domenica 20 dicembre 2015

Vacanze di Natale - NOTTE PRIMA DI PARTIRE

E così, domani si parte.


Ho fatto tutto:

- Consegnati pesci e chiavi di casa ai vicini;

- Approntate valigie, sulla base dell'intelligente proposito di non infilarci dentro l'abitazione per intero;

- Abbandonato ogni parvenza di proposito e sopratutto di intelligenza, e riempite le valigie stile mine pronte ad esplodere, come sempre;

- Organizzato pranzo a sacco + scorta prodotti alimentari per l'infanzia in quantità utile per le prossime quattro settimane (si sa mai cosa può succedere lungo il tratto sinistro di A3 noto come Salerno-Reggio Calabria);

- Accorpati in un unico bustone, pacchi, pacchetti, auguri e gongolate da portare giù; 

- Sorriso tanto, ma proprio tanto, immaginando le giornate di sano stravacco che ci attendono;

Domani mi alzerò di buon mattino, preparerò i panini con l'affettato e il formaggio, e poi,Via... ! 

Per quanto mi riguarda, l'anno si conclude qui; quella che verrà sarà una parentesi estemporanea, uno spazio improvvisato, quasi sospeso, nel quale galleggeremo sornioni e beati senza fretta di tornare al passato, o al futuro: è questo il bello delle ferie, l'illusione persistente che possano durare all'infinito.

L'anno si conclude qui, ed è stato un anno Eccezionale

Non abbiamo vinto la lotteria e non siamo diventati ricchi in alcun modo, non abbiamo scalato le vette del successo e non abbiamo avuto promozioni di sorta - anzi! -, non abbiamo fatto viaggi particolari e non abbiamo cambiato appartamento e neppure macchina, non abbiamo avuto riconoscimenti e meno che mai applausi per il nostro vivere comune con tutte le difficoltà che ogni vivere comune comporta, ma... è stato un anno di salute e di pace, di amore e di comprensioni, di piccole grandi immense gioie e di felicità ordinaria raccolta da ciascun ordinario giorno ogni giorno; è stato un anno nel quale le responsabilità sono aumentate ma anche i sorrisi, le mani da stringere e gli abbracci dati e ricevuti; è stato un anno nel quale, in prima persona, ho sperimentato che quella dell'annullarsi per i figli è una fandonia, i figli non ti annullano, caso mai ti intensificano; è stato un anno così, fatto di cose semplici e felice nella sua semplicità.

Ed alla Vita non chiederei altro, se non tutti gli anni a venire come questo. 
Questo anno che mi accarezza, mentre passa, sorride, si inchina, e si siede, qui, accanto a me; in questa notte di quiete, prima di partire.

Immagine da Internet

martedì 15 dicembre 2015

The Magical Virtual Greeting Card to Ale

Caro Alessandro,

 Come ogni anno, intorno a questa data, stamattina ho spedito i biglietti di Buonnatalefeliceannonuovo.

 Vuoi mettere gli auguri che ti arrivano per posta, nelle buste rosse decorate, con dentro un pensiero scritto vegliato da Babbo Natale o da una renna e dedicato esclusivamente alla persona che lo riceve? Sono una tradizionalista maledettamente romantica, io, non c’è telefonata, uozzapp o feisbuc che tenga.

E mentre andavo per spedirli - alle persone che più contano, ovvio - , ho pensato che qualche biglietto in più l’avrei confezionato volentieri. Per mandare, che ne so, gli auguri al Papa, che mi sta simpatico perché sorride sempre, o a Rossana Campo, per ringraziarla dei romanzi cazzuti che scrive e di tutte le volte che mi ha caricato a pallettoni, oppure al Presidente Obama, per chiedergli che visione ha, effettivamente, del mondo ma senza giocare al G2, o ancora a Shonda Rhimes, per rassicurarla, con l'occasione, che la perdono d'aver fatto morire Derek, ma solo perché Grey's Anatomy ha avuto, per ogni stagione, delle colonne sonore che spaccano e che hanno popolato ad oltranza le playlist dei miei momenti clou ; e poi, e poi, a Te, Alessandro caro, gli auguri li manderei pure a Te.

 Non per ultimo, certo, mica stai dopo il Papa, la Campo, Obama e Shonda: la mia mente è elastica e variopinta, l’ordine degli elenchi non conta: anzi, l’ordine non conta proprio, così, almeno, dicono di me.

Ma tu, sì, nella mia vita conti, eccome.

Adesso, che tu ne sia completamente all'oscuro è del tutto relativo, ma, dalla prima volta, tra noi è stato Amore. 
 È successo subito dopo la nascita dello Gnomo, ricordo che zappingavo annoiata davanti alla tv, quando all'improvviso mi sei apparso: bello come il sole, affacciato allo schermo come ad una finestra, sorridente come un prato verde dopo un temporale.

“… Abbiamo del pomodoro e del basilico rosso... facciamo uno shot…”, hai detto.

“Un cheeeeeeeeee?...”, ho chiesto.

“…uno shot… una caprese… veloce…”

“Aaaahhhhhhhhhhh…”

Così abbiamo iniziato, con uno shot di caprese, della carne farcita e tonnarelli al pomodoro, mi pare, e da quel giorno non abbiamo più smesso. 

Quante cose ho imparato insieme a te, io che ci provo ma mi salvo giusto grazie a pochi cavalli di battaglia; quante paste, quanti involtini, quante polpette, quanti trucchi: aceti, panature, marinate, spume… Perché tu non sei solo uno chef o un conduttore televisivo, tu sei soprattutto il mio faro in cucina, ed è solo grazie a te se, negli ultimi tre anni, ho potuto sottoporre familiari, amici e conoscenti ai miei fantastici esperimenti di sto-imparando-a-cucinare-e-voi-dovete-starci-food
 Mio marito ci ha provato in un paio di occasioni a levarmi l’abbonamento Sky, ma inutilmente; la gelosia che lo logora non ha potuto dividerci: io ti ho sempre raggiunto, anche tramite pc.

Perché oramai è un appuntamento pressappoco quotidiano, il nostro: una ricettina, due chiacchiere, un po’ di sana Kitchen Sound, qualche battuta per spezzare, col tuo occhialino intellettuale che ammicca agli ingredienti, con quel capello scomposto, così fascinoso, quasi da cheffartista di strada, con quelle mani che si muovono intelligenti e suonano padelle, sondano mixer, brandiscono coltelli, con quella tua aria da pagnottello stiloso - che c’è veramente da dirlo, basta con gli uomini asciutti e palestrati, l’uomo pagnottello è l’uomo davvero bello -, ma soprattutto, con quella tua voce da poeta davanti alla brace pronta per arrostire, calda e scura al punto giusto, che all'orecchio fa lo stesso effetto che farebbe in bocca una tazza di cioccolata davanti al camino mentre fuori nevica, ma con la verve e la frizzante simpatia di una birra alla spina.

 Le uscite serali per i 4 ristoranti, poi, mi hanno fatto impazzire: pensa che mi era balenato in mente di aprire un ristorante solo per invitarti a conoscerlo, ma poi ti dovrei dividere con le altre tre ristoratrici e non mi sta affatto bene, io sono io, le altre si attaccassero.

 Dunque, non mi rimane che mandarti questo magico biglietto virtuale, che qui, questo mese, di magia si parla; per augurarti un Buon Natale ed un Felice anno ricco di ricette nuove da condividere con tutti ma in particolar modo con me. 

 Chissà, magari un giorno, vagando per i meandri di internet, ti capiterà magicamente di leggerlo, questo biglietto. Dovesse accadere, non sentirti obbligato a ringraziarmi, ti pare...
 Dedicami piuttosto un intero menù di tua invenzione - antipasto alla Regina, lasagna Regina creativa, vitello Reginato in agrodolce... :per farti un esempio -, o mandami un cesto di menù tuoi cucinati da te con tanto di autografo (e sound di sottofondo), o se proprio ti vuoi un pelo impegnare e ti servisse un’assistente, vedi tu...

Intanto, Buone Feste e Buon Tutto, ci rivediamo come sempre in Cucina da me, stessa ora, stesso canale,

Con affetto,

Regina



Questo post partecipa 
alla Magica raccolta di Dicembre

venerdì 11 dicembre 2015

THE REG (alo a prima vista)

Chi è già riuscito a fare almeno metà dei regali per Natale, alzi la mano! ...Uno, due, tre, quattro, cinque, sei... Ecco, tanto voi super organizzatissimi alieni, orgoglio di famiglie, amici, conoscenti e negozianti, quanto voi altri, sì, voi che annaspate come la sottoscritta sotto il giogo della corsa consumistica di fine anno, tutti voi, insomma, adesso vi fermerete qui qualche istante e mi aiuterete, spiegandomi come state procedendo nel progetto faituttifelicisottolalbero

 In caso contrario, una volta distolto lo sguardo dal mio post, una telefonata sinistra romperà la routine della vostra indaffarata giornata e una voce sibilante, dall'altro capo della linea, vi avviserà che tra sette giorni esatti, un grosso pacco cannibale busserà alla vostra porta e farà di voi un sol boccone. 

Non è uno scherzo, fossi in voi ci penserei. 


Il punto è che sono sprofondata in un pantano di crisi: da un lato, il regalo-a-tutti-i-costi mi sembra una grande stronzata, una vera e propria moda, specie di questi tempi; dall'altro, mi ha sempre reso molto felice ricevere piccoli pensieri sotto l'albero: un libro, un biglietto, un cd musicale, qualcosa che mi scaldasse il cuore, per dirla in breve: e se voglio mantenere un minimo di coerenza...

 Perchè io sono regalativamente passionale; se faccio un regalo non deve essere un regalo fine a se stesso, bensì qualcosa che abbia un senso, che possa in qualche modo rappresentare un istante di gioia per chi lo riceve: dunque, niente di scontato e standardizzato ma solo regali confezionati a mano o "reagali a prima vista", di quei regali che appena li vedi dici: eccooooolooooooo! è lui il regalo per tizio...

Ma l'unico "regalo a prima vista" del momento, è la bambola di stoffa per Little Princess. 
 Come avrei potuto resistere a degli occhioni blu e a ad un simile sorriso? - In verità, ne ho sempre desiderato una identica: se avessi un analista mi direbbe che non si proiettano sui figli i propri sogni mancati; ma io l'analista non ce l'ho, per tanto, sticazzi (romano dixit) - .







Tutto il Reg-resto è... il Vuoto.

mercoledì 9 dicembre 2015

Magia di una Terra

E tu che ti risvegli

Indomita e mai paga
D'amore e di passione 
Assai ruggente,

Sicilia Bella,

Nel cuore tu mi porti,
Nel cuore io ti stringo,

Regina di contese,
Madre e Maga,

Ferita e sanguinante
Ma mai vinta.


dedicata al mio adorato Consorte,
che ogni mattina si sveglia e sogna 
di riportarci tutti a vivere in Sicilia...
nonostante tutto.
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Questo post partecipa 
alla Magica raccolta di Dicembre





lunedì 7 dicembre 2015

L'Avvento inizia... quando La Telefonata arriva

Ogni anno c'è un quesito che grava sulle teste di noi poveri emigrati nel continente e che, con una puntualità a dir poco sconvolgente, si presenta già verso la fine di Agosto.

Tu sei lì, che ti sciacquetti al mare le membra abbronzate, grato all'avaro dio delle ferie per averti concesso ancora qualche giorno di vacanza, e, a bruciapelo, qualcuno te lo chiede; così, come se fosse la domanda più scontata al mondo, come chiederti cosa hai mangiato la mattina a colazione.

"Ma... a Natale venite, ...?".

Ed è importante fare caso all'intercalare; al "" di chiusura: che in ambito di terronismo d'azione - forma primordiale di terrorismo attivo, applicata specificatamente nel sud d'Italia - sta ad indicare che non hai molte chance nella risposta: anzi, non ne hai proprio: il "" preclude che "", nonostante sia ancora estate e a Natale manchino quattro mesi, è ovvio che noi ci saremo, non ci sono santi.

Una volta rientrati dalle vacanze, il quesito verrà riproposto telefonicamente, ad intervalli di tempo regolare, e da parte di più soggetti.

Ció significa che Madre, Zia1, Zia2, Zia3, Cugina 1, Cugina2, Cugina3, Cugina4, Vicina1, Vicina2, Vicina3, Vicina4, Vicina5, Vicina6, chiameranno con una certa costanza ma non in via cumulativa, rendendo in tal modo il quesito pressante ma non lapidario, almeno fino  a circa la fine di Novembre.

"...A Natale venite, ...?"

Succederà, quindi, che per i primi di Dicembre, tanto io quanto il Consorte, avremo dato l' assenso incondizionato alla nostra probabile presenza per la festa delle feste in famiglia, ma non avremo fornito dettagli certi sul giorno della partenza, sull'orario d'arrivo e, fondamentale, sulla durata del soggiorno. Questa grave mancanza farà scattare l'ora X: ovvero, il momento esatto in cui le forze contingenti si riuniranno per produrre quella che io ho intitolato:

 La Telefonata.

Ieri - 6 Dicembre 2015, ore 9:30 circa del mattino

R. - Pronto... ciao mamma, quale buon vento, di domenica mattina...

M. - Buongiorno, hai fatto il sugo?...

(Il terronismo d'azione prevede che il quesito fondamentale che si intende sottoporre, venga sempre camuffato e introdotto da altri quesiti ritenuti comunque di vitale importanza dal credo terronico ...) 

R. - Ehm...sì, certo, cuoce dall'alba...

(Il menù domenicale della Regifamiglia, che di norma segue i desideri della giornata, annoverava per il pranzo un'eretica pasta e piselli...)

M. - Va bene... E senti, ma... allora a Natale venite, sì...?

(...)

R. - Certo mamma, ve l'ho già detto, veniamo...

(Detto, ridetto e ripetuto...)

M. - Sì... ma quando partite, a che ora arrivate, quanto vi fermate...?

(Eccallà...)

R. - Ma mamma, siamo ancora al 6, voglio dire, due, tre giorni prima vi faccio sapere...

(So già che si scatenerà il panico...)

M. - Due, tre giorni prima???...

(Tono alterato, brusio generale di dissenso in sottofondo...)

M. - Vabbè senti, ti vuole salutare la nonna...

(Passaggio di cornetta: La Telefonata si fa tutti intorno allo stesso telefono fisso...)

N. - PRONTO... REGINEDDA...

(La nonna è sorda, dunque urla...)

R. - CIAO NONNA... NON URLARE CHE TI SENTO... COME STAI?

(Ma tanto devo urlare anche io...)

N. - IO BENE... TU STAI MANGIANDO?... MANGIA SENNÒ DIVENTI PELLE E OSSA E NON PARI PIÙ UNA FEMMINA...

(Stesso terronismo d'azione di prima...)

N. - MA... A NATALE VENITE, SÌ...?

(...)

R. - SÌ, SÌ... COME HO DETTO PRIMA ALLA MAMMA, MO VEDIAMO QUANDO PARTIRE...

N. - EH... MA NON PARTITE QUEL GIORNO LA...

(???)

N. - ...CHE TROVATE TRAFFICO...

R. - ... ???

N. - HAI CAPITO?... ALLORA TI PASSO LA ZIA3, CHE TI VUOLE SALUTARE...

(No, la Zia3 no...)

Z.3 - Pronto... gioia, come stai, hai ripreso a lavorare?...

(La Zia3 ha un sacco di qualità: è relativamente la più giovane, socialmente la più impegnata , l'unica che frequenti i "salotti della lettura", come li chiama lei; soffre però di disoccupofobia, dovuta probabilmente alla sciagura di avere il marito e i tre figli disoccupati da anni. Dopo la mia maternità è, per tanto, ossessionata dal fatto che io non abbia ancora ripreso a lavorare, e la questione le interessa quasi più della certezza di mangiare insieme il panettone...)

R. - No zia, ancora no, sto temporeggiando... i bambini sono stati influenzati... adesso arrivano le feste...

Z.3 - Eeeh... ma devi riprendere, con quel bel lavoro tuo...

(Non ha mai capito che lavoro io faccia...)

Z.3 - E poi, non ti senti sola, a casa... tu e i bambini...?

R. - Ehm... no, zia... proprio sola, no... Come dice il mio amico Josè Saramago, "la solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi..."

Z.3 - ... Gioia, non dare retta a sti stranieri...

(...???)

Z.3 - ...che questi sono furbi, sai... Vi imbambolano di chiacchiere per fregarvi il posto e dopo che se lo sono preso vi mettono le bombe e vi sparano per non farvi reagire...

R. - ....

Z.3 - ... Allora, tu fai i bagagli e venite per Natale, appena poi rientri, riprendi a lavoro...

R. - ...

Z.3 - Hai capito, gioia?... Va bene, adesso ti saluto, che c'ho il sugo a casa sul fuoco... Ti baciano tutti, le Cugine e pure Vicina4 e Vicina5 che sono entrate a prendere il caffè... Per la domenica che arrivate facciamo la pasta al forno... 

R. - ...???

Z.3 - Abbraccia i bambini... Ciao...

È così che finisce La Telefonata ed ha inizio, come ogni anno, il conto alla rovescia per Natale.

foto internet




venerdì 4 dicembre 2015

PREMIO "BLOG AFFIDABILE"



Una decina di giorni fa, il Lupo ha menzionato il mio blog come meritevole di un premio.

 Il Lupo di cui parlo è quello de La Terra dei Mannari; un Lupo d’altri tempi, squisito nei modi, sensibile nei pensieri, un impareggiabile gentleman nell’accortezza con cui tratta chiunque capiti nel suo “territorio”. Il suo blog è, per l’appunto, un luogo intriso di emozioni e di incanti, uno spazio che trasuda dell’autentica passione che dedica ad ogni suo scritto , ad ogni sua narrazione: per tanto, se non lo conoscete, dovete assolutamente farci un salto.

Il premio in questione è quello di “Blog Affidabile”, istituito dal Blog Gli Affidabili per far conoscere ad un pubblico più vasto i blog più meritevoli e al contempo affidabili da diversi punti di vista.

Un Blog Affidabile si distingue perché possiede le seguenti 5 caratteristiche:


1) È aggiornato regolarmente; 
2) Mostra la passione autentica del blogger per l'argomento di cui scrive;
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori;
4) Offre contenuti ed informazioni utili ed originali;
5) Non è infarcito di troppa pubblicità.


Chi riceve il Premio deve rispettare due semplici regole:

1) Spiegare quando e perché si è deciso di aprire il Blog;
2) Segnalare altri 5 Blog che a proprio giudizio siano meritevoli di menzione.

Dunque, perché ho deciso di aprire il blog?

Da quando ho imparato a scrivere e ne ho memoria, ho sempre tenuto un diario. Addirittura, dalla terza alla quinta elementare, il mio diario è stato una serie indefinita di lettere indirizzate ad Anna Frank; ero rimasta così impressionata dalle memorie e dalla forza di quella ragazzina ebrea, che ogni giorno le dedicavo le mie pagine, raccontandole di come fosse la mia vita di ragazzina cristianamente libera ma con dei sentimenti molto simili ai suoi. Negli anni ho smesso di scrivere ad Anna, ma i cumuli di quaderni, quadernini, agende, taccuini, opuscoli che ho sempre riempito con meticolosa frequenza di mie riflessioni, di racconti, di poesie e di disegni, hanno finito per sommergermi inesorabilmente.
Durante il periodo universitario, poi, ho rischiato più volte di essere sfrattata: perché c'era chi, al momento di prendere un affitto, doveva dichiarare di possedere un cane, un gatto, un pesce o una tartaruga, e poi c'ero io, che mi muovevo con i mie duecentoquattordicimila diari e i cinquecentomila libri; il risultato non cambiava. 
Insomma, ad un certo punto, e per forza di cose, l'ho dovuto fare: con mio sommo dispiacere, sono passata al diario-formato-digitale, prima coi floppy e dopo con le pennette usb. 

Ho pensato finalmente al blog, una mattina funesta di circa due anni fa, in un periodo già di per se complicato e nel momento esatto in cui mi sono resa conta che la pennetta-diario degli ultimi mesi era dolorosamente andata smarrita, persa chissà in quale dove, ritrovata da chissà quale sconosciuto. Mi sono allora ricordata che, tempo prima, una mia amica aveva aperto un blog; voleva sfondare nel mondo della narrativa ma lamentava una completa assenza di pubblico, nonostante avesse fatto di tutto per richiamare l'attenzione delle persone: era proprio quello che mi serviva, uno spazio on line che fungesse da diario e senza pretese di pubblico, uno spazio solo mio: ordinato, semplice, colorato e che non scappasse da nessuna parte.
Ero andata sulla stessa piattaforma del blog-fantasma della mia amica, avevo cercato uno pseudonimo da utilizzare nel web (eh si, per chi non lo sapesse Regina Z. è il mio pseudonimo da ciberscribacchina) ed avevo dato al blog il nome di "Diario di una donna senza importanza", perché in quel periodo leggevo "Una donna senza importanza" di Oscar Wilde ed ero meravigliosamente affascinata dalla protagonista del Supremo Maestro.

Tutto era andato secondo piani, avevo pubblicato il primo post di prova e... al mio successivo ingresso, vi avevo trovato UN COMMENTO (??????!!!!!!). 

Il primo a scoprire il mio diario è stato, in poche parole, Massimiliano Marigliani, uno scrittore eccellentissimo nonché persona pregiata come ne esistono poche ai giorni nostri, autore del blog "L'uomo dei difetti", e in assoluto un maestro di lettere per la sottoscritta; poi è arrivata Patricia, un tornado di dolcezza e di partecipazione che ha preso a condividere i miei post e sopratutto, senza esserne del tutto consapevole, mi ha illuminato sui vari meccanismi di blogger  - (non potrò mai scordare la scorsa estate, mentre io ero persa tra poppate, caldo e notti interamente Insonni e Patricia mi informava per e-mail che toccava assolutamente pubblicare l'informativa per i cookie... Come potrò mai ringraziarla abbastanza per non avermi lasciato andare alla deriva?) -, ogni tanto passava anche una certa Pinkg, che lodava i miei scritti incitandomi a continuare e che sovente si confondeva con una presunta Fabiola - (ci ho messo mesi ad associare le due, ovvero a capire che Pinkg e Fabiola di google erano la stessa persona) -; mano a mano si andavano unendo molti altri. 

Ho avuto così un periodo di stasi e di confusione, non ero pronta per la vita da blogger, non sapevo se era quello che volevo, non riuscivo più a scrivere con la mia naturale e consueta disinvoltura; ed ho smesso, per un lungo periodo ed in concomitanza alla nascita della mia bambina. Mi sono per tanto trovata davanti ad un bivio, anzi un trivio: eliminare il blog e tornare alla tanto amata e solitaria pennetta usb, rendere il blog privatamente mio (avevo finalmente appurato che anche questo era possibile), continuare a scrivere il blog ma lasciandomi andare, come se lo stessi scrivendo esclusivamente per me, senza troppi paletti mentali.

Ed eccomi qua, a scrivere felice questa sorta di diario. 
Eccomi ad arricchirmi, grazie alle condivisioni e alla scoperta degli altri, con i loro luoghi, i pensieri, i sogni, le conoscenze, il bagaglio di cultura ma anche di sentimenti e di fortissima carica umana che ciascuno riversa nel proprio spazio. In definitiva, ho scoperto un mondo di cui ignoravo completamente l'esistenza, un mondo che mi piace e a cui forse vorrei dedicare più tempo, perché ogni giorno scopro blog e blogger straordinari da leggere, perché anche i gruppi costituiscono un momento di gioia e di stimolo per la creatività, perché più mi confronto e più lo stupore per la bellezza dell'animo umano aumenta. 
Ma anche se il tempo è tiranno e non riesco a portare a termine tutti i progetti che vorrei, e a seguire a dovere tutti i blog della mia lista se non a scaglioni e a volte in ritardo, spero comunque di riuscire a trasmettere l'intensità ed il trasporto di ogni mio passo: che sia un post sul mio diario o un commento sul blog di un altro utente, in entrambi i casi non riesco a non metterci il cuore, il pieno della mia anima.

E dopo il GRAZIE sottinteso a tutte le persone citate che mi sono state vicine fin dall'inizio e a quelle che ogni giorno vado incrociando lungo il cammino, ecco l'ultima parte del premio: la nomina di altri 5 blog, a mio avviso, Affidabili

La formula di rito:

Dichiaro che i blog seguenti da me scelti
rispettano le 5 regole 
del Premio "Il Blog Affidabile" disponibili a questa pagina . 
Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della rete 
e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio 
come gli artigiani, le aziende e i professionisti 

Ed i miei 5 blog campioni:

"L'uomo dei difetti", di Massimiliano Marigliani - presente sia sulla piattaforma di Libero, che, da poco, anche su quella di Blogger/non aggiornato ultimamente per gravi motivi familiari dell'autore; ma mi auguro di cuore di tornare presto a leggerlo;

-  "Semplicemente Giusi", di Giusi Giordano

-  "In una stanza quasi rosa" , di Maira D'agnano

-  "Dolcezze di mamma", di Dolcezze

-  "Io scrivo di notte", di La effe

Come concludere se non con un sentito GRAZIE al Lupo per questa occasione, con la speranza di aver fatto cosa gradita ai cinque Blog menzionati e con la consapevolezza dell'importanza di un Blog Affidabile: porto sicuro dove tutti ciberutenti confidano sempre di atterrare.

domenica 29 novembre 2015

INSIEME RACCONTIAMO 3 - by Myrtilla's House


Ed eccoci al terzo appuntamento della straordinaria iniziativa ideata dalla mia amica Patricia e targata Myrtilla's House: INSIEME RACCONTIAMO, dove lei lancia un incipit ed ognuno può scrivere un finale.
Anche questa volta l'inizio è fantastico, mentre mi sono sempre avvalsa della regola delle 200/300 parole.


Ed ecco l'incipit di Myrtilla:

Seduta sul dondolo il tazzone di tè al gelsomino fumante tra le mani, guardava il fuoco nel camino. Le fiamme giocavano allegre a creare strane figure. Fiori, alberi, fate, una porta.

Ma oltre la porta una figura vagamente umana faceva cenno di seguirla. Come in trance, si alzò e andò verso di lei.



Ed il mio finale:

Cercò di scrutare meglio nel fioco bagliore della penombra. 


"Chi sei?", biascicò scorgendo l'essere. 

Quello mostrò le zanne, due uncini brillanti nella cornice glabra di un volto e di una testa pelati. Nessun brivido la percorse, avrebbe dovuto temere, essere scossa da moti di timore per la sua sopravvivenza, e invece c'era qualcosa di strano in quell'umano-nonumano, qualcosa di... stonato.

"Chi sei?", ripeté con più convinzione. 

La figura strabuzzò gli occhi. "Come chi só?... 'Namo bene... Ma sò il lupo mannaro... Nu'me riconosci?..."

Lei si portó una mano alla bocca, sconvolta. "Ma come il lupo mannaro?... E senza un pelo?..."

L'altro scavalcò la porta di fuoco e si accomodò direttamente nel salotto. "Perché, non te piaccio?... Me so fatto il laser definitivo...", e fece una piroetta su se stesso. 

"Mah... insomma... così, spogliato dal manto... ma come t'è venuto in mente?"

Il mannaro si diede una grattatina dietro l'orecchio. "Veramente il laser me l'ha regalato l'amico mio Draky, nell'altra puntata... Lui che è n'vampiro s'è fatto crescere un pó de barba, du' peletti sotto l'ascelle , due sur petto... Così, pe' cambià un pó..."

"Ma la volta scorsa stavamo a insieme raccontiamo due, e il mondo era al contrario; adesso stiamo a insieme raccontiamo tre, e ho rimesso tutto apposto, mi sto giusto facendo un goccio di tè per festeggiare... Favorisci?"

Il lupo le rispose con un'alzata di spalle e un eloquente segno della mano; era stizzito, incavolato, un lupo nero. Poi gli tornò in mente quello che gli diceva sempre la sua mamma, la lupa mannaressa: "Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre".

"Vabbè và... Famose sto tè...", sorrise. "Ner frattempo avviso Drakulino che starà a fa bardoria da le parti sua, ai Castelli... Dovemo trovà na soluzione pe sto pasticcio...".

L'aroma di gelsomino gli solleticò il naso umido, mentre pensava che le donne sono proprio strambe; un pó a volerlo dritto, un pó a volerlo a rovescio: e chi ci capiva più niente di come doveva stare il mondo.


A tutti voi, BUON FINALE!

venerdì 27 novembre 2015

L'Aeroccino della Felicità

Lo scorso Martedì, la Regifamiglia è partita alla volta del controllo ospedaliero della Piccola – ci muoviamo in blocco, noi, paghiamo il pegno di aver lontani nonni, zii, parenti, amici, vicini di casa che non lavorino tutto il giorno, e la temerarietà di aver comunque desiderato due bimbi a così breve distanza l’uno dall'altra -: niente di grave, per carità, semplici malanni di stagione  che non vogliono passare e che hanno spazzato via anche le ultime tracce di precaria attività onirica notturna, nostre e della Principessa.

In ogni modo, organizzati, traffico, parcheggi, file al ticket, file al controllo, file al bagno per far fare pipì allo Gnomo, file al bar per prendere un paio di panini col prosciutto mentre sempre a lui, allo Gnomo, è partita fissa l’idea della pasta con la marmellata di dinosauro (il pesto) e la frittata di uova di drago con contorno di scaglie di dinosauro bollite (gli spinaci). 
 Fatto sta’ che siamo riemersi dal buco nero della sanità romana che erano passate le tre: i due pargoli (finalmente) dormivano. 
Il Consorte si è stiracchiato e si è acceso una sigaretta, ovviamente l’ho guardato con odio.

Si è avvicinato a carezzarmi una guancia – e a nulla è valso il tentativo di sniffargli un minimo di aroma di tabacco dalla mano.

“Sei stanca, vero?”

No, come ti vengono in mente certi pensieri? Io, stanca? Sono solo sette mesi che non mi godo un sonno che duri più di quarantacinque minuti per volta e che lascio dormire te, perché sono consapevole che non si può andare a lavoro con gli occhi appannati e la mente in letargo. Per non parlare degli ultimi trenta giorni: un delirio. Avevo pure pensato di passare direttamente al doping; ah, già, do ancora il seno a tua figlia, niente caraffa di caffè, niente alcol, niente fumo e niente doping. Rimango comunque una donna dissoluta, non fosse che per i litri di orzo bimbo che riesco a ingurgitare durante tutta una notte. Ma è solo un’illusione, non sono stanca, figurati - (SGRUMFT).

“E’ presto, andiamo al centro commerciale, dai…”

E lì, il mio odio si è cristallizzato, lo ha trapassato all'angolo della bocca, dove stava appesa la sigaretta, ed ha raggiunto la zona laringotracheale fino a tranciargli di netto le amate quanto inutili corde vocali.

“ Andiamo al centro commerciale, ti voglio fare un regalo…”

Un regalo a me, al centro commerciale? Impossibile, detesto in via assoluta i centri commerciali, con tutti i padiglioni e i santi negozi dentro.

Però l’ho seguito, perché alla fine quest’ uomo lo seguo da undici anni e lo seguirò sempre, nel bene e nel male, col bello e col brutto tempo, per deserti assolati e per centri commerciali di martedì pomeriggio. 

Siamo entrati in una di quelle boutique per il caffè – di cui eviterò di svelare il nome o il mio blog finirà per somigliare ad una di quelle trappole mediatiche per la pubblicità occulta – ed ho avuto LUI: il mio personale e fidato Aeroccino: alto quanto basta, longilineo nella forma, armonioso nelle sfumature nere e acciaio, espressivamente intelligente grazie alla capocchia a mò di tocco.

E già che non ne avevo mai visto uno, tanto meno ne contemplavo l’esistenza. Invece adesso mi ci faccio lunghi discorsi; di giorno come di notte; lui sul mobiletto in legno ed io appoggiata al frigo:

“Vedi Aeroccino, io prima di te il latte non l’ho mai bevuto, troppo liquido, troppo bianco, stucchevole nella forma e nel sapore… Sono strana, lo so, imparerai a conoscermi. Però, ora che tu il latte me lo monti così bene, e in pochi secondi, quasi fosse panna, facendolo somigliare ad una nuvola coccolosa ad ammiccante, con l'orzo che ci sculetta in mezzo, io ho scoperto una nuova dimensione; una passione che mi scalda il cuore e lo stomaco. Grazie Aeroccino, per essere entrato nella mia vita. E grazie a quel testone di mio marito che ci ha fatti incontrare. Non ti prometto amore eterno, ma, finché dura, tra noi saranno scintille".



lunedì 23 novembre 2015

ARCOBALENO METROPOLITANO - In 7 mini racconti

IMPORTANTE PREMESSA


Quella che segue è la mia ispirazione Arcobaleno di questo Novembre 2015; un Novembre che per ovvie ragioni, e malauguratamente, mai verrà dimenticato. Non è un post breve; trattandosi di 7 racconti, è un post per chi ha tempo e voglia di leggere – chiedo venia, ma quando l’ispirazione mi piglia è difficile che io riesca a limitarla -. A maggior ragione che, così come i colori dell'Arcobaleno non possono essere scomposti, invertiti o eliminati singolarmente, allo stesso modo è fondamentale che, chi ha voglia di sorbirsi il mio Arcobaleno Metropolitano, lo faccia in ordine di racconto-colore e senza lasciarne indietro nessuno.
Tengo a puntualizzare che la mia vuole essere solo una favola, niente che possa sminuire la gravità e la complessità di quello che sta succedendo nel Mondo. Non ho giudizi universali da esternare, né le competenze per scrivere di realtà che richiedono uno studio e diverse e approfondite conoscenze socio-politiche. Una favola, niente di più, che come tutte le favole lasci una scia che consiste in quel sano desiderio che il Bene possa sempre vincere, in ogni circostanza e sopratutto sulle barbarie e sulle disumanità, in Occidente così come in ogni angolo della Terra.


RACCONTO

MOMENTANEAMENTE 
ASSENTE 
PER ALTRO PROGETTO

Con questo post partecipo 
al Novembre Arcobaleno di Ispirazioni&Co.






venerdì 20 novembre 2015

VERSI CATARTICI #3 "Amica di infanzia"

Così mi dici, mentre la voce
si perde veicolata dalla tim,
maledetta tim che non prende,
ma a te a Roma prende meglio,
e che cavolo,eppure continui,
sei un fiume in piena oggi, Amica:



"Ieri mi sono fermata a guardare dal terrazzo, 
lo stesso terrazzo da cui guardavo venti anni fa, 
quando di anni ne avevamo sedici; 
quando sognavo il futuro 
e non riuscivo ad immaginare come sarebbe stato, 
quando scrutavo oltre le montagne 
ed avevo il desiderio di conoscere il mondo, 
quando aspettavo l'amore, 
l'unico, vero, immenso che avrebbe riempito la mia vita, quando credevo ancora 
che la toga sarebbe stata il mio mestiere, 
perché avevo fede nelle potenzialità di ciascuno 
ed anche nelle mie, 
quando tutti i nostri amici erano ancora qui,
quelli che oggi si sono trasferiti nel continente, come te, 
e parlano convinti l'italiano, come noi, 
quelli che acerbi sono volati in cielo 
e di vita ne hanno vissuta veramente poca, 
quando la mia prima cotta, Luca, giocava in strada, 
proprio qui sotto, 
quando mio padre tornava sul Garelli arancio, dai campi,
e cantava felice Lili Marlene, 
quando tutto doveva ancora succedere, insomma,
ed io non avevo l'impressione 
che il tempo buono fosse passato 
e che nulla fosse in realtà accaduto."

Ed io non avevo l'impressione
che il tempo buono fosse passato
e che nulla fosse in realtà accaduto.

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mercoledì 18 novembre 2015

VERSI CATARTICI #2 "La lavastoviglie"

Se c'è una cosa
Che disturba il mio buongiorno
È la lavastoviglie
Che ti prende a tutto tondo.

Perchè devi produrre 
Quel rumore di pentolame?
Lascia piatti e bicchieri,
Ma sì, mandali a cagare!

Vieni, piuttosto, vieni
Che ci amiamo un pochino,
Quale migliore maniera
Per iniziare al mattino?

Vieni, piuttosto, vieni
Che ci amiamo un pochino.
Post correlati:

lunedì 16 novembre 2015

VERSI CATARTICI #1

E arrivano poi di quelle giornate 
in cui l'unico rimedio sarebbe scrivere; 
scrivere in maniera intima, senza interruzioni, 
senza caos intorno, 
senza i bambini con l'influenza da accudire, 
senza casa da mandare avanti, 
senza il lavoro da riprendere. 
Perché la penna è l'unico mezzo catartico che conosci, 
l'unico balsamo che ti ha sempre arrecato conforto.
Vorresti sorbirti un telegiornale dopo l'altro, 
una trasmissione dopo l'altra,
e quindi correre a vomitare parole: 
per attaccarti alla Vita, 
perché mentre la morte impera, 
mescolii di vecchi sentimenti, di amori passati, 
di affetti scomparsi, di occasioni perdute e venerate, 
hanno preso a strariparti dagli occhi: 
perché sei umana, 
e se la Vita non premesse con le spine del suo ordinario 
per farsi sentire, 
saresti una santa, o forse un alieno. 
Allora, ti rifugi in pochi versi e in qualche scarabocchio, 
scollegati dal mondo; 
e sai che per un pó andrà avanti così.

#1

Rifugiarsi in pochi istanti di parole
Una grata e una porta,
In mezzo i pensieri.

Rifugiarsi in pochi istanti di parole
Una grata e una porta,
In mezzo i pensieri.

sabato 14 novembre 2015

13 NOVEMBRE 2015

Silenzio e Buio fitto sono scesi sul mondo e nei cuori.

Cos'è diventato l'essere umano?

La Speranza è che, dalle acque scure, possano risorgere le voci unanimi di chi crede ancora nel Bene.

Intanto, Silenzio, per l'inesistenza di parole sensate che possano dare una forma al dolore.

Intanto, Sofferenza, su un mare di doloroso sbigottimento...


13 NOVEMBRE 2015

mercoledì 11 novembre 2015

CONCORSO "IL DOPO ZUCCA D'ORO"

Oggi pomeriggio ho comprato zucca ME-RA-VI-GLIO-SA - prego, osservare in foto - .

Passato Ottobre, al super te le tirano dietro. Seriamente, non avete mai sentito di morti ammazzati per tiraggio di zucca?... No?...

Infatti sto ssscherzando, ZUCCONI!

Comunque: ho comprato questa dolcezza di zucca carnosa e compattamente arancione; ed io ADORO la zucca: specie se sono gli altri a cucinarla.

Ma visto che sti sette chili di zucca li devo tirar su io, per una volta sfrutto il blog come mezzo per reperire informazioni (a mio beneficio, ovvio):

E - TATTA-RA-TA-TA - rullo di tamburi - INDICO IL CONCORSO "IL DOPO ZUCCA D'ORO".

Ovvero, la zucca ha passato il suo tempo, ma voi aiuterete ugualmente Regina a riunire insieme più ricette possibili che hanno come ingrediente principe la ancorsucculenta sopra citata Zucca. Non importa se vi ripetete, se avete già postato il mese scorso a riguardo: lasciatemi il link, una pista, un suggerimento: voglio zucchettarmi fuori tempo fino allo sfinimento.

Qualcuno si chiederà: perché non se le trova da sola le ricette, con tutto quello che gira per internet? Ebbene, ognuno si faccia le zucche proprie e non venga a rompere la mia zucca nel paniere, che è così bella e generosa e merita di essere cucinata con tutti i crismi dietro ricette rilasciate con amore.

Per chi partecipa, che cosa c'è in palio
Tutta la mia riconoscenza, ovviamente. Ed un pensiero zuccoso speciale che vi arriverà telepaticamente ogni volta che porterò a termine una ricetta segnalatami e mi papperò il piatto in questione.

Forza, help me!, il tempo è prezioso e la zucca è d'oro (specie perchè se non la cucino nei prossimi giorni, se ne va a farsi benedire e ciao ciao a tutti i buoni propositi).






AGGIORNAMENTI

12 NOVEMBRE 2015

Ed ecco "IL RISOTTO SALSICCIA E ZUCCA ALLA GIUSI" - consigliato appunto da Giusi.
(Impiattamento e foto rapidi, causa appetito incontenibile e pianti molesti in cucina)




13 NOVEMBRE 2015

"SPEZZATINO ZUCCA E CECI DEL LUPO" - consigliato dal Lupo (link ricetta nei commenti)


"TORTA ALLA ZUCCA DI PATRICIA" - consigliata da Patricia (link ricetta nei commenti)



E dopo il 13 Novembre sera non ho più avuto voglia di fotografare quello che cucinavo; anzi, mi è passata proprio la voglia di cucinare...

lunedì 9 novembre 2015

The Special Rainbow Day for Gnomo's Birthday

Così è passato pure il terzo compleanno dello Gnomo. E per la terza volta, ci siamo dati al suo Special Day. Sì, perché la sottoscritta ha indetto per tutta la famiglia e per ciascun compleanno, la Giornata Speciale: ovvero, nei giorni dei nostri compleanni, per noi è festa. Avevamo già iniziato io e il Consorte, ancora prima dell'arrivo dei bambini: i nostri compleanni capitavano in un giorno feriale? Meglio, gli altri tutti a lavoro, a fare la spesa, a pagare le bollette, a incacchiarsi avviluppati nell'ora di punta, per noi Natale, Pasqua, Ferragosto, il 2 Giugno... insomma, per noi: ROSSO!

In fondo, il giorno del proprio compleanno Deve essere un Giorno Speciale, l'unico di tutto l'anno dedicato interamente a ciascuno, la ricorrenza del giorno in cui è iniziata la Straordinaria Avventura della Vita, quello stesso giorno nel quale ci è aleggiata intorno un'infinità incalcolabile di auguri e di sguardi amorevoli, per noi che eravamo venuti al mondo: si può mai sorvolare su un giorno così, o ritenerlo alla stregua degli altri giorni?


Ma lo Special Day, incarna una valenza più alta di una semplice giornata di ozio; lo Special Day E' il  giorno del festeggiato, per cui l'imperativo dello Special Day deve essere: Oggi, Tu, festeggiato, Sarai Felice!


Per rimanere nel tema novembrino arcobalenistico delle mie amiche di Ispirazioni&Co,  un pò come regalare, a chi compie gli anni, una scivolata sull'arcobaleno dei suoi desideri lunga un giorno.


Il compleanno dello Gnomo è stato lo scorso Mercoledì, e nella notte che lo ha preceduto, mentre lui dormiva, ignaro ed in verità un tantino febbricitante, io e il Consorte ci davamo all'introduzione del suo Special Day, iniziando dagli addobbi della casa, in particolare dal gonfiaggio dei palloncini - lo Gnomo Adora i palloncini - .




Ci dava una mano anche Little Princess, che nelle sue notti da viveur, non ha ancora trovato  - e non ci ha ancora fatto trovare - una pace notturna (non tutte le notti gonfiamo palloncini!).





L'indomani mattina, non avete idea della faccia stupita e gioiosa dello Gnomo.

 E per lasciarlo veramente a bocca aperta, è partito il primo vero regalo - tenuto anch'esso nascosto in garage fino a notte fonda -.



Lo Special Day aveva avuto inizio; ma cosa attendeva veramente lo Gnomo?...

 Il tempo di colazionarci, vestirci e, armi e bagagli, partire in macchina verso la destinazione che avrebbe reso il terzo compleanno dello Gnomo una giornata memorabile.




Eh, sì, perché, come tutti i bambini, mio figlio ama di un amore infinito gli animali, senza distinzione di specie o di genere: dai dinosauri ai cagnolini, dalle formiche alle giraffe, dalle balene ai fenicotteri, e per quanto lo riguarda vivono tutti nello stesso posto.  Potevamo  mai deluderlo? 


Ci aspettavano emozioni fortissime e scoperte fantascientifiche.



Animali altissimi...









Altri da rincorrere...





Animali da studiare...






Altri davanti la cui maestosità rimanere stupiti...











Animali simpatici...







Altri di cui avere un pò di timore...










Animali dai mille colori sfavillanti...













Altri da affrontare solo con l'aiuto di amici nuovi...







E altri ancora portati a mano da... amici vecchi - in dimensione reale -





Che dire? E' stato oltre modo strabiliante. E quando lo Gnomo mi ha chiesto pensieroso che fine avessero fatto i dinosauri, gli ho svelato la nuda e cruda verità:


"Ma tesoro, i dinosauri oggi erano tutti in pasticceria a farsi i bagni di cioccolato per la tua torta di stasera... E mica la festa finisce qui!"





Per uno Special Day che si è rivelato veramente Rainbow e che con tutto l'Amore che potevo ho donato al mio bambino, augurandomi col cuore che avvenga il Miracolo e che Tutti i bambini del mondo possano, prima o poi, sempre avere il loro Special Rainbow Day.




The Special Rainbow Day for Gnomo's Birthday