lunedì 7 dicembre 2015

L'Avvento inizia... quando La Telefonata arriva

Ogni anno c'è un quesito che grava sulle teste di noi poveri emigrati nel continente e che, con una puntualità a dir poco sconvolgente, si presenta già verso la fine di Agosto.

Tu sei lì, che ti sciacquetti al mare le membra abbronzate, grato all'avaro dio delle ferie per averti concesso ancora qualche giorno di vacanza, e, a bruciapelo, qualcuno te lo chiede; così, come se fosse la domanda più scontata al mondo, come chiederti cosa hai mangiato la mattina a colazione.

"Ma... a Natale venite, ...?".

Ed è importante fare caso all'intercalare; al "" di chiusura: che in ambito di terronismo d'azione - forma primordiale di terrorismo attivo, applicata specificatamente nel sud d'Italia - sta ad indicare che non hai molte chance nella risposta: anzi, non ne hai proprio: il "" preclude che "", nonostante sia ancora estate e a Natale manchino quattro mesi, è ovvio che noi ci saremo, non ci sono santi.

Una volta rientrati dalle vacanze, il quesito verrà riproposto telefonicamente, ad intervalli di tempo regolare, e da parte di più soggetti.

Ció significa che Madre, Zia1, Zia2, Zia3, Cugina 1, Cugina2, Cugina3, Cugina4, Vicina1, Vicina2, Vicina3, Vicina4, Vicina5, Vicina6, chiameranno con una certa costanza ma non in via cumulativa, rendendo in tal modo il quesito pressante ma non lapidario, almeno fino  a circa la fine di Novembre.

"...A Natale venite, ...?"

Succederà, quindi, che per i primi di Dicembre, tanto io quanto il Consorte, avremo dato l' assenso incondizionato alla nostra probabile presenza per la festa delle feste in famiglia, ma non avremo fornito dettagli certi sul giorno della partenza, sull'orario d'arrivo e, fondamentale, sulla durata del soggiorno. Questa grave mancanza farà scattare l'ora X: ovvero, il momento esatto in cui le forze contingenti si riuniranno per produrre quella che io ho intitolato:

 La Telefonata.

Ieri - 6 Dicembre 2015, ore 9:30 circa del mattino

R. - Pronto... ciao mamma, quale buon vento, di domenica mattina...

M. - Buongiorno, hai fatto il sugo?...

(Il terronismo d'azione prevede che il quesito fondamentale che si intende sottoporre, venga sempre camuffato e introdotto da altri quesiti ritenuti comunque di vitale importanza dal credo terronico ...) 

R. - Ehm...sì, certo, cuoce dall'alba...

(Il menù domenicale della Regifamiglia, che di norma segue i desideri della giornata, annoverava per il pranzo un'eretica pasta e piselli...)

M. - Va bene... E senti, ma... allora a Natale venite, sì...?

(...)

R. - Certo mamma, ve l'ho già detto, veniamo...

(Detto, ridetto e ripetuto...)

M. - Sì... ma quando partite, a che ora arrivate, quanto vi fermate...?

(Eccallà...)

R. - Ma mamma, siamo ancora al 6, voglio dire, due, tre giorni prima vi faccio sapere...

(So già che si scatenerà il panico...)

M. - Due, tre giorni prima???...

(Tono alterato, brusio generale di dissenso in sottofondo...)

M. - Vabbè senti, ti vuole salutare la nonna...

(Passaggio di cornetta: La Telefonata si fa tutti intorno allo stesso telefono fisso...)

N. - PRONTO... REGINEDDA...

(La nonna è sorda, dunque urla...)

R. - CIAO NONNA... NON URLARE CHE TI SENTO... COME STAI?

(Ma tanto devo urlare anche io...)

N. - IO BENE... TU STAI MANGIANDO?... MANGIA SENNÒ DIVENTI PELLE E OSSA E NON PARI PIÙ UNA FEMMINA...

(Stesso terronismo d'azione di prima...)

N. - MA... A NATALE VENITE, SÌ...?

(...)

R. - SÌ, SÌ... COME HO DETTO PRIMA ALLA MAMMA, MO VEDIAMO QUANDO PARTIRE...

N. - EH... MA NON PARTITE QUEL GIORNO LA...

(???)

N. - ...CHE TROVATE TRAFFICO...

R. - ... ???

N. - HAI CAPITO?... ALLORA TI PASSO LA ZIA3, CHE TI VUOLE SALUTARE...

(No, la Zia3 no...)

Z.3 - Pronto... gioia, come stai, hai ripreso a lavorare?...

(La Zia3 ha un sacco di qualità: è relativamente la più giovane, socialmente la più impegnata , l'unica che frequenti i "salotti della lettura", come li chiama lei; soffre però di disoccupofobia, dovuta probabilmente alla sciagura di avere il marito e i tre figli disoccupati da anni. Dopo la mia maternità è, per tanto, ossessionata dal fatto che io non abbia ancora ripreso a lavorare, e la questione le interessa quasi più della certezza di mangiare insieme il panettone...)

R. - No zia, ancora no, sto temporeggiando... i bambini sono stati influenzati... adesso arrivano le feste...

Z.3 - Eeeh... ma devi riprendere, con quel bel lavoro tuo...

(Non ha mai capito che lavoro io faccia...)

Z.3 - E poi, non ti senti sola, a casa... tu e i bambini...?

R. - Ehm... no, zia... proprio sola, no... Come dice il mio amico Josè Saramago, "la solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi..."

Z.3 - ... Gioia, non dare retta a sti stranieri...

(...???)

Z.3 - ...che questi sono furbi, sai... Vi imbambolano di chiacchiere per fregarvi il posto e dopo che se lo sono preso vi mettono le bombe e vi sparano per non farvi reagire...

R. - ....

Z.3 - ... Allora, tu fai i bagagli e venite per Natale, appena poi rientri, riprendi a lavoro...

R. - ...

Z.3 - Hai capito, gioia?... Va bene, adesso ti saluto, che c'ho il sugo a casa sul fuoco... Ti baciano tutti, le Cugine e pure Vicina4 e Vicina5 che sono entrate a prendere il caffè... Per la domenica che arrivate facciamo la pasta al forno... 

R. - ...???

Z.3 - Abbraccia i bambini... Ciao...

È così che finisce La Telefonata ed ha inizio, come ogni anno, il conto alla rovescia per Natale.

foto internet




24 commenti:

  1. Regina.... posso dirti una cosa? Senza offesa ma non ti invidio!
    Sarà che qui nel profondo nord i legami di famiglia sono meno stretti, sarà che noi siamo tutti figli unici, sarà che la nostra bimba è ormai donna ma... Natale sarà una festa normale. Noi quattro (mia mamma, marito, figlia ed io.Mia suocera purtroppo non può esserci per motivi gravi di salute e dalla asa di riposo non è in grado di uscire poi con l'alzeimher....)
    Io impazzirei al tuo posto. Sei più brava di me!
    Baci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una famiglia è comunque famiglia a prescindere dal numero dei suoi componenti: quindi l'importante è stare in pace, in salute e con la propria famiglia, Patty: è quello il Natale :))...

      Un abbraccione!!

      Elimina
  2. Penso che sia un appuntamento gradito anche a te e consorte, altrimenti una scusa la trovereste. Poi al sud è un'altra cosa: più calore, in tutti i sensi.
    Cristiana.
    Mi piacerebbe conoscere la ricetta di quel sugo che deve cuocere per ore.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bè sì, Cristiana, hai pienamente colto. Al sud il Natale è la festa per eccellenza, l'occasione per stare tutti insieme; è tutto un caos, a volte nascono dei litigi inauditi, finisci per ingrassare 14 chili in 7 giorni... ma negherei me stessa se affermassi che non amo il Natale che conosco, ci sono cresciuta... Lo stesso vale per la mia dolce metà.

      Dunque, il ragù per come lo intendiamo noi (il sugo della domenica) non è fatto col macinato (stile quello alla bolognese) bensì con i pezzi di carne. La buona riuscita dipende dai seguenti fattori:

      - la varietà della carne;
      - la qualità della carne;
      - la salsa;
      - il tempo di cottura (deve cuocere almeno 4 ore);
      - la velocità di cottura (deve cuocere l e n t a m e n t e);

      La carne è solitamente mista ( ma conta che ognuno personalizza a proprio piacimento): si usa in linea di massima il muscolo del manzo (al paese mio il taglio viene detto "gambuncino", ma non saprei individuarlo con certezza in italiano) e il maiale (costatine, dette anche punte, salsicce, cotenna), c'è anche chi ad un paio d'ore dalla fine della cottura ci mette le polpette preparate col macinato, ma non a casa mia.

      Ovvio che la salsa deve essere fatta in casa, noi la prepariamo in estate e ce l'abbiamo già pronta nelle bocce.

      Tocca far soffriggere in una pentola capiente possibilmente in coccio (ma va bene pure la pentola normale) una notevole quantità di cipolla (anche una intera o due se cucini per sei persone - io personalmente ci aggiungo pure carota e sedano, ma non tutti lo fanno), aggiungi quindi tutta la carne e fai soffriggere insieme alla cipolla, quando è ben rosolata sfumi col vino rosso e lasci evaporare, sali quindi leggermente (tocca fare attenzione se c'è la salsiccia) e aggiungi la salsa, sciacquando i rimasugli dalla boccia ed aggiungendo un terzo d'acqua nella pentola. Il senso è che la carne deve essere interamente coperta dalla salsa che insieme all'acqua devono quasi raggiungere l'orlo della pentola, in modo da tenere le 4 ore circa di cottura.

      Metti altro pizzichino di sale, qualche foglia di basilico e un peperoncino (anche non piccante, solo per darne il sapore) e mandi in cottura.

      Il sugo è pronto quando si è ridotto e si é addensato a dovere, assumendo anche nell'aspetto il gusto della carne; dal canto suo la carne sarà morbidissima e si scioglierà in bocca.

      Il massimo è usare il sugo per condire la pasta fatta in casa: nonna fa i maccheroni con i ferri (quelli della maglia); la carne va ovviamente come secondo.

      Se necessiti di ulteriori delucidazioni chiedi pure; io non lo faccio quasi mai causa appunto tempo di cottura.

      Un abbraccio e buona serata,

      Regina

      Elimina
  3. Hahahahaha ci vorrebbero per me… altro che ISIS… il panettone bomba ci porto, poi pero’ torno di corsa e metto su il sugo… Ma senti una cosa Reginè … A Natale venite ..sI ? Barrare una delle caselle qui sotto :

    SI [ ] CERTO CHE SI [   ] ASSOLUTAMENTE SI [   ] 

    PROVA A DIRE NO CHE VENIAMO SU NOI…TUTTI [   ]  

    Il Lupo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahhahahaha Lupo, hai colto perfettamente il senso... Sei pronto per il Natale terrone!...Sai che successone sarebbe, sfonderesti di simpatia... le zie non ti mollerebbero più, altro che contest... :))

      Un abbraccio!

      Elimina
  4. oddio mi hai fatto scompisciare ...ahahahahse sei incredibile mi sermbra un deja vu ....appena torna a casa mio figlio ogni due mesi circa... poggia la valigia. la borsa del pc, cellulare e chiavi sul tavolo si toglie cappotto, cuffia guanti e sciarpa in inverno ....ci abbracciamo ci mangiamo di baci ed io non posso fare a meno di dire ... "quando torni???"
    " ma ... se sono appena arrivato !!!!" mi taglierei la lingua !!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giusi tu sei terrona dentro, l'ho capito subito... ahahahahha...

      Abbraccio graaaaandeeeee! :*

      Elimina
  5. Sembra una commedia, la vita è teatro a volte.
    la effe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Capita anche a me di pensarlo quando torno a casa, sarà che ormai mi sento fuori da quella realtà...

      Un abbraccio!

      Regina

      Elimina
  6. Ma... a Natale, andate, sì...? Muahahah!
    Comunque sappi che qui da me al "circa nord" la situazione non è poi troppo dissimile, solo che si camuffa un poco, tanto per far credere che si possa scegliere XD
    Grandiosa la ricetta del sugo :O 4 ore di cottura sono un impegno, effettivamente... però mi piacerebbe realizzare prima o poi!
    Dunque, andate sì...? XD
    Un abbraccio ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Gló!... Eeeeehhh sì, andiamo andiamo ;D...

      Almeno una volta nella vita, il ragù alla terrona maniera tocca farlo ;)

      Un abbraccio e buona festa per oggi,

      Regina

      Elimina
  7. Per la prossima telefonata:

    Ma mam... ncor... glio... MI SENTI?!!!... giorni... pri... SENTO MALISSIMO!!
    e chiudi il telefono :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahahahah...metodo ampiamente applicato in passato :))...

      La verità è che più invecchio...più, per un processo inverso, anelo il calore della mia grossa grassa famiglia terrona :P...saranno i bimbi piccoli...

      Grazie del passaggio e una felice giornata! :)

      Elimina
  8. Regiii!!! Sai, è bello che siate così uniti... Certo però, che ansia!!!
    Dalle nostre parti invece, stranamente, mettiamo il "no" anziché il "si" alla fine della domanda.
    Ad esempio, noi diremmo "Venite per Natale, no?".
    Diciamo che sta a sostituire i termini "vero" o "giusto".
    "Venite per Natale, vero?" oppure "Venite per Natale, giusto?".
    Ecco, noi diciamo "no?"...
    Quanto al ragù, quasi uguale al nostro, solo che noi usiamo anche l'alloro. Personalmente poi faccio soffriggere anche degli spicchi di aglio insieme alla cipolla, spicchi che però poi tolgo. E ometto il basilico perché non mi piace...

    Per il resto, uguale uguale :) E, anche se è dura, lo facciamo quasi ogni domenica, a volte se abbiamo da fare la domenica mattina lo prepariamo il sabato pomeriggio...

    Maira

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero vero, Maira, anche noi spesso usiamo il "no" finale per intendere "si" o ancora meglio direttamente "vero"... Per meglio dire: "Vèèèèèèèrooooo..." :DDD

      Sotto Napoli, il ragù è quello nostro, l'universale e nutriente ragù terrone ;))

      Felice giornata my dear!

      Regina

      Elimina
  9. ahahahah che ridere, io ti capisco perché ho madre calabrese e conosco un pochino le usanze terrone ;) Pensa che noi a Natale non siamo mai andati e mi è sempre dispiaciuto, venivano su da noi i nonni quando ancora stavano bene. Ma tutte le estati della mia infanzia e adolescenza le ho trascorse in Calabria! Mi raccomando...scendi presto!!!! O stacca il telefono :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serena noi faremo Natale in Sicilia e Capodanno in Calabria, con nonna materna, zii & Co. quindi, parliamo la stessa lingua io e te :))... Però che peccato che non ci sei mai capitata a Natale, c'è un'atmosfera diversa, magica...

      Felice giornata!! un bacio

      Regina

      Elimina
  10. Ahah queste telefonate le becco anch'io dai parenti (nonni paterni) di Napoli. Ogni anno siamo divisi tra la nebbia veneta e i fuochi campani (intendo dei botti, anche se ci sono pure fuochi di altro tipo purtroppo).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo che Napoli sia la regina del sud per eccellenza, nel bene e purtroppo anche nel male… Sai che non ci sono mai stata personalmente? È tra le tappe che voglio fare, assolutamente… : ))
      Grazie del passaggio e una felice giornata,

      Regina

      Elimina
  11. Io vivo nello stesso isolato di mia madre. Puntuale come un orologio OGNI SABATO MATTINA arriva la telefonata: "cosa compro per domani?" E guai a rispondere: "Veramente pensavamo di restare a casa" (Risposta: "Fa' come vuoi" e intanto la temperatura è scesa a - 30°)oppure: "Vado da mia suocera" (Risposta: "AH!"). Le feste, poi, una tragedia. Un anno mi son permessa di passare il Capodanno a casa di amici: ancora me lo ricorda. Oggi sono io, però, a non volerli lasciare...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahahahahaahah Posso chiaramente immaginare, Dolcezze. Tua mamma comunque mi sta troppo simpatica!... Dal post della sua visita dal medico, l’ho amata…come una di famiglia :DDD

      Buona giornata,

      Regina

      Elimina
  12. Conosco questi Natali del sud (mio marito è pugliese) e le mitiche vicine che vengono a prendere il caffè? E che, immancabilmente hanno la soluzione a qualunque cosa di cui si stia parlando. Bleah! Io il Natale lo vedo con famiglia in senso stretto
    bacibaci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ho già detto a Patricia, il Natale è quello che ciascuno di noi ha nel cuore e che trascorre con le persone che più ama : ))

      Posso però spezzare una lancia a favore dei terronvicini che tanto ho aborrito anche io prima di trasferirmi altrove? È vero che si impicciano, che ne sanno sempre una più del diavolo, che ti perseguitano… ma è anche vero che un terronvicino lo puoi chiamare persino nel cuore della notte per la qualsiasi, fosse anche perché ti senti solo, perché hai paura dei fantasmi o perché hai un attacco acuto di emorroidi: un terronvicino non ti abbandona mai, nel bene e nel male, fa parte di te… Io ho terronvicini che mi dimostrano affetto da quando sono nata, ad 800 chilometri di distanza ed anche se manco da 17 anni;))

      Un abbraccio grande grande per questa importante settimana! <3

      Regina

      Elimina