sabato 6 dicembre 2014

Sarai Donna

  Ieri abbiamo saputo che sei Tu. 
Stavamo imbambolati, io e tuo padre, come due ciechi che hanno appena riacquistato la vista e ai quali è stato concesso il dono di assistere ad uno spettacolo di fuochi d’artificio sulla distesa scura del mare.

  Il mare, lo spazio scuro in cui ti muovevi, forma già definita e tenera, sullo schermo dell’ecografo; l’esplosione e lo scintillio di colori, ogni notizia di Te appresa che riempiva i sensi e faceva smuovere pezzi di cielo dell’anima.

  La testolina tonda, il miracolo del cuore così piccolo eppure già così pulsante, la  lunghezza dell’omero, la misura del femore; e poi e poi, l’esplosione di tutte le esplosioni:

   -          È femmina.

  Ce l’ha detto così la dottoressa, senza preavviso, soffermandosi solo a sorridere sul punto da cui aveva estrapolato la notizia e che invano noi fissavamo, impacciati dalla nostra incompetenza ma felici e fiduciosi della veridicità del dato.

  Sei una femmina, una piccola donna che cresce nel mio grembo di donna fatta, una futura donna che farà capolino nel mondo aggrappandosi con fede alla mia mano di donna che ha già vissuto; e per questo vorrei essere brava, come le più brave  e famose scrittrici, a dirti tutto quello che vorrei non solo come madre ma soprattutto come donna.

  Vorrei dirti che è vero che questo mondo era stato creato per gli uomini e che la donna ha sempre dovuto lottare e sacrificarsi per riuscire a farsi posto, che è vero che ancora oggi nel dubbio del genere di un individuo o per identificare un mucchio di cose, si usa il genere maschile, che è vero che Dio continua ad essere rappresentato nella maggior parte delle religioni come un essere supremo ma di sesso maschile, che è vero che alla fine per la donna è sempre tutto un po’ più difficile: affermarsi lavorativamente, difendersi da violenze fisiche o da abusi, decidere di partire, zaino in spalla e nessun vincolo, per il giro del mondo senza preoccuparsi in alcun modo della propria femminilità.

  Per una donna è sempre tutto un po’ più complesso, nonostante il mondo in cui viviamo oggi, sia un mondo che ha quasi totalmente riconosciuto, almeno in teoria e fatta eccezioni per determinate culture, ogni singolo diritto ed ogni aspetto di supremazia femminile;

tuttavia, io non sono una scrittrice, e meno che mai sono brava, per tanto vorrei solo dirti che la più grande verità e quella della Forza intrinseca e speciale che noi donne possediamo, la Forza di tutte le forze, quella stessa Forza che non ci ha fatto mai arrendere in millenni di soprusi, quella Forza  ineguagliabile che ci fa rialzare ad ogni caduta, che ci spinge ad andare avanti qualsiasi accada, che ci fa dono di capacità immense ed incommensurabili, che ci rende uniche ed impareggiabili. Quella Forza che io sperimento mentre ti scrivo e ti sento scalciare, ancora incredula e strabiliata dal miracolo che rappresenti, nonostante io lo abbia già vissuto una volta: la Forza della Vita.


  E ti posso augurare ogni bene ed ogni ricchezza, Piccola mia, ogni desiderio realizzato, materiale o non che sia; ma quello che ti auguro più di tutto, e che solo a Te posso augurare, è che un giorno tu possa sperimentare in egual modo la Forza intrinseca che ti contraddistingue: che un giorno Tu possa provare la stessa infinita gioia che io provo oggi: che un giorno, tra tutte le altre cose, Tu possa anche diventare Madre.

  E intanto, aspetto con ansia primavera come non l'ho mai aspettata, per poterti finalmente stringere forte forte al cuore...