martedì 30 agosto 2016

Joshua Vs Joshua - L'esordio di Massimiliano Riccardi


Chi mi conosce sa che non leggo gialli, thriller, noir e meno che mai horror. E non li leggo non perché non li trovi interessanti, adrenalinici o perché non li abbia mai letti: nella mia trentennale "carriera" di lettrice accanita, di titoli di una certa consistenza ne sono piovuti in dono a decine, e mio malgrado li ho sempre mandati giù; perché a caval donato non si guarda in bocca; soprattutto perché un regalo va sempre onorato con il massimo dell'interesse, specie se si tratta di un libro da leggere.

Io i thriller & co. non li leggo perché non riesco a gestire il carico emozionale e di una certa portata che mi si scatena quando a livello empatico sosto nei pressi di tutto ciò che in qualche modo richiama la sfera della violenza, dell'aggressività e della morte come conseguenza. Che si tratti di serial killer, di soggetti posseduti, di psicopatici o anche solo di assassini occasionali, l'impulso è quello di fuggirmene via a gambe levate, sin dalla prima pagina. 

Joshua, il romanzo di Massimiliano Riccardi, ho scelto di leggerlo di mia iniziativa. A invogliarmi è stata una prima recensione a cura di Patricia Moll, accompagnata per altro da una splendida intervista all’autore che, così, su due piedi, mi ha smosso qualcosa di fortemente positivo: l’immagine di Massimiliano che si presentava autentico, genuino, un ragazzo alla portata di tutti, che non se la tirava neppure un po' nonostante avesse il merito di aver portato a termine un’opera e di aver pubblicato. 

“Lo leggerò” mi ero ripromessa. Ma era trascorso del tempo.

Poi, quest’estate, la svolta: in un raptus che ha bandito romanzi d’amore e letteratura varia, ordino e attendo che Joshua faccia il suo ingresso nella mia vita.

Il libro arriva come un ospite puntuale all’ora convenuta per il pasto. Il primo giorno lo osservo guardinga, timorosa. Lo spulcio e lo rispulcio: la copertina bianca semi rigida, il titolo in rosso, la mano accesa spiaccicata sul davanti che pare voglia dirmi: Alt! Che non è per te. Salvati finché puoi… 

Ripasso una decina di volte la quarta di copertina: “Il male esiste. Esistono gli uomini che lo commettono come ci sono coloro che cercano di fermarlo. Ma tutto ciò che è malvagità è davvero definito e facile da riconoscere?

“No, no… ovviamente no” mi dico. Ma che vorrà mai significare definito, facile da riconoscere?

Quello è l’input

Mi immergo nella lettura e ne vengo fuori appena qualche giorno dopo. Ammutolita, commossa, mutata in qualche modo nelle mie convinzioni. Perché la storia di Joshua non è solo la storia di un killer spietato e vaneggiante. La storia di Joshua è il corpo indivisibile - allargato nei confini di un’etica spezzata che richiama i primordi del male – dal quale nessuno può prescindere. 

La bravura e la maestria di Massimiliano sono indiscutibili: la sua è una scrittura che esula dall'introspezione descrittiva ma che riesce a trasformare la narrazione stessa nella psiche di ciascun personaggio: gli eventi scorrono, incalzano – per la gioia di chi del genere è appassionato – ma la natura di ciascuno si dipana dall'uno all'altro momento, porgendo tessere di un puzzle che mutano i sentimenti, che concedono clemenza ai fatti, che contorcono la mente e le viscere del lettore in un unico grande interrogativo: Dove ha Origine il Male? 

Una narrazione dallo stile moderno e impeccabile che ha l’effetto di una stampa lenticolare; con i protagonisti che si alternano e si accavallano sullo stesso sfondo di opportunità: come se Joshua fosse un po' tutti, come se l’impercettibile seme del male, che alberga indifferentemente in ognuno, sia sempre lì, in attesa del veleno per germogliare. È una lotta costante la sua: Joshua Vs Joshua; e non c’è più distinzione tra il pathos dell’assassino e quello di coloro che incarnano il bene e del lettore stesso: in una corsa sfrenata a ritroso ed all'inseguimento del tempo - che conta, eccome, per la salvezza - siamo tutti a favore e avversi a Joshua.

Una prova degna di uno scrittore acclamato, questa di Riccardi. Di chi scrive ricorrendo alle fibre del sentire e non di certo alla volontà puntigliosa di rincorrere il successo. Perché, per quanto mi riguarda, Joshua esula dal genere e dalle aspettative: ed è un romanzo che va letto al di là dei gusti letterari: per il significato che porta, per la carica di attualità, per la forza intrinseca con la quale smuove gli animi, per le tracce che scava negli occhi e nella mente di chi il libro lo ha concluso ed immancabilmente non è potuto rimanere indifferente.

E’ questione di armonia. Creare qualcosa di durevole e permanente. Singole individualità che si uniscono per un momento. Sì amico mio, un momento, il tempo di un respiro che paradossalmente dura per sempre. Come comporre di getto una musica bellissima, in un attimo. Dove tutte le note e le voci del coro trovano la loro collocazione ideale. A quel punto devi solo proteggere la tua opera. Armonia ragazzo, tutto lì.

E con la stessa fede nel suo armonioso e spiccato talento, non ci rimane che attendere il degno seguito: le carte in regola ci sono tutte: e l'applauso, ad uno scrittore che in maniera tangibile ha saputo scrivere col cuore, è assolutamente grande e meritato.


53 commenti:

  1. Ciao,
    ho letto questo post dopo aver pubblicato da pochi minuti uno scherzoso finale per l'iniziativa di Patricia. E' stato un colpo improvviso, mi è mancato il fiato. Leggendo l'ultima parte mi sono commosso al punto da temere che si alzasse mia moglie o mio figlio e che mi trovassero con i lucciconi come un qualsiasi imbecille stralunato. Le parole che hai speso per il romanzo sono bellissime. Hai capito molte cose, e io credo di averne capite altrettante di te. Voglio ringraziarti per aver riportato lo stralcio che hai evidenziato, sono parole dette da una persona molto cara a un giovanissimo Massimiliano. Ancora oggi ringrazio mio nonno, morto da quasi trentanni, per quella come per altre belle cose che mi ha regalato cercando di aiutarmi a crescere.
    Cosa aggiungere? Grazie? Non basta. Però lasciami dire che ora sei tu ad avermi regalato una grande emozione. Non sono sicuro se diventerò mai uno scrittore, di quelli veri intendo, sono però sicuro che momenti come questi sono impagabili. Accetta un grosso abbraccio e un bacio, seppur virtuali sono sinceri.

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    1. Il fatto che tu riesca a commuoverti leggendo di una recensione che è semplicemente il frutto sacrosanto del Tuo talento e del Tuo sentire , caro Massimiliano, non può che renderti onore: galeotta fu quell'intervista: non mi ero sbagliata.
      Come già ti ho detto nei commenti sotto al post che annunciava l' imminente lettura di Joshua da parte mia, il Grazie va a Te: ogni parola dedicata al romanzo è merito Tuo, e soltanto Tuo. Vanne fiero e continua a scrivere, con la stessa passione e con lo stesso emozionante trasporto. Uno scrittore, di quelli veri, lo sei già: a tutti gli effetti.

      L'abbraccio ed il bacio me li prendo volentieri, sono certa che né la fama né la notorietà potranno mai schiodarti dal tuo essere impareggiabilmente ed autenticamente sincero. Vero, come solo tu sai essere.

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    2. Veramente, Massimiliano, tu sei uno scrittore. Lo sei già.

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    3. ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO. E che scrittore... :)

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    4. Va bene, mi prendo tutte queste coccole e me le tengo strette. Cose preziose.

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  2. Avevo già intenzione di leggerlo, perché mi piacciono i thriller, ma dopo questa ulteriore splendida recensione mi decido una volta per tutte anch'io 😊
    Almeno a comprarlo 😅
    Notte Regina delle Regine 😉
    Marina

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    1. Sono contento Marina. Fantastica Regina vero?

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    2. Marina, leggilo. Non te ne pentirai!
      Mi fate arrossire - e non lo dico tanto per dire, mi scatterei una foto mentre vi leggo -, qui l'unico Fantastico è l'autore del romanzo :))

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    3. Regina è una che ti inchioda quando la leggi, Massimiliano ... se sei anche tu così, belin che fortuna avervi trovato :D ^-^
      Scusa se ti ho rubato il "francesismo" nativo ;)
      Abbraccio a entrambi

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    4. Tranquilla Marina, belin per noi non ha nemmeno il significato dell'oggetto che descrive, è un intercalare con molti significati. Sì, Regina è molto accattivante.

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    5. Tranquilla Marina, belin per noi non ha nemmeno il significato dell'oggetto che descrive, è un intercalare con molti significati. Sì, Regina è molto accattivante.

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    6. Marina, nel senso che vado di chiodi e martello e guai chi si distrae... Ahahhaahhahaha... Fortunata io ad aver trovato voi ^_^...
      Ti abbraccio forte e buonanotte

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    7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Grande Regina! Una bellissima recensione che non potrà che invogliare a leggere il libro di Massimiliano!
    Complimenti a tutti e due! ^_^

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    1. Detto da te, Glò, che sei "del mestiere" - recensionistico, intendo - è un gran complimento :P.
      Il romanzo di Massimiliano è strepitoso, e spero nel mio piccolo di avergliene dato merito.

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  4. Quando si affronta la problematica bene-male viene fuori quasi sempre qualcosa di soggettivo. Io cerco la Verità. Per come descrivi le tue esperienze chi legge è attratto a prescindere.

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    1. La verità. Grande tema, si sono fondate religioni, costruiti imperi e altrettanti sono caduti. Dove è la verità? Chi la detiene? Siamo tutti come il "der suchende" di Hesse. Temo coloro che credono di possederla e la impongono agli altri. Nello specifico del romanzo credo di essere riuscito a escludere la visione soggettiva, non giudico, descrivo. Ci sono riuscito? Boh. Grazie Gus per l'intervento.

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    2. Dunque, lasciati attrarre, Gus, a prescindere ^_^...
      Leggi. Successivamente avvieremo un "forum". Lo sai che adoro il confronto ed il dialogo.

      Un sereno pomeriggio

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  5. Recensione molto profonda, io l'ho letto e condivido tutto. Questo è il passaggio chiave:
    "Perché, per quanto mi riguarda, Joshua esula dal genere e dalle aspettative: ed è un romanzo che va letto al di là dei gusti letterari: per il significato che porta, per la carica di attualità, per la forza intrinseca con la quale smuove gli animi, per le tracce che scava negli occhi e nella mente di chi il libro lo ha concluso ed immancabilmente non è potuto rimanere indifferente."
    Brava Regina e bravo Max!

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    1. Grazie Roberto, sei sempre molto gentile con me. Regina è stata fantastica, quando ho visto la recensione mi ha preso un colpo.

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    2. Grazie Roberto, come detto sopra, ogni merito va a Massimiliano. Una buona recensione è sempre frutto del seme che il libro ha germogliato.

      Un buon pomeriggio

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  6. Regina ha perfettamente ragione, Max! Sei stato grande con questo libro. Hai regalato emozioni uniche.E no,non hai mai giudicato nè Joshua nè nessun altro, tanto che a volte ti pare perfino di capirlo. Di doverlo consolare e fargli capire che c'è rimedio a certe brutture. Per poco magari ma per la pena che fa nascere in te sì,
    Bravo ancora a te e grande REginella!

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    1. ...sopratutto, grazie anche a te, Pat! che con quell'intervista mi invogliasti altro che mi invogliasti... Se non ci fossi tu!!! :D

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    2. Stareste tutti troooooooppo tranquillli! ahahahahahahah

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  7. WoW! Che rece, Regina! La condivido un po' in giro :)

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    1. Bene, Ivano :)) Lo scopo è infatti quello di far conoscere le sensazioni ispirate dal romanzo.
      Grazie!

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  8. MALE=maschio=cattivo=bravo...deTERminato!
    Se non ci fosse ... come riconosceremmo il BENE fatto da chi si lascia PENEtrarre?
    Il CHI ODO conobbe LEIgno è LI' RIMA-SE.

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    1. Io ho fatto l’università, ma questo non è un merito, chiunque può studiare anche da autodidatta. Io invece ero famosa per la mia modalità di affronto dell’esame, supportata da una considerevole dote di improvvisazione e dalla volontà ferrea di laurearmi a qualsiasi costo: non potevo perdere tempo, Roma da studentessa era fin troppo costosa.
      Per cui, c’era sempre qualche prof che faceva domande di un certo tipo e in un certo modo, così, probabilmente per sondare quanto fosse stimolante lui o fin dove riusciva ad arrivare l’esaminato; molti cadevano dal pero, tanti si ritiravano annientati: io sfoderavo la mia memoria a cassetti di serie B – (serie B perché spesso tiro fuori nozioni incredibili incamerate chissà quando e dove ma non me ne ricordo l’origine, e non so dove andarle a far parare) - , guardavo dritto in faccia l’insegnante e partivo con una disquisizione di tre quarti d’ora su tutto il possibile da disquisire. Magari non prendevo 30 e lode, ma non sono mai stata bocciata o rimandata alla prossima volta.

      Stamattina, leggendo il tuo commento, Angelo, ho provato lo stesso impulso –sorrido della mia scarsa preparazione, eh…La critica va a me stessa, sia ben inteso! -: ma sarei partita con un sano dibattito su che cos’è il male, passando per S.Agostino, approdando sul concetto del non-essere, svolazzando intorno al mito di Er e della molteplicità, per poi sottolineare infine come l’ignoranza e il giudizio dell’intelletto implichino l’inversione tra il bene ed il male nelle azioni pratiche dell’uomo ed osando, infervorata magari dal mio stesso dire, persino una battuta divertente, essendo io una Lei ed essendo lui, l’insegnante, colui che mi Ode in quel frangente: il chiodo conobbe il legno…ma con una buona tenaglia può o no venire via?

      Lo so, lo so, la questione merita toni ben più seri… ma sarebbe bello, come ho detto a Gus, che - ritrovandoci qui per questo - venisse letto il romanzo di cui parlo per poi intavolare uno scambio di opinioni.

      Una cosa posso affermarla con certezza: Joshua esula da qualsiasi giudizio sul male. È un romanzo che va letto per la sua intensità più che per la ricerca di un giudizio di valore.

      Felice del tuo intervento Angelo, ogni apporto è una ricchezza: la straordinarietà della moderna Agorà – riuscirò oggi a venir fuori dal limbo delle rimembranze scolastiche? :P -

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    2. Bè fantastico, un intervento alla Tristan Tzara è notevole.

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    3. Io sorVOLO le QUAstiONI terRENE e mi SOfFERMO ai BUCHI l'ASCIAti dalla TUA TENAgliaC'HA.

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  9. Ho letto diverse recensioni e il libro sicuramente lo leggerò anche per pura curiosità, ma questa tua recensione e come ogni tuo scritto sa accarezzare la persona e i suoi sentimenti più intimi... chiunque da Te descritto e raccontato si sente coccolato, amato, portato in alto ... anche la persona più umile ..per questo credo fortemente che Tu sia speciale .
    Ancora complimenti a Massimiliano...i miei tempi sono molto più lunghi ma ce la farò...
    un abbraccio

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    1. anzi no volevo dire Massi!!! ;)

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    2. Giusinaaaaaa ma qui i complimenti non vanno a me, io scrivo bene solo quando sono ben ispirata; altrimenti niente, viene fuori acqua cotta :D...
      Il libro di Massimiliano te lo regalo io, devi assolutamente leggerlo: sono certa, conoscendoti, che ti piacerà.

      Ti voglio bene!:***

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    3. O complimenti a Massimiliano li ho fatti. .mi piace molto come scrive e sono sicura anche il libro. ... i complimenti sono sono per te. ..per come sei.....il libro è già in ordine non mandarlo ...lo sai ho conoscenze ;)

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    4. Assolutamente in sintonia con Giusi, i complimenti vanno a Regina. Anche perché i libri, una volta scritti non sono più dell'autore ma di chi li legge, interpretazioni e valutazioni incluse.

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    5. 'Naggiaaa... Non riesco mai a fare un dono a questa donna: mi batte sempre sul tempo! :D... Un giorno mi infilo in un pacco e mi spedisco su: SORPRESAAA!!! :D

      @Massimiliano, io la mia copia, la mia mia, quella che ho letto, la voglio firmata e autografata e pure dedicata: mo cerchiamo un modo... Va che se prima o poi si fa il famoso raduno... ^_*

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  10. Sì, hai ragione in tutto, Regina! Qui, tra noi, si annida uno scrittore di talento e noi recentemente ce ne siamo presi gioco, ihih!
    A parte gli scherzi, anch'io ho letto Joshua e sono rimasta sorpresa in positivo, primo perché non sono come te un'amante del genere, secondo perché Max dice di essere uno scribacchino e in realtà è uno che macina parole in modo sapiente.
    La tua recensione è splendida e Massimiliano ha ben ragione di emozionarsi! :)

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    1. Grazie Marina, però devo ribadire che sono veramente solo uno che scribacchia, ho talmente in così alta considerazione l'opera degli scrittori veri da sentirmi imbarazzato. Non nego che gli apprezzamenti che ricevo,e sono tanti, mi rendono felicissimo. Felice non rende l'idea. Resta il fatto che per formazione e cultura, tengo i piedi per terra, non è falsa modestia, credimi, è solo che se è vero che Joshua è venuto bene si tratta solo dell'inizio di un percorso, tutto lì. Intanto, grazie, stragrazie e continuate a prendervi gioco di me come nell'iniziativa di Patricia, sono io il primo che ne ride, lo sapete. E' già dura la vita e il lavoro che se non si scherza negli ambiti dove è possibile trastullarsi...
      A proposito, perché non ci facciamo una casa editrice tutta nostra?

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    2. Grazie Marina! Lo scribacchia ha fin troppo talento... e sopratutto l'ho scoperto troppo simpatico ehehhehehhe...

      SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII... Mica non mi terrete in considerazione: sogno case editrici sin da subito dopo la laurea. Ne avrò corteggiate a decine: c'è stato un periodo che studiavo editing - nel senso più puro del termine - come una pazza: ma oibò nessuno mi ha mai voluto :(( SIGH

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  11. Mannaggia a voi, che voglia mi avete fatto venire di leggere questo libro???
    Regina come sempre una grande... inutile ripeterlo.
    Basta darle il "La" giusto, e lei parte a tutto gas, non si risparmia e, alla fine, ti convince, sempre. E ti lascia un po' di quella sua carica che, ripensandoci, ti strappa sempre un sorriso. Bravo Massimiliano che scrivi, pubblichi e rimani con i piedi per terra. Scrittori così ce ne vogliono, veri, soprattutto oggi.
    Ma un libro di Regina quando lo pubblichiamo? Così faccio un unico ordine... :)
    Un abbraccio Eli

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    1. ahahahahahaha... Eli, fidati: inizia ad ordinare Joshua. Non te ne pentirai. Sopratutto per scrivere un romanzo, e per scrivere un romanzo come quello che Massimiliano ha scritto, ci vuole costanza e determinazione... Io scrivacchio di pensieri sparsi, di storie sdolcinatine: se un giorno magicamente andranno a posto da soli a creare una storia vera, chissà... A volte lo desidero a volte no. Ma ti ringrazio per lo splendido complimento :***

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    2. Grazie Elisabetta Brustio, grazie per il bellissimo commento. Mi unisco a te nel chiedere a Regina di darsi da fare.

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  12. Brava, Regina,splendida recensione.
    Ho letto il libro è condivido in toto.

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    1. Lo so, lo so: la tua recensione del romanzo è la seconda che ho letto. Mi è rimasta impressa ed è stata la spinta finale alla lettura... :)

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    2. Ohhhhhhhhhhhhhhhh, come suona beneeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!

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  13. Io credo che letterariamente la più bella definizione di cosa sia il Male, l'abbia data Tolkien nel Silmarillion: se la creazione è un insieme di voci che fondendosi nel canto generano un accordo armonico, il male è quella nota dissonante che ne rompe l'armonia, portando a un'alterazione stessa di ciò che viene creato. Ma in questo modo il Male è parte stessa del creato, perché come diceva Jung "l'ombra è parte della luce e viceversa".
    Interessante notare che nel brano da te citato ci sia proprio un riferimento musicale di tipo armonico vocale.

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    1. Interessante. Non amando troppo il fantasy non ho mai letto nulla di Tolkien, nonostante nella mia libreria sosti da un pezzo la saga delle saghe e Lo Hobbit.
      E' pressappoco quello che volevo esprimere parlando di Joshua. Se ti capiterà di leggere il romanzo, Marco, ti accorgerai come l'"armonia delle loro esistenze" sia ciò a cui aspirano i personaggi in vario modo e per svariati motivi, un pò come succede nella vita reale; e di come quella nota dissonante si annidi in ognuno: eppure... eppure...

      E' da leggere: Massimiliano è stato grandioso nella costruzione armonica del significato delle vicende che non è per nulla scontato.

      Un caro saluto

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  14. Coincidenza vuole che, subito dopo la dedica, il romanzo esordisca proprio con la frase di Jung.

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  15. Chi cerca trova... è vero!!! Ma vieni a cercare nel posto giusto. Scopri puzzle di legno macchine. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ3NjEyNjIwNywwMTAwMDA4MixwdXp6bGUtZGktbGVnbm8tbWFjY2hpbmUuaHRtbCwyMDE2MTEwNyxvaw==

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