giovedì 17 marzo 2016

Il pacchetto che viaggiò per tutta Italia

Mia piccola Tesoro,

A giorni partiremo. Siamo quelli delle partenze ad ogni festa, noi. Alberi dalla chioma lunga lunga ma coi rami rivolti al suolo, a puntare costanti le radici lontane dispensatrici di linfa.

Partiremo. Armi e bagagli - soprattutto bagagli - e via a dominare la settimana santa dall’estremità meridionale del paese. Che poi, avranno ben poco di dominato e di santo, tuo papà e le valigie da sistemare in macchina, e gli ottocento chilometri di autostrada da macinare, e sempre tuo padre che bofonchierà lamentele,  perché se porca vacca non avessimo avuto tutta quella roba da armeggiare, saremmo magari potuti partire prima e forse non avremmo trovato tutto quel traffico… Ma sul serio dovevamo portarci tutta casa impacchettata?!... Basta, non si partirà mai più, basta!...

Che nella vita, o sposi uno che possiede uno shuttle, oppure tocca iscriverti ad un corso di economia domestica per l’organizzazione familiare dei viaggi; ricordalo, mia adorata, e non lasciare che questo aspetto della tua esistenza finisca in mano al caso, potresti amaramente pentirtene.

Tu non lo sai, ma sarà anche la tua festa. Il tuo battesimo. Non che io sia tutta questa religiosità, ma nonna diceva sempre che il battesimo è la festa di una nuova vita che viene al mondo, e a me piace pensare che la tua di festa, il tuo battesimo, sarà anche e soprattutto questo.

È per tal motivo che pure il pacchetto che, da ieri, è comparso magicamente sul tavolo, e in direzione del quale sgambetti e sorridi, con lo sguardo furbacchioso di chi saprebbe come grattarsi le gengive se solo gli impedimenti che comporta avere dieci mesi non ti costringessero al seggiolone, ecco, anche quel pacchetto, verrà con noi.

È un pacco speciale, che ha già percorso molta strada per arrivare qui, quasi mezza Italia. In particolar modo, è un pacco che avrà un senso nella tua vita, in maniera che quando un giorno ti diranno che il mondo è cattivo, che le persone sono infide, che i cuori sono spenti, tu potrai non crederci, perché ricorderai di possedere un pacco che straripa d’amore, della generosità più autentica, della bontà più unica, della più sublime essenza dell’animo umano.

Quasi tu fossi una Principessa delle fiabe, una Fata lo ha confezionato per te, creando dal nulla le cose che renderanno la tua festa speciale e che ti faranno bella, di quella bellezza unica di cui ci si riveste solo indossando l’amore infinito e gratuito di chi compie dei gesti immensi senza aspettarsi nulla in cambio, senza che vi siano particolari legami se non quello di un’Amicizia nata per caso e che cresce ogni giorno.

Verrà con noi, quel pacchetto, e persino papà lo tratterà con il dovuto rispetto, come l’unico bagaglio d’onore che ci accompagnerà con infinito affetto, risvegliando ad ogni istante la gioia e la commozione per aver incrociato sul nostro cammino una persona così Speciale, un’Amica che desideriamo rimanga per sempre.

E siccome ancora tu non lo sai dire, lo dico io.

GRAZIE, Giusi, per questo pacchetto che un giorno avrà viaggiato lungo tutta Italia e nel tempo, e che racconterà di una storia Preziosa che solo una persona Preziosa come te poteva donarci. 

GRAZIE, e ancora, GRAZIE. 

Di vero cuore, e da tutti noi. Certi doni non hanno prezzo, ma la nostra gratitudine ti giunga come il più caldo ed il più commosso degli abbracci.

GRAZIE.

Il Pacco che viaggiò per tutta Italia




Tunichetta Battesimo
Coroncina


Per la Principessa
Per il Principino
Per la Sottoscritta

martedì 8 marzo 2016

INSIEME RACCONTIAMO 5/6 - by Myrtilla's House


Reduce da un periodo decisamente intenso e faticoso, ho deciso che non potevo comunque rimanere indietro con il mio appuntamento mensile preferito: INSIEME RACCONTIAMO, ideato e portato avanti dalla mia, nonché universale e straordinaria, amica Patricia Moll.

E dunque, eccomi qui, pesciolina solitaria e fuori tempo, a nuotare incontro agli ultimi due finali.

Le regole del gioco le conoscete tutti, e caso mai qualcuno volesse rinfrescarsi, basta dare un’occhiata alla fonte.

Qui, nel mio blog, ero rimasta ferma alla puntata numero quattro, e, partendo sempre dall’incipit lanciato da Patricia, ero riuscita a dare vita alle vicende di Draky e Manny, un vampiro ed un licantropo d’eccezione alle prese con il tentativo di bloccare colei che li costringe a continui stravolgimenti. 

Ma cerchiamo di fare un po' d’ ordine. 

Ho sempre sognato di dirlo o di scriverlo, e adesso sto per farlo:

NELLE PUNTATE PRECEDENTI (come suona bene!)


Un bel giorno, mentre il sole tramonta ad est e la luna sorge ad ovest, ci si accorge che il mondo è a rovescio, è così che Manny, un lupo mannaro che detesta essere peloso, e Draky, un vampiro molto affettuoso, pur vivendo in regioni diverse, finiscono per incontrarsi. 
E siccome il mondo al contrario lo consente, il primo si depila e il secondo per solidarietà si fa crescere il manto. 
I due diventano amiconi e giurano che mai più si faranno la guerra per l’invidia reciproca del pelo o non pelo. L’Innominata, tuttavia, che è la tipa che ogni 20 del mese disfa e rimesta come pare a lei a suon di incipit, riporta il mondo nel verso giusto e mentre soddisfatta dell’operato si gusta un tè al gelsomino, non solo riesce a sfuggire al piano di Manny di attirarla nel fuoco, ma fa anche notare al mannaro che un lupo non è veramente un lupo senza neppure un pelo addosso. I due compari, delusi ed amareggiati, provano così a disfarsi della donna abbandonandola nelle lande nordiche. Ma sono veramente riusciti nel loro intento? E chi è disposto ad aiutarli? La lotta all’Innominata si fa sempre più cruenta, e nuovi personaggi attendono di fare il loro ingresso alla volta di nuovi ed inaspettati risvolti…


Di seguito le puntate 5 e 6, con tanto di incipit.

Insieme Raccontiamo 5

(Incipit)

La luna 

Era il momento giusto. La luna era alta in cielo. Nessuna nube a farle da velo.
Prese quanto le serviva, lo mise nel suo zaino di luce e si alzò. Presto tutti avrebbero capito chi era. Chi comandava.


(Il mio finale)

Nascose la coda lunga e sottile sotto la giacca, non doveva farsi scoprire, non era ancora il momento. 

Quei due ci avevano provato in ogni modo a bloccare l'Innominata, prima avevano tentato di attirarla nel fuoco, poi avevano cercato di abbandonarla nel bosco, ma quelle come lei, eh bè, erano dure a mollare. C'era il rischio che rimettesse il mondo a rovescio un'altra volta. Doveva intervenire. 

- Scusasse, Vossia è pronta? -, Draky il vampiro si affacciò a cercarla. 

Lei lo fulminò con un'occhiata. 

- Sono pronta quando lo dico io!... E impara a parlare l'italiano, terun!... Dov'è l'amico tuo? Quel lupo mannaro inutile che sta mutando da un mese e ancora non si vede? 

Draky diede un colpetto di tosse. 

- Ehm... È andato a mettere il link dell'ultimo post in raccolta, vostra Maestrosità... . 

E fece un inchino. 

- Bene, che qui la raccolta devo sempre controllarla io... Razza di scansafatiche! 

Draky si dileguó, prima che potesse sfogarsi ancora su di lui. 

Lei rimase in silenzio, l'immagine riflessa allo specchio. Era pronta a intervenire, lei era Squittix. Squittix per sempre. 

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Insieme Raccontiamo 6

(Incipit)

Il Mandala 

Il corpo nudo della donna disteso sul fianco aveva un che di virginale. Una tela intonsa pareva. Invitava a... ma come l'avrebbe presa lui? Offendersi? Adirarsi?
Prese il suo pennello più fine e le si avvicinò. Con dolcezza cominciò dal centro della schiena. Un mandala. Avrebbe disegnato un mandala.

(Il mio finale)

Doveva solo stare attenta a riportare i segni dell’incantesimo, la Capa era stata chiara, bisognava fermarla, contenerla. Spiegò il foglio e cercò di decifrare alla meglio i geroglifici. Dio santo, come scriveva male, e già che il figlio a Natale s’era dovuto pappare non si sa quanti bigliettini dell’avvento scritti a mano, povera creatura. 

L’Innominata si mosse. – Dottore, non mi tenga sulle spine… si può fare qualcosa per questa cervicale che non mi da tregua… ? - . 

Tossicchiò per darsi un contegno. – Ehm… Certo, certo… Intanto si rilassi… -, rispose fingendo un vocione da uomo. 

- Sì, ma si sbrighi… che devo andare a programmare il tremilaecinquecentesimo post, sia mai che Regina riesca a recuperare tutti gli arretrati… . 

Doveva assolutamente procedere, il tempo era agli sgoccioli. L’unica era chiedere spiegazioni. Si allontanò di qualche passo… 

- Pronto -, biascicò – sono io… ma che cavolo c’hai scritto sul foglio dell’incantesimo del mandala…? 

Dall’altro capo del telefono, la voce squittixante della capa. – Non è possibile, ma devo proprio fare tutto io, allora!... Senti, Giusildas, và che ti rimando a fare il chiaccherino, eh!... non ci scherzare troppo… 

Fu proprio quello il momento in cui Lui entrò. Lui, il Signor Marito dell’Innominata, The Original, l’Unico, il Solo. 

- Che succeda qui? -, tuonò. E Giusildas, che non conosceva menzogna, altro non seppe fare che dire il vero. – Signor Marito, sapevamo che poteva offendersi o adirarsi, ma qui si voleva solo fare alla sua Innominata un mandala, con incantesimo…  

- Che incantesimo?... Parla… 

- Bà, una cosuccia… farle magari scrivere un solo post al giorno… 

Al Signor Marito fiammeggiò il mento dallo sdegno. – Che cooosaaaaa?... Ma hai idea di quanta energia le rimarrebbe da smaltire se la mia Innominata fosse costretta a scrivere un solo post al giorno?... Sai cosa ne sarebbe di me?... Non se ne parla proprio… Passami il telefono…. - . Quasi ruggì. 

- Pronto, Signora Squittix?... Ecco, sì… ha capito perfettamente… Ci pensa lei?... Organizzate una cosa insieme?... Ispirazioni e Insieme raccontiamo, uniti?... Benissimo… E che non si ripeta più… Guardi che le mando il gatto, o peggio, il lupo… Topa avvisata… . 

Il Signor Marito interruppe la telefonata, restituì il cellulare e si avviò sereno a recuperare la sua dolce metà.