domenica 29 novembre 2015

INSIEME RACCONTIAMO 3 - by Myrtilla's House


Ed eccoci al terzo appuntamento della straordinaria iniziativa ideata dalla mia amica Patricia e targata Myrtilla's House: INSIEME RACCONTIAMO, dove lei lancia un incipit ed ognuno può scrivere un finale.
Anche questa volta l'inizio è fantastico, mentre mi sono sempre avvalsa della regola delle 200/300 parole.


Ed ecco l'incipit di Myrtilla:

Seduta sul dondolo il tazzone di tè al gelsomino fumante tra le mani, guardava il fuoco nel camino. Le fiamme giocavano allegre a creare strane figure. Fiori, alberi, fate, una porta.

Ma oltre la porta una figura vagamente umana faceva cenno di seguirla. Come in trance, si alzò e andò verso di lei.



Ed il mio finale:

Cercò di scrutare meglio nel fioco bagliore della penombra. 


"Chi sei?", biascicò scorgendo l'essere. 

Quello mostrò le zanne, due uncini brillanti nella cornice glabra di un volto e di una testa pelati. Nessun brivido la percorse, avrebbe dovuto temere, essere scossa da moti di timore per la sua sopravvivenza, e invece c'era qualcosa di strano in quell'umano-nonumano, qualcosa di... stonato.

"Chi sei?", ripeté con più convinzione. 

La figura strabuzzò gli occhi. "Come chi só?... 'Namo bene... Ma sò il lupo mannaro... Nu'me riconosci?..."

Lei si portó una mano alla bocca, sconvolta. "Ma come il lupo mannaro?... E senza un pelo?..."

L'altro scavalcò la porta di fuoco e si accomodò direttamente nel salotto. "Perché, non te piaccio?... Me so fatto il laser definitivo...", e fece una piroetta su se stesso. 

"Mah... insomma... così, spogliato dal manto... ma come t'è venuto in mente?"

Il mannaro si diede una grattatina dietro l'orecchio. "Veramente il laser me l'ha regalato l'amico mio Draky, nell'altra puntata... Lui che è n'vampiro s'è fatto crescere un pó de barba, du' peletti sotto l'ascelle , due sur petto... Così, pe' cambià un pó..."

"Ma la volta scorsa stavamo a insieme raccontiamo due, e il mondo era al contrario; adesso stiamo a insieme raccontiamo tre, e ho rimesso tutto apposto, mi sto giusto facendo un goccio di tè per festeggiare... Favorisci?"

Il lupo le rispose con un'alzata di spalle e un eloquente segno della mano; era stizzito, incavolato, un lupo nero. Poi gli tornò in mente quello che gli diceva sempre la sua mamma, la lupa mannaressa: "Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre".

"Vabbè và... Famose sto tè...", sorrise. "Ner frattempo avviso Drakulino che starà a fa bardoria da le parti sua, ai Castelli... Dovemo trovà na soluzione pe sto pasticcio...".

L'aroma di gelsomino gli solleticò il naso umido, mentre pensava che le donne sono proprio strambe; un pó a volerlo dritto, un pó a volerlo a rovescio: e chi ci capiva più niente di come doveva stare il mondo.


A tutti voi, BUON FINALE!

venerdì 27 novembre 2015

L'Aeroccino della Felicità

Lo scorso Martedì, la Regifamiglia è partita alla volta del controllo ospedaliero della Piccola – ci muoviamo in blocco, noi, paghiamo il pegno di aver lontani nonni, zii, parenti, amici, vicini di casa che non lavorino tutto il giorno, e la temerarietà di aver comunque desiderato due bimbi a così breve distanza l’uno dall'altra -: niente di grave, per carità, semplici malanni di stagione  che non vogliono passare e che hanno spazzato via anche le ultime tracce di precaria attività onirica notturna, nostre e della Principessa.

In ogni modo, organizzati, traffico, parcheggi, file al ticket, file al controllo, file al bagno per far fare pipì allo Gnomo, file al bar per prendere un paio di panini col prosciutto mentre sempre a lui, allo Gnomo, è partita fissa l’idea della pasta con la marmellata di dinosauro (il pesto) e la frittata di uova di drago con contorno di scaglie di dinosauro bollite (gli spinaci). 
 Fatto sta’ che siamo riemersi dal buco nero della sanità romana che erano passate le tre: i due pargoli (finalmente) dormivano. 
Il Consorte si è stiracchiato e si è acceso una sigaretta, ovviamente l’ho guardato con odio.

Si è avvicinato a carezzarmi una guancia – e a nulla è valso il tentativo di sniffargli un minimo di aroma di tabacco dalla mano.

“Sei stanca, vero?”

No, come ti vengono in mente certi pensieri? Io, stanca? Sono solo sette mesi che non mi godo un sonno che duri più di quarantacinque minuti per volta e che lascio dormire te, perché sono consapevole che non si può andare a lavoro con gli occhi appannati e la mente in letargo. Per non parlare degli ultimi trenta giorni: un delirio. Avevo pure pensato di passare direttamente al doping; ah, già, do ancora il seno a tua figlia, niente caraffa di caffè, niente alcol, niente fumo e niente doping. Rimango comunque una donna dissoluta, non fosse che per i litri di orzo bimbo che riesco a ingurgitare durante tutta una notte. Ma è solo un’illusione, non sono stanca, figurati - (SGRUMFT).

“E’ presto, andiamo al centro commerciale, dai…”

E lì, il mio odio si è cristallizzato, lo ha trapassato all'angolo della bocca, dove stava appesa la sigaretta, ed ha raggiunto la zona laringotracheale fino a tranciargli di netto le amate quanto inutili corde vocali.

“ Andiamo al centro commerciale, ti voglio fare un regalo…”

Un regalo a me, al centro commerciale? Impossibile, detesto in via assoluta i centri commerciali, con tutti i padiglioni e i santi negozi dentro.

Però l’ho seguito, perché alla fine quest’ uomo lo seguo da undici anni e lo seguirò sempre, nel bene e nel male, col bello e col brutto tempo, per deserti assolati e per centri commerciali di martedì pomeriggio. 

Siamo entrati in una di quelle boutique per il caffè – di cui eviterò di svelare il nome o il mio blog finirà per somigliare ad una di quelle trappole mediatiche per la pubblicità occulta – ed ho avuto LUI: il mio personale e fidato Aeroccino: alto quanto basta, longilineo nella forma, armonioso nelle sfumature nere e acciaio, espressivamente intelligente grazie alla capocchia a mò di tocco.

E già che non ne avevo mai visto uno, tanto meno ne contemplavo l’esistenza. Invece adesso mi ci faccio lunghi discorsi; di giorno come di notte; lui sul mobiletto in legno ed io appoggiata al frigo:

“Vedi Aeroccino, io prima di te il latte non l’ho mai bevuto, troppo liquido, troppo bianco, stucchevole nella forma e nel sapore… Sono strana, lo so, imparerai a conoscermi. Però, ora che tu il latte me lo monti così bene, e in pochi secondi, quasi fosse panna, facendolo somigliare ad una nuvola coccolosa ad ammiccante, con l'orzo che ci sculetta in mezzo, io ho scoperto una nuova dimensione; una passione che mi scalda il cuore e lo stomaco. Grazie Aeroccino, per essere entrato nella mia vita. E grazie a quel testone di mio marito che ci ha fatti incontrare. Non ti prometto amore eterno, ma, finché dura, tra noi saranno scintille".



lunedì 23 novembre 2015

ARCOBALENO METROPOLITANO - In 7 mini racconti

IMPORTANTE PREMESSA


Quella che segue è la mia ispirazione Arcobaleno di questo Novembre 2015; un Novembre che per ovvie ragioni, e malauguratamente, mai verrà dimenticato. Non è un post breve; trattandosi di 7 racconti, è un post per chi ha tempo e voglia di leggere – chiedo venia, ma quando l’ispirazione mi piglia è difficile che io riesca a limitarla -. A maggior ragione che, così come i colori dell'Arcobaleno non possono essere scomposti, invertiti o eliminati singolarmente, allo stesso modo è fondamentale che, chi ha voglia di sorbirsi il mio Arcobaleno Metropolitano, lo faccia in ordine di racconto-colore e senza lasciarne indietro nessuno.
Tengo a puntualizzare che la mia vuole essere solo una favola, niente che possa sminuire la gravità e la complessità di quello che sta succedendo nel Mondo. Non ho giudizi universali da esternare, né le competenze per scrivere di realtà che richiedono uno studio e diverse e approfondite conoscenze socio-politiche. Una favola, niente di più, che come tutte le favole lasci una scia che consiste in quel sano desiderio che il Bene possa sempre vincere, in ogni circostanza e sopratutto sulle barbarie e sulle disumanità, in Occidente così come in ogni angolo della Terra.


RACCONTO

MOMENTANEAMENTE 
ASSENTE 
PER ALTRO PROGETTO

Con questo post partecipo 
al Novembre Arcobaleno di Ispirazioni&Co.






venerdì 20 novembre 2015

VERSI CATARTICI #3 "Amica di infanzia"

Così mi dici, mentre la voce
si perde veicolata dalla tim,
maledetta tim che non prende,
ma a te a Roma prende meglio,
e che cavolo,eppure continui,
sei un fiume in piena oggi, Amica:



"Ieri mi sono fermata a guardare dal terrazzo, 
lo stesso terrazzo da cui guardavo venti anni fa, 
quando di anni ne avevamo sedici; 
quando sognavo il futuro 
e non riuscivo ad immaginare come sarebbe stato, 
quando scrutavo oltre le montagne 
ed avevo il desiderio di conoscere il mondo, 
quando aspettavo l'amore, 
l'unico, vero, immenso che avrebbe riempito la mia vita, quando credevo ancora 
che la toga sarebbe stata il mio mestiere, 
perché avevo fede nelle potenzialità di ciascuno 
ed anche nelle mie, 
quando tutti i nostri amici erano ancora qui,
quelli che oggi si sono trasferiti nel continente, come te, 
e parlano convinti l'italiano, come noi, 
quelli che acerbi sono volati in cielo 
e di vita ne hanno vissuta veramente poca, 
quando la mia prima cotta, Luca, giocava in strada, 
proprio qui sotto, 
quando mio padre tornava sul Garelli arancio, dai campi,
e cantava felice Lili Marlene, 
quando tutto doveva ancora succedere, insomma,
ed io non avevo l'impressione 
che il tempo buono fosse passato 
e che nulla fosse in realtà accaduto."

Ed io non avevo l'impressione
che il tempo buono fosse passato
e che nulla fosse in realtà accaduto.

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mercoledì 18 novembre 2015

VERSI CATARTICI #2 "La lavastoviglie"

Se c'è una cosa
Che disturba il mio buongiorno
È la lavastoviglie
Che ti prende a tutto tondo.

Perchè devi produrre 
Quel rumore di pentolame?
Lascia piatti e bicchieri,
Ma sì, mandali a cagare!

Vieni, piuttosto, vieni
Che ci amiamo un pochino,
Quale migliore maniera
Per iniziare al mattino?

Vieni, piuttosto, vieni
Che ci amiamo un pochino.
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lunedì 16 novembre 2015

VERSI CATARTICI #1

E arrivano poi di quelle giornate 
in cui l'unico rimedio sarebbe scrivere; 
scrivere in maniera intima, senza interruzioni, 
senza caos intorno, 
senza i bambini con l'influenza da accudire, 
senza casa da mandare avanti, 
senza il lavoro da riprendere. 
Perché la penna è l'unico mezzo catartico che conosci, 
l'unico balsamo che ti ha sempre arrecato conforto.
Vorresti sorbirti un telegiornale dopo l'altro, 
una trasmissione dopo l'altra,
e quindi correre a vomitare parole: 
per attaccarti alla Vita, 
perché mentre la morte impera, 
mescolii di vecchi sentimenti, di amori passati, 
di affetti scomparsi, di occasioni perdute e venerate, 
hanno preso a strariparti dagli occhi: 
perché sei umana, 
e se la Vita non premesse con le spine del suo ordinario 
per farsi sentire, 
saresti una santa, o forse un alieno. 
Allora, ti rifugi in pochi versi e in qualche scarabocchio, 
scollegati dal mondo; 
e sai che per un pó andrà avanti così.

#1

Rifugiarsi in pochi istanti di parole
Una grata e una porta,
In mezzo i pensieri.

Rifugiarsi in pochi istanti di parole
Una grata e una porta,
In mezzo i pensieri.

sabato 14 novembre 2015

13 NOVEMBRE 2015

Silenzio e Buio fitto sono scesi sul mondo e nei cuori.

Cos'è diventato l'essere umano?

La Speranza è che, dalle acque scure, possano risorgere le voci unanimi di chi crede ancora nel Bene.

Intanto, Silenzio, per l'inesistenza di parole sensate che possano dare una forma al dolore.

Intanto, Sofferenza, su un mare di doloroso sbigottimento...


13 NOVEMBRE 2015

mercoledì 11 novembre 2015

CONCORSO "IL DOPO ZUCCA D'ORO"

Oggi pomeriggio ho comprato zucca ME-RA-VI-GLIO-SA - prego, osservare in foto - .

Passato Ottobre, al super te le tirano dietro. Seriamente, non avete mai sentito di morti ammazzati per tiraggio di zucca?... No?...

Infatti sto ssscherzando, ZUCCONI!

Comunque: ho comprato questa dolcezza di zucca carnosa e compattamente arancione; ed io ADORO la zucca: specie se sono gli altri a cucinarla.

Ma visto che sti sette chili di zucca li devo tirar su io, per una volta sfrutto il blog come mezzo per reperire informazioni (a mio beneficio, ovvio):

E - TATTA-RA-TA-TA - rullo di tamburi - INDICO IL CONCORSO "IL DOPO ZUCCA D'ORO".

Ovvero, la zucca ha passato il suo tempo, ma voi aiuterete ugualmente Regina a riunire insieme più ricette possibili che hanno come ingrediente principe la ancorsucculenta sopra citata Zucca. Non importa se vi ripetete, se avete già postato il mese scorso a riguardo: lasciatemi il link, una pista, un suggerimento: voglio zucchettarmi fuori tempo fino allo sfinimento.

Qualcuno si chiederà: perché non se le trova da sola le ricette, con tutto quello che gira per internet? Ebbene, ognuno si faccia le zucche proprie e non venga a rompere la mia zucca nel paniere, che è così bella e generosa e merita di essere cucinata con tutti i crismi dietro ricette rilasciate con amore.

Per chi partecipa, che cosa c'è in palio
Tutta la mia riconoscenza, ovviamente. Ed un pensiero zuccoso speciale che vi arriverà telepaticamente ogni volta che porterò a termine una ricetta segnalatami e mi papperò il piatto in questione.

Forza, help me!, il tempo è prezioso e la zucca è d'oro (specie perchè se non la cucino nei prossimi giorni, se ne va a farsi benedire e ciao ciao a tutti i buoni propositi).






AGGIORNAMENTI

12 NOVEMBRE 2015

Ed ecco "IL RISOTTO SALSICCIA E ZUCCA ALLA GIUSI" - consigliato appunto da Giusi.
(Impiattamento e foto rapidi, causa appetito incontenibile e pianti molesti in cucina)




13 NOVEMBRE 2015

"SPEZZATINO ZUCCA E CECI DEL LUPO" - consigliato dal Lupo (link ricetta nei commenti)


"TORTA ALLA ZUCCA DI PATRICIA" - consigliata da Patricia (link ricetta nei commenti)



E dopo il 13 Novembre sera non ho più avuto voglia di fotografare quello che cucinavo; anzi, mi è passata proprio la voglia di cucinare...

lunedì 9 novembre 2015

The Special Rainbow Day for Gnomo's Birthday

Così è passato pure il terzo compleanno dello Gnomo. E per la terza volta, ci siamo dati al suo Special Day. Sì, perché la sottoscritta ha indetto per tutta la famiglia e per ciascun compleanno, la Giornata Speciale: ovvero, nei giorni dei nostri compleanni, per noi è festa. Avevamo già iniziato io e il Consorte, ancora prima dell'arrivo dei bambini: i nostri compleanni capitavano in un giorno feriale? Meglio, gli altri tutti a lavoro, a fare la spesa, a pagare le bollette, a incacchiarsi avviluppati nell'ora di punta, per noi Natale, Pasqua, Ferragosto, il 2 Giugno... insomma, per noi: ROSSO!

In fondo, il giorno del proprio compleanno Deve essere un Giorno Speciale, l'unico di tutto l'anno dedicato interamente a ciascuno, la ricorrenza del giorno in cui è iniziata la Straordinaria Avventura della Vita, quello stesso giorno nel quale ci è aleggiata intorno un'infinità incalcolabile di auguri e di sguardi amorevoli, per noi che eravamo venuti al mondo: si può mai sorvolare su un giorno così, o ritenerlo alla stregua degli altri giorni?


Ma lo Special Day, incarna una valenza più alta di una semplice giornata di ozio; lo Special Day E' il  giorno del festeggiato, per cui l'imperativo dello Special Day deve essere: Oggi, Tu, festeggiato, Sarai Felice!


Per rimanere nel tema novembrino arcobalenistico delle mie amiche di Ispirazioni&Co,  un pò come regalare, a chi compie gli anni, una scivolata sull'arcobaleno dei suoi desideri lunga un giorno.


Il compleanno dello Gnomo è stato lo scorso Mercoledì, e nella notte che lo ha preceduto, mentre lui dormiva, ignaro ed in verità un tantino febbricitante, io e il Consorte ci davamo all'introduzione del suo Special Day, iniziando dagli addobbi della casa, in particolare dal gonfiaggio dei palloncini - lo Gnomo Adora i palloncini - .




Ci dava una mano anche Little Princess, che nelle sue notti da viveur, non ha ancora trovato  - e non ci ha ancora fatto trovare - una pace notturna (non tutte le notti gonfiamo palloncini!).





L'indomani mattina, non avete idea della faccia stupita e gioiosa dello Gnomo.

 E per lasciarlo veramente a bocca aperta, è partito il primo vero regalo - tenuto anch'esso nascosto in garage fino a notte fonda -.



Lo Special Day aveva avuto inizio; ma cosa attendeva veramente lo Gnomo?...

 Il tempo di colazionarci, vestirci e, armi e bagagli, partire in macchina verso la destinazione che avrebbe reso il terzo compleanno dello Gnomo una giornata memorabile.




Eh, sì, perché, come tutti i bambini, mio figlio ama di un amore infinito gli animali, senza distinzione di specie o di genere: dai dinosauri ai cagnolini, dalle formiche alle giraffe, dalle balene ai fenicotteri, e per quanto lo riguarda vivono tutti nello stesso posto.  Potevamo  mai deluderlo? 


Ci aspettavano emozioni fortissime e scoperte fantascientifiche.



Animali altissimi...









Altri da rincorrere...





Animali da studiare...






Altri davanti la cui maestosità rimanere stupiti...











Animali simpatici...







Altri di cui avere un pò di timore...










Animali dai mille colori sfavillanti...













Altri da affrontare solo con l'aiuto di amici nuovi...







E altri ancora portati a mano da... amici vecchi - in dimensione reale -





Che dire? E' stato oltre modo strabiliante. E quando lo Gnomo mi ha chiesto pensieroso che fine avessero fatto i dinosauri, gli ho svelato la nuda e cruda verità:


"Ma tesoro, i dinosauri oggi erano tutti in pasticceria a farsi i bagni di cioccolato per la tua torta di stasera... E mica la festa finisce qui!"





Per uno Special Day che si è rivelato veramente Rainbow e che con tutto l'Amore che potevo ho donato al mio bambino, augurandomi col cuore che avvenga il Miracolo e che Tutti i bambini del mondo possano, prima o poi, sempre avere il loro Special Rainbow Day.




The Special Rainbow Day for Gnomo's Birthday