagliava con indosso il due pezzi su una delle torri. Dall'interno, uno strano cicaleccio, come di voci sommesse che si accavallavano. Tante voci. 



- Ma non è possibile…! - , esclamò quando fu certa di non sbagliarsi. – Tu, qui…? - . 

La tizia si sporse con noncuranza, non aveva paura di cadere: l’erba cattiva non muore mai. 

- Ah, ciao… -, disse. – Sei arrivata, finalmente… Scansafatiche! Hai lavato e stirato le mutande e i calzini di mio figlio?... Te l’ho detto mille volte che pure i calzini e le mutande vanno stirati e inamidati… - 


- … - 

- Che bel posto, questo… Non trovi?... Guarda, per l'occasione ho fatto fare i miei nuovi biglietti da visita… - , e gliene porse uno. 

Lo prese e gli diede una letta, era allibita. 

                                                  Sig.ra 
Tua Suocera 

Comeromperti-i-maroni@adovere.com 

Disponibile per Regina 24 ore su 24 

Senza Appuntamento 


Le voci si fecero più insistenti. 

- Ma chi ci sta dentro…? -, chiese. Nel cuore una sinistra sensazione. 

Tua Suocera rise, sguaiata. – Li ho fatti prigionieri… Tutti!... - 

- Tutti chi…? – 

L’espressione dell’altra si trasformò in un ghigno, un bigodino le cadde sull’occhio malefico. Se lo scostò con l’unica unghia rosso fuoco: probabilmente s’era divorata l’estetista prima che potesse dipingergliele tutte, come l’ultima volta. 

- Tutti quelli dei finali, voglio fare un dispetto a quella fiduciosa dell’Involata… - 

- Ehm… Innominata, prego… - 

- Ah si, quel che è… Ma adesso vai via, vai a lavare, a stirare e a cucinare… Povero quel figlio mio…in che mani… - . Si portò teatralmente il braccio alla fronte, poi sbadigliò. – Ho caldo e ho sete… Ivaaaaaaan… Ivaaaaan… Portami un tè, subitooooo!!!... – 

Il volto provato di un uomo fece capolino. – Eminenza… Non per contraddirla, ma mi chiamo Ivano... Ivano Landi… Ho pure un bel blog… - 

- Non mi tediare, Ivan… Io blog non ne bevo, queste bibite moderne… Portami il tè, verde e senza zucchero, vedi come sono bella e magra… E fai zittire i tuoi compari… Mi è venuta l’emicrania, tutta colpa di mia nuora… Povero quel figlio mio… povero…- . 

Ivan-Ivano si ritirò portandosi dietro un mugolio di disperazione. 

Questa volta l’Innominata l’aveva fatta grossa. Grossa veramente



mercoledì 22 giugno 2016

GRAZIE MAESTRA

Fare il genitore è un mestiere difficile. L’ho sempre sentito dire, anche se prima non me ne curavo. 

Adesso che sono madre, ogni tanto lo ripeto anche io. Fare il genitore è un mestiere difficile, dico, e cerco di assumere il tono saggio e composto di nonna con in bocca le stesse parole: quel tono rassicurante di chi possiede una verità ma non la teme. Invano.

Perché fare il genitore è veramente un mestiere difficile, ma nell’epoca che attraversiamo lo è ancora di più.

È che, noi genitori di oggi, siamo figli di un progresso che ha galoppato senza sosta, siamo il prodotto di un’evoluzione che ci ha centrifugato vertiginosamente in un concentrato di continue mutazioni e riadattamenti, siamo i genitori diventati grandi in un tempo reso forse troppo piccolo dai repentini cambiamenti sociali e dalla staffetta senza respiro tra la socialità e la dea tecnologia.

Siamo noi, i figli che hanno corso e hanno corso per arrivare in tempo, senza che ci venisse detto dove stavamo andando. 

Sarà per questo che siamo diventati genitori un po' confusi, a tratti annichiliti, bombardati da infinite nozioni e informazioni, con le braccia cariche di strumenti per educare al meglio i nostri figli e le mani e la mente troppo sature per utilizzarli tutti; resi forti, coalizzati e onnipresenti dai gruppi uozzapp, ma che guardano con diffidenza al mondo e persino alla scuola, perché al tg non mancano mai di ricordarci quali mostri si nascondano nel luogo dove i nostri bambini dovrebbero essere più al sicuro, dopo la famiglia.

Nel marasma di emozioni e sentimenti contrastanti, io ho trovato la Luce. Una Luce dai contorni puliti, carismatici; quegli stessi contorni che fanno di un punto luminoso una Luce Guida: 

la mia Luce è la stessa che lo Gnomo chiama Maestra.

Quello trascorso è stato per noi il primo anno di materna, e dico per noi perché tanti sono i progressi che abbiamo fatto - come madre e come figlio -, e numerosi sono stati gli insegnamenti. Il merito va a Lei, alla Maestra, che è entrata nelle nostre vite in punta di piedi, e che è diventata quasi subito musica di sottofondo delle nostre giornate: musica buona, di quelle che calmano i timori e risollevano gli animi.

Dunque, Grazie Maestra Laura, per ogni singolo giorno.

Grazie perché, come il nome che porti, che è stato di ispirazione ai poeti più grandi, sei la musa per il nostro essere genitori migliori.

Grazie per tutto l’impegno e la pazienza.

Grazie per non esserti mai assentata, neanche una volta. E grazie per ogni sorriso col quale ci hai sempre accolto, sempre.

Grazie per averci ascoltato, supportato, indirizzato; anche quando magari eri sfinita e non avevi la forza di farlo.

Grazie perché sei sempre stata equa e al di sopra di tutte le incomprensioni e le nevrastenie di noi mamme; e grazie per aver sempre trovato il tempo di scambiare due parole con ciascuna – e bisogna ammettere che ne siamo tante, e tutte diversamente chiacchierone - .

Grazie perché quando la mattina ti lasciamo i nostri bambini, la loro felicità è anche la nostra.

Grazie per tutti i momenti emozionanti che hanno scandito le varie fasi dell’anno, e per aver sempre vegliato con cura come un angelo sulle nostre piccole pesti.

Grazie perché, insieme alle colleghe che ti supportano, sei un’eroina – ci vuole coraggio oggi giorno ad assumere il ruolo di educatrice -, e perché come tale tieni alto l’emblema di tutti gli eroi che come te fanno ancora della scuola l’istituzione pilastro ed il luogo sicuro di cui i media raramente parlano.

Grazie perché l’altro pomeriggio, osservandoti dirigere i tuoi bambini sul palco della recita di fine anno, ho capito che i loro occhi rimarranno sempre in qualche modo puntati nei tuoi; anche quando la vita andrà avanti e loro proseguiranno lungo il loro cammino, la Maestra Laura rimarrà Luce al centro della loro anima: perché la Stella che è riuscita ad illuminare l’animo immenso di un bambino, è destinata a brillare per sempre e per sempre ancora.

Insomma, con Immenso affetto, 

GRAZIE MAESTRA.







giovedì 16 giugno 2016

PENSARE POSITIVO - TERZA PUNTATA

I VAMPIRI EMOTIVI

La volta scorsa avevo concluso la mia riflessione sul Pensiero Positivo di Carmen Meo Fiorot adducendo alla grande potenzialità che ciascuno possiede nell'individuare le caratteristiche positive insite in ogni essere umano. 

Oggi, e non me ne voglia Carmen, voglio aprire una parentesi su di una particolare categoria di individui di cui ho letto per caso giorni fa spulciando tra gli articoli di psicologia nel web: i Vampiri Emotivi

Perché se è vero che noi possiamo metterci d’impegno e cercare il buono nelle persone che ci circondano, è anche vero che non tutte le persone ne sono provviste. 

Non possiedo le competenze tecniche, conoscitive ed il tono accademico degli autori che mi hanno illuminato sull'argomento, ma credo di aver acquisito i punti cardini della questione: tanto quanto basta per porgerli a chi vorrà interessarsene. 

Verrò dunque al sodo. 

I Vampiri Emotivi sono quegli individui meglio conosciuti e genericamente catalogati sotto la più esplicita ed universale denominazioni di “Grandi Stronzi” – e me ne assumo qui licenza accademica -. 

Il Grande Stronzo, oggi lungamente analizzato, studiato e diventato Vampiro Emotivo, può subdolamente celarsi dietro chiunque: collega, amico, familiare, partner… Si tratta comunque e sempre di una persona discretamente vicina che è riuscita nell'intento di creare un forte legame con la sua vittima. 

La caratteristica fondamentale del Grande Stronzo è quella di provocare uno stato di forte disagio e di negatività in chi lo subisce, facendo leva sui punti deboli di quest ultimo per un tornaconto personale che può anche essere puramente narcisistico. 

Alla luce di ciò, alzi la mano chi almeno una volta nella vita non ha avuto a che fare con un Grande Stronzo. 

Ecco, siamo tutti d’accordo che il mondo pullula dei suddetti elementi. Ma la straordinarietà dell’aver estrinsecato il Vampiro Emotivo dal più generico Grande Stronzo, è che è stato così possibile verificarne le peculiarità, in modo da poterlo meglio individuare e riuscire magari a neutralizzarlo. 

In base alle ultime ricerche, nei Vampiri Emotivi esistono quattro macro spiccate sfaccettature, le quali possono o meno coesistere 


1 – LA NEGATIVITA' 

Uno degli scopi del Vampiro Emotivo è quello di far sentire gli altri inferiori. A tal fine, interpreterà sempre tutto ciò che riguarda la sua vittima in via negativa, sminuendo le sue capacità fisiche, intellettive e relative a qualsiasi ambito, che sia il lavoro, la gestione dell’economia domestica o anche solo le opinioni personali. Ad ogni tentativo di ribellione o recriminazione, il Vampiro giustificherà il suo atteggiamento negativo declamando con enfasi che è spinto dal desiderio imperante che l’altro abbia il meglio, innescando in tal modo nel suo bersaglio un circolo vizioso di inadeguatezza e sensi di colpa. 

2 – IL VITTIMISMO 

Il Vampiro Emotivo rappresenta spesso l’emblema per eccellenza del bicchiere mezzo vuoto. Per questo non smette mai di lamentarsi. Tutto ciò che accade nel suo quotidiano è sempre puntualmente fonte di problematiche che lo rendono una povera vittima: lavora troppo e solo lui, nessuno è mai collaborativo nei suoi riguardi, fa troppo caldo o troppo freddo, probabilmente ha una malattia grave e recondita in agguato, la sua immensa generosità non viene mai ripagata e via dicendo. 

Anche quando gli eventi volgono chiaramente al positivo, il Vampiro Emotivo non esce mai dal suo brodo di scontentezza, rivelandosi un inadeguato appoggio emotivo in quanto costantemente concentrato su se stesso e assolutamente sordo all'ascolto di qualsiasi altra situazione emotiva che non sia la sua. 

3 – L’ASSENZA DI EMPATIA 

La caratteristica fondamentale del Vampiro Emotivo è quasi sicuramente l’assenza di Empatia. L’Empatia è quella dote di cui godono in varia misura tutti gli individui dotati di intelligenza, e si riferisce all'abilità cognitiva di comprendere l’universo emotivo di qualcun altro. Il Vampiro Emotivo è dunque in linea di massima un Idiota, magari istruito, ma pur sempre un Idiota: incapace di pensare di poter generare malessere e disagio negli altri e soprattutto impossibilitato dal suo estremo egoismo a mettersi nei panni altrui. 

4 –LA SUPERBIA, L’ARROGANZA E L'AGGRESSIVITÀ'

Non essendo un elemento empatico, il Vampiro Emotivo tenderà in ogni situazione ad assumere un atteggiamento superbo ed arrogante, in modo da portare avanti i suoi assolutismi senza riuscire mai in alcun modo ad intavolare un dialogo. In molti casi, se contrariato, tenderà anche ad essere aggressivo, di un’aggressività magari composta, che va ben oltre quella tipica delle persone insicure ma che incarna la gelida determinazione a non allentare il giogo che ha fortemente stretto intorno a chi ha preso di mira. 


Ora, una volta riconosciuta la presenza di un Vampiro Emotivo nella nostra vita, cosa fare per liberarsene? 

Fermo restando che il Vampiro Emotivo si manifesta solo all'interno di legami molto forti e significativi, e che un legame molto forte implica quasi sempre l’impossibilità di allontanare su due piedi una persona, una soluzione universalmente applicabile non esiste. 

Esiste forse la possibilità di salvarsi in tempo: che ne so, vi è venuto il sospetto che il vostro fidanzato possa essere un Vampiro Emotivo? Scappate via! L’amore sarà pure cieco, ma l’amore verso se stessi deve sempre vederci un palmo più in là. 

Stessa fuga nel caso in cui il Vampiro Emotivo si nasconda in un amico: gambe in spalle, e via! L’amicizia è fondamentale nella vita di noi esseri umani, ma deve consentirci di stare bene: l’amico deve essere il porto sicuro dove approdare. 

Non tutte le situazioni sono così semplici da gestire. Spesso i Vampiri Emotivi fanno parte del nostro nucleo familiare, spesso si nascondono sapientemente dietro ai nostri genitori, o dietro ai nostri mariti o alle nostre mogli, ma io torno a ripeterlo: L’AMORE PER NOI STESSI PRIMA DI TUTTO

Amiamoci, siamo Essere Unici, Speciali, non consentiamo a nessuno di portarci via l’Amor Proprio, non permettiamo a nessuno Stronzo di spegnere in alcun modo l’Amore per la Vita e per la sua Straordinarietà. 

SIAMO IL TESORO PIU' GRANDE CHE CI E' STATO AFFIDATO: ABBIAMONE CURA, LOTTIAMO SEMPRE PER LA NOSTRA FELICITA' E PER LA FELICITA' DELLE PERSONE CHE AMIAMO. 

NESSUN GIOGO, NESSUNO, POTRA' MAI SPEGNERE LA NOSTRA LIBERTA' DI SPIRITO E DI PENSIERO: PERCHE' E' DALLA LIBERTA' DI SPIRITO E DI PENSIERO CHE PARTE LA NOSTRA LIBERTA':  LA LIBERTA' DELLE EMOZIONI, L'UNICA LIBERTA' DELLA QUALE NESSUN VAMPIRO POTRA' MAI PRIVARCI.


Questo post partecipa alla raccolta
 Pillole di Libertà di Ispirazioni&Co.


martedì 7 giugno 2016

Ispirazioni&Co.- Ode ad un Briciolo di Follia...

E così, le indomite Comari hanno declamato il tema di Ispirazioni&Co. per il mese di Giugno 2016.

Signori e signore, si parla di Pillole di Libertà.

Quale stuzzicoso e universale argomento se non quello che ci trascina e ci mette a tu per tu con l'unico vero traguardo a cui tutti aspiriamo: la Libertà, diluita in quello che siamo, in quello che vorremmo essere, nei sogni o nelle piccole conquiste quotidiane che fanno della nostra Vita un ricco tesoro di opportunità e di espressione....

Io incomincio con... un po' di follia, ripescando una poesia che ho già postato un paio d'anni or sono ma che ripropongo volentieri; 
perché cos'è un Briciolo di Follia se non una densa, ambita e potente Pillola di Libertà? 
°°°


"Il Bello viene quando le cose urgenti non lo sono più,
Quando all'improvviso gli altri te le vomitano addosso,

Le cose urgenti,

Ma dentro cresce il desiderio incosciente di lasciarle,
Quel desiderio che esplode come un Attentato alla responsabilità altrui.

Allora toccherebbe mollare tutto ed uscire,

E sentirsi più leggeri,

Quasi felici.

 Perché il vero gusto non è non avere nulla di improrogabile da fare,

Ma avercelo e non farlo.

È Quel briciolo di follia,

Quel frammento d'imponderabile,

Quella scintilla emozionale che ti riaccende l’Anima.

 Pensami, dunque.

 Pensa che lascerei ogni cosa e verrei lì,

Pensa che con un gesto getterei a terra 

Ogni cosa "urgente" dalle tua giornata,

Pensa che mi aiuteresti,

Pensa al disordine,

Ai fogli che cadono a terra,

Pensa al calore della Mia pelle sulla Tua,

Ai brandelli di vestiti che ti solleticano un pò,

Pensa che non te ne frega niente,
Pensa che non t'importa nulla del resto,

Pensa che esistiamo Io e Te.


Soltanto, Io e Te."

Immagine presa da Internet

Questo post partecipa alla raccolta
 Pillole di Libertà di Ispirazioni&Co.


domenica 5 giugno 2016

BREVE STORIA DI DOMENICA

Il Nero

È di domenica che succedono cose ordinarie. E brevi. 


Frammenti di incontri.

Racconti minuscoli.

Sta in fila alla cassa ad aspettare il turno, il suo.

Respira il fresco da aria sparata a mille, grondante di noia - il fresco -, aizzato da cestini semi vuoti: la spesa è già stata fatta ieri.

Domenica al supermercato è un acquario. Senza pesci, senza acqua, senza sassi. Vuoto.

Il Tizio davanti parla. “Ah… che periodo nero…”, dice al nulla.

Tutti noi conosciamo il Nero come il buio, come il niente, come il male, come un non colore o l'assenza di esso. Eppure se prendi una tavolozza di colori e li mischi tutti assieme, il risultato è sempre e solo uno, il Nero. Allora, il Nero non è l'assenza di colore, è tutti i colori messi assieme, e tu, che navighi nel Nero, non devi far altro che pescare un colore, uno solo, il Tuo.

È una riflessione, un ricordo, una verità di cui si è impossessato molto tempo prima. Potrebbe dirlo al Tizio, svelargli perché zitto, zitto, sorride.

Ma è domenica. Paga e guizza via. Come un pesce in un acquario.

Un acquario, di Domenica.

Immagine da Internet