domenica 31 gennaio 2016

martedì 26 gennaio 2016

Di Tempo trascorso e di Tracce (di Sicilia) rimaste

Dove corri, Tempo, che sembri un maratoneta alla conquista dei miei giorni? Ed io ti corro appresso, ma corri corri non ti raggiungo mai.

Un mese fa stavamo ancora in Sicilia, io e te, in vacanza, Tempo. E tu dicevi: tempo al tempo, tempo al tempo, che io passo e di volata pure, ma se tu sei brava manterrai le Tracce.

Era bella la Sicilia sotto Natale; bella bella. Così bella che veniva voglia di fermarti, Tempo.

E ti ho fermato: in pillole di Tracce. 

Tracce di Sicilia, un mese fa (all'incirca).


Lo Stretto ed il Traghetto (e il sacrosanto Arancino di benvenuto)

STRETTO DI MESSINA - Dicembre 2015
Traghetto da Villa San Giovanni - Interno e Vista esterna
STRETTO DI MESSINA - Dicembre 2015
 Traghetto da Villa San Giovanni - Vista esterna


Dalle Pasticcerie con Amore

Dicembre 2015 - Dalle Pasticcerie Messinesi

Dicembre 2015 - Dalle Pasticcerie Messinesi
Il Panorama dal Terrazzo di Casa

STRETTO DI MESSINA - Dicembre 2015
Panorama dal Terrazzo di Casa


Lago di Ganzirri  -
Dove gli Uomini camminano sulle acque per amore di Vongole e Cozze

Dicembre 2015 - MESSINA - Lago di Ganzirri

Lago di Ganzirri  -
Viva le Barche dei pescatori e le Bancarelle stracolme davanti alle Pescherie

Dicembre 2015 - MESSINA GANZIRRI


A Casa - Panettone Gelato, Pasta Incaciata e Frittelle di Carne

Dicembre 2015 - MESSINA - Panettone Gelato, Pasta Incaciata, Frittelle di carne

Una certa attenzione per Sua Maestà Il Cannolo 
e per le Loro Signorie Le Minne

Dicembre 2015 - MESSINA - Cannoli e Cassatine

Passeggiate diurne in riva al Mare

Dicembre 2015 - MESSINA - Lungomare
Passeggiate notturne in riva al mare

Dicembre 2015 - MESSINA - Lungomare

Ciao Ciao Sicilia - Di ritorno sul Traghetto
Dicembre 2015 - Traghetto da Messina verso Villa San Giovanni

giovedì 14 gennaio 2016

Dai miei pensieri MUTEVOLMENTE sparsi

Me lo sono chiesta, negli ultimi giorni.

Cosa in realtà significasse Mutare, cosa volesse dire Mutazione. In testa mi balenava un progetto diverso; simpatico, produttivo, divertente, una cosa più da Regina. 
Ma poi, sono giorni così complessi, così ricchi di cambiamenti, così pressanti. Giorni che reclamano a gran voce una mutazione; in velocità, forse, ma senza rimandi. 

Urge mutare.

Siamo un continuo divenire. Chi può vantare una definibile e rassicurante staticità? Ciascuno muta ad ogni istante di respiro: mutiamo nel sangue, nel corpo, nella mente. Mutiamo soprattutto nello spirito. Siamo spirito in continuo movimento, che prende forma in base agli amori, alle pulsioni, alla forza intrinseca che spinge il nostro essere.

Mutiamo e mutiamo. Dolorosamente, a volte. Spesso. 
Attendiamo movenze ed energie a mutare, dagli altri, movenze ed energie che nella maggior parte dei casi non arrivano. Ci rispecchiamo negli altri, cercando negli altri la nostra mutazione: ma non sono gli altri a raccogliere i pezzi di pelle che cangiamo, non è compito loro. E camminiamo sbrindellati e ansanti, fin quando una mano non passa per caso e scrolla via i restanti lembi di vecchio, di sconcio, di superfluo.

Ci siamo accorti che siamo mutati?

Può darsi. Ma c’è sempre quella massiccia dose di forza da investire nel nuovo inizio: perché mutare preclude anche un cambiamento, una nuova partenza: e ci vuole coraggio.

Mutiamo per riuscire ad assomigliare il più possibile a noi stessi: è questo il fine.

Possiedo una natura positiva, partorisco solo idee che seguono la strada del buono: del nero che diventa colorato, della sofferenza che muta in pace, in fortuna, in felicità.

Per cui, sbatterlo in faccia a chi non credeva ne fossimo capaci, il Mutamento. Tieni, prendilo e gustalo, il mio Mutare. Ogni essere umano, in quanto tale, possiede la naturale capacità di mutarsi, di migliorarsi, di rinvigorirsi, di alzarsi da qualsiasi pantano, di andare oltre qualsiasi estrazione sociale, qualsiasi etichetta, qualsiasi legame: chi diavolo credevi di essere, Tu, per dire a me che io non sarei mai stato in grado di mutare, di rinascere a nuova vita?

Siamo essenza che muta. Siamo forma da contenere. Siamo lettere di un alfabeto animato che ci racconta in storia. Sarà per questo che amo di passione pura le lettere, così elastiche, così clementi, così contenitive. Le lettere accolgono le mie mutazioni; sempre. 
Io muto attraverso le lettere. Anche adesso, che scrivo di volata per il tempo di un caffè, in una grigia mattinata di vita vorticosa che si incazza per questi istanti concessi al mio scrivere.

Ho di nuovo poco tempo, maledizione. 

Ma muto; e non posso negare i pensieri mutevolmente sparsi che premono per darmene segnale e per alleggerire il passo che arranca in questo spazio di tempo così veloce e pieno, eppure già mutato dai pensieri.



Questo post partecipa 
alla Mutevole 
raccolta di Gennaio


martedì 5 gennaio 2016

Pensando al nuovo anno...


 Siamo ancora fuori. 


 Stasera pioveva. Guidavo e pioveva. E qui, quando piove, l' Aspromonte sembra farsi più vicino e in giro non c'è calca, come a Roma; piuttosto non si vede un'anima.

 Pioggia, montagna e strade deserte: come dentro la cartolina di un mondo immaginario.

 A me piace.

Per cui, guidavo, pioveva, pensavo all'anno nuovo e alla radio passava una canzone che invece non m'è mai piaciuta; perché a me, Chiara Nonsochè non m’è mai andata a genio. Avrei preferito di gran lunga che passasse, che ne so, Nothing Else Matters, dei Metallica - So close no matter how far, Couldn't be much more from the heart, Forever trusting who we are, And nothing else matters... - , ma c'era Chiara, e quel momento così accartocciato e apocalittico, così intenso senza avere nulla di realmente speciale, se l'è preso e se l'è pappato lei, e non ho potuto barattare con nient'altro.

Però la canzone l’ho ascoltata; sarà che ogni tanto bisogna accontentarsi e sarà pure questo vuoto da buoni propositi che continua a perpetrarsi nonostante l’anno sia già bello che iniziato. 
Ed in fondo, devo ammetterlo: Chiara la canta esattamente come io la penso; esattamente come la vivo…

"Portami a bere oltre le stelle

Spiegami il senso, dimmi la verità,
Profeta,
Fammi fumare* venti d’immenso
Dimmi il futuro che sarà
Che sarà, che sarà..."


*Ovviamente, in tutto il 2016, mi accontenterei di fumare pure una semplice Marlboro - chi mi segue sa che ho temporaneamente smesso di fumare a favore della mia bambina -, non è che mo sto li a implorare i venti d'immenso. 
 Ma se tu, Profeta, vuoi farla tutta e bene; insomma, regolati in base alle tue disponibilità e a quanto ti vuoi e ti puoi sbottonare...

Immagine da Internet con modifica -



domenica 3 gennaio 2016

INSIEME RACCONTIAMO 4 - by Myrtilla's House


Ed eccoci al quarto appuntamento di Insieme Raccontiamo, imperdibile iniziativa ideata dalla nostra amica Patricia e targata Myrtilla's House, dove lei lancia un incipit ed ognuno può scrivere un finale:

 - tra le 200/300 battute
e/o
- le 200/300 parole.

Io come sempre mi sono buttata sul lungo, perché a me il lungo piace, mi da soddisfazione; e poi perché dalla seconda puntata in poi, mi sono affezionata ai due personaggi nati per caso e che mensilmente non mi abbandonano: Draky & Manny, il vampiro che sogna il vello-style ed il lupo mannaro che non sopporta il manto. 

Patricia ha accennato anche all'aggiunta facoltativa di una colonna sonora; ma io a questo giro ho deciso di limitarmi all'aggiunta del ritratto dei miei amici Draky e Manny ad opera di un mio caro amico che ha letto la storia sul mio blog e che si è divertito a disegnarli.

Grazie Domi! Patricia ne serà di sicuro contenta.

 Per il resto, sono ancora in piena e cruenta attività festoide in terra del sud; non ho seguito gli altri finali - operazione che mi piace fare un sacco mano a mano che i finali si avvicendano - e non so quando cerebralmente riuscirò a rientrare a pieno regime,

ma vado di Incipit (quello di Patricia):

Abbandono

L'aveva abbandonata sulla strada. In piena campagna, località Valle Rossa. Un posto isolato e solitario. Poche auto, nessuna cascina nel raggio di un paio di chilometri. Nel momento stesso in cui le aveva voltato le spalle per tornare indietro, si era sentito più leggero. Quasi felice. Cantava.

e di Mio Finale:

- POROPPOPÓPOROPOROPOPPEROPERÓ POROPOROPPOPPEROPERÓ POROPOROPOPPÓOOOOO....

Prese il telefono e chiamó il suo amico.

- Compaaaareeeee... pratica risolta, la pazza non ce le frantumerà più col mondo dritto, il mondo arrovescio, il tè al gelsomino e i gabbasisi vari... Come dici?... Aunni a lassai?... E che ne sooo... Qua, in mezzo alla nebbia del continente, tra le paludi nordiche... Siiiii, stai tttranquillo, non torna... sei troppo lupigno, pensi troppo mannarese... No, no... non ce la fa a chiedere aiuto, sta pure senza connessione internet...Vabbene vabbene, stasera andiamo a festeggiare che c'è la luna piena, io tiro a lucido il vello e tu ti spalmi di cocco i pettorali abbronzati... Ca ceeeettu... rimaniamo il vampiro col pelo e il lupo mannaro depilato, più fighi al mondo...

Ma mentre sfrecciava glorioso, manto al vento e cellulare in mano, una strana composizione volatile lo superò in curva. A cavallo di una scopa turbo a forma di slitta, una panzone vestito di rosso e una vecchina argentata, si portavano in mezzo una sagoma gesticolante...

- Ma... ma... 

Non poteva essere, era Lei, l'avevano ripescata, era salva. E che voleva che gesticolava e gesticolava in direzione sua?... 

- Ma chi minc... -, gemette Draky.

Aspettaaaa aspettaaaaaaa - urló lei scendendo in picchiata. - Ti sei scordato queeeestoooo... -, e saltando giù dalla scopa-slitta, gli si piazzo davanti e gli porse un pizzino arrotolato; poi rimontò tra i suoi amici e il trio ripartì di tutta carriera.

Draky gemette come per il mal di pancia, poi srotolò il foglietto che lei gli aveva dato e lesse:

ESPERIMENTO 40529 DRAKY & MANNY

Devo
Riuscire
A
Kreare
Yl giusto

& simpatico acronimo

Ma mi
sA che 
Non ce la faccio
N
Yo proprio non ho talento...

Draky richiuse e tirò un sospiro di sollievo. Con quello schifio di acronimo non era Lei, figurarsi; gli acronimi suoi erano dei capolavori, delle piccole perle di esperimento. 

- Miiiiiiiiiiii... l'abbiamo scampata pelo pelo... -, disse.

E a proposito di pelo, aveva giusto l'incontro coi vampiri pelosi anonimi. Ingranò la marcia, spinse il pedale sull'acceleratore e sfrecciò via, tornando a cantare a squarciagola, mentre pure la quarta puntata di Insieme Raccontiamo si andava concludendo e lui e Manny l'avevano in qualche modo sfangata.

Draky & Manny
 Il Vampiro peloso ed il Lupo Mannaro depilato



AUGURO A CIASCUNO UN BUON INIZIO D'ANNO E TANTI TANTI FANTASTICI FINALI!