giovedì 26 maggio 2016

INSIEME RACCONTIAMO 9 - by Myrtilla's House


Dopo aver, ahimè, saltato le puntate 7 ed 8 dell'ormai imperdibile appuntamento con INSIEME RACCONTIAMO, ideato dalla mitica Patricia e targato sempre Myrtilla's House, ecco che mi accingo a recuperare con l'episodio 9.

Ovviamente, chiedo venia a Patricia e faccio ammenda per le mie scorse assenze, ma...eccomi qui!

Il regolamento lo trovate al solito da Pat.

Di seguito l'incipit ed il mio finale di Insieme raccontiamo 9

(Incipit)

Altissimo, di una magrezza spaventosa, vestito di nero pareva una stecca di liquirizia andata a male.
Al suo passaggio, tutti provavano una strana sensazione. Un misto di paura e angoscia e insieme gelo.


(Il mio finale)

Fece capolino dallo schermo. Lei era lì, che bacchettava sulla tastiera spremendosi per capire cosa dovesse scrivere. 

- Tu, scellerata..., che fine hai fatto in tutti questi mesi? 

Sobbalzò. Un’onda di gelo la pervase. 

- Gesù... ma che ti sei mangiato dieci pacchetti di Vigorsol Air che quando respiri fai st’effetto refrigerante… -, disse colpita. 

- Ehm... ho preso due mentine... soffro di alitosi... -, si schermì lui.

- Ah, bè… - . Si riscosse, il terrore la avviluppava. - Chi sei?... Che vuoi?... Cosa cerchi? 

- Na dumanda per vota, s'a t'peuri … 

Sgranò gli occhi. – Ma che lingua parli... ? 

- Piemontese ‘gnurant! … 

- Senti un po', cosu nivuru, a te già nell’incipit t’hanno dato della stecca di liquirizia andata a male… devo aggiungere altro...? 

Lui sembrò risentirsi, quasi quasi gli spuntarono i lacrimoni negli occhi infossati. 

- Vabbè, dai -, disse lei, bonaria – facciamo pace… Ma dimmi, che fine hanno fatto i mei amici..., Manny il Lupo, Vlad il vampiro, Squittix la tremenda… Non li trovo più… 

Una risata raggelante spazzò l’aria tutt’intorno. Lo stecco aveva ripreso consapevolezza di se e stava dando libero sfogo a tutta la sua essenza al mentolo. 

- Ti sei persa le ultime due puntate di Insieme Raccontiamo – ghignò, crudele. – Se i tuoi compari vorrai ritrovare, nessuna puntata dovrai più saltare… - 

- Ma chi ti manda... ? – implorò lei, pregando che quell’essere mostruoso cambiasse per carità alimentazione, quel lezzo di menta era veramente insostenibile. 

- Mi manda... Lei!… muahmuahmuahmuahmuha... - 

- Ma Lei, chi… ? 

Si erse in tutta la sua stecchinotaggine. 

– Lei… l’Innominata… . 

E scomparve prima che potesse chiedergli altro. Dietro di lui una scia, come di inconfondibile Saila.

@@@

Nelle puntate precedenti


BUON FINALE A TUTTI!

mercoledì 25 maggio 2016

PENSARE POSITIVO - SECONDA PUNTATA

IL PENSIERO E' ENERGIA


Tempo fa – parecchio tempo fa – avevo iniziato a parlare di una lettura che mi era parsa utile e che, intuivo, sarebbe potuta rivelarsi di interesse generale: “Pensare positivo” di Carmen Meo Fiorot

Ovviamente, essendo la mia una natura sì positiva ma altrettanto eterea, che svolazza e si piega là dove soffia il vento dell’ispirazione, la Fiorot era finita ad allungare le fila delle mie incompiute, tra i fischi e le accese proteste del saggio sui “Ricordi” di Marco Aurelio, la barbie nuda che attende da trent’anni il guardaroba nuovo, il corso di perline e decoupage, l’abbonamento in palestra, il video montaggio della penultima festa a cui ha partecipato lo Gnomo, la collezione delle bustine da tè… 

L’altro giorno, tuttavia, un utente ha lasciato un commento al mio precedente articolo, un commento nel quale ha raccontato brevemente d’aver conosciuto Carmen e di essersi molto addolorato quando ha appreso della sua morte. 

Ha scritto: 

“Quante belle chiacchierate ci siamo fatti. Donna forte, di carattere e lungimirante. Donna difficile, dura… Ma aveva delle qualità innate. Molto umana. Ha salvato dalle vicende della vita tanta gente data per persa. Ha ridato forza, orgoglio dignità a delle persone che bisognava vedere come erano ridotte…”

E allora, potevo mai lasciare tra le incompiute una donna così? 

Una donna che ha fatto tanto bene merita che si parli di lei, e che se ne parli a dovere, attraverso i suoi scritti, le sue teorie, il suo impegno a mostrare che ciascuno possiede una propria individualità e che questa conta, a prescindere dal vissuto o dalle difficoltà e dai tanti dolori che si incontrano nella vita. 

Dunque, riprendo da dove avevo lasciato, e proseguo con il primo grande concetto cardine di “Pensare Positivo”: 

Il Pensiero è Energia 

Ora, abbandonate l’idilliaca visione dei potenziali superpoteri che tutti ci prefiguriamo quando ci cade l’occhio su una simile verità. 

Non potete sopprimere con la sola forza della mente vostra suocera, o il tizio che vi frega ogni giorno il parcheggio da sotto il naso, o il vicino di casa che testa puntualmente la potenza dell’impianto stereo quando i pargoli si sono addormentati, o la collega che in ufficio vi passa sempre le pratiche più lunghe. 

Se bastasse il pensiero ad esaudire tutti i nostri impulsi, saremmo già tutti eroi e forse da un pezzo… tutti sterminati. 

Carmen parte invece dal principio, dall’eredità ambientale ed affettiva. 

Quanti errori sono stati compiuti e vengono compiuti nei nostri riguardi anche da parte delle persone che ci amano… Sbagliano perché non sanno, oppure perché esse stesse non hanno avuto il giusto amore e gli appoggi di cui avevano bisogno. Chi non ha avuto amore fatica molto ad apprendere amore

[… ]

I fattori che ci hanno determinato sono fattori ereditari e ambientali. Può essere che non abbiamo ereditato il fisico che avremmo voluto, né i genitori che avremmo sognato, né la culla d’amore cui ogni creatura che viene al mondo avrebbe diritto, né l’ambiente stimolante e rassicurante indispensabile per la piena fioritura di quell’essere unico, meraviglioso, insostituibile che è l’uomo. Come risultato di queste carenze e di queste inadeguatezze, può accadere che ci sentiamo talvolta infelici o depressi, o inadeguati. 
[…] 
Può capitare che l’immagine che abbiamo di noi stessi non riveli la potenza intrinseca che potrebbe essere espressa da ogni essere umano. E intanto ciascuno di noi si rapporta agli altri e alle situazioni della vita, a seconda dell’immagine che ha di sè. Se tale immagine è statica, se viviamo passivamente tutto ciò che viene dall’esterno, se ci teniamo ben stretti gli ordini ipnotici – perché tali sono i messaggi ricevuti nell’infanzia –, se nulla mettiamo di nostro per modificare le situazioni, se ci sentiamo sempre delle vittime, la nostra vita non può mutare. 
… 
Un’infinità di messaggi è in ciascuno di noi, alcuni purtroppo negativi e dannosi, altri buoni e positivi. Per fortuna abbiamo la possibilità d’inserire nel nostro elaboratore mentale altri messaggi positivi per cambiare così la nostra vita. Possiamo inserirne tanti quanti vogliamo, per frantumare un po' alla volta quelli negativi, per il ripristino del sentimento di umana dignità, ove sia crollato o sminuito, e per l’acquisizione o il recupero della totale fiducia in noi stessi e nelle nostre positive potenzialità.” 

In definitiva, la mente non emana qualcosa di astratto, il pensiero non è astratto, ma è ben concreto, è energia. Ed il primo step per mettere in moto questa energia è: 

  •  accettare che l’altro possa essere diverso da noi;
  •  imparare a vedere ciò che c’è di positivo nelle cose, nelle situazioni - per quanto dolorose esse siano - della nostra vita, nelle persone

In quest’ultimo caso tra l’altro, pensando con atteggiamento positivo a una persona e vedendola mentalmente al positivo, la aiuteremo ad esprimere il positivo, e così lei finirà per comportarsi esattamente come noi desideriamo

Insomma, fermo restando che tra la teoria e la pratica passa sempre quell’istinto omicida che ti fa partire l’embolo perché, diciamocelo, il mondo pullula di personaggi, come dire, inopportuni (e spesso molto vicini a noi), ma tentare in fondo non costa nulla. 

Esercitarsi, raccomanda Carmen, è questo il segreto; esercitarsi, come in tutte le cose. 

Provare per credere? Da chi iniziereste voi per un simile esperimento? 

Io intanto, vi do appuntamento alla prossima puntata; tutto sommato, con i tempi che corrono, parlare di pensiero positivo non guasta mai. 




mercoledì 18 maggio 2016

CURSUS VITAE

Manco dalle pagine del mio blog da troppo tempo. E questo è un male. 
Un male per me, considerati i benefici che lo scribacchiare ha sempre avuto sulla mia indole e sulla mia capacità di domare la tirannia del tran tran quotidiano.
In poche parole, sin da piccina lo sclero aumenta in maniera inversamente proporzionale alle parole che riesco a buttare giù. Figuratevi quanto sono scleratizzata-ante in questo periodo. 

Tocca correre ai ripari. Se poi, durante tutta questa assenza il mio blog riceve tre, e dico tre!, nomination al premio che gira per la blogsfera, posso mai fare finta di niente e lasciare questo mio orticello abbandonato alle intemperie del tempo che fugge?

E allora, innanzitutto GRAZIE alle tre meravigliose ragazze, di cui per altro ho abbandonato i rispettivi blog - 100 frustate e come penitenza l'obbligo di recuperare tutti i post che mi sono persa, possono bastare? - che si sono ricordate di me nonostante io non ci fossi:


- Elisabetta di Elisabetta Grafica

- Serena di Cara Malù


e che hanno conferito al mio blog

TA-TAAA-TAAA-DAAAAAAA

niente popò di meno che
IL
GRAZIE RAGAZZE! Passerò a leggere i vostri rispettivi post e poi gongolerò ancora nel mio personale a cui darò vita a breve.

Intanto, vi lascio con un prezioso ricordo fotografico che ho recuperato qualche giorno fa, durante una breve vacanza con tutta la ciurfamily.

Anzi, farò di più, oltre alle foto, ricopio i versi che mi hanno incantato mentre passeggiavo nei pressi di un mare da favola. Ne ho fatto tesoro, e ne faccio dono.

"CURSUS VITAE

Un piede dopo l'altro,
un passo dopo l'altro,
un'idea dopo l'altra,
tutti i posti io vedrò,
e tante cose penserò.
Chissà dove andrò,
che cosa farò o che cosa diventerò.
Ma quando guarderò il corso della mia vita
ricorderò il piede di mio nonno,
ringrazierò e in conclusione
augurerò che il corso della vita
per tutti porti gioia e serenità.

Benedetta Basile"




Dove eravamo?... Provate ad indovinare.