venerdì 28 marzo 2014

Innamorati alla Stazione...

Discorsi tra pendolari, mi piace ascoltarli: è rubare un pezzetto di mondo,  farlo anche mio.

Lui e Lei, li vedo, ogni giorno, si corteggiano da tempo, si rincorrono, si aspettano alla banchina, hanno affittato un sedile fisso che nessuno osa usurpare: è il loro regno.

Il loro cosmo: la stazione, il treno. Oltre, sono altro, non esistono in due, sono quello che sono e che forse disconoscono a vicenda.

Oggi lei glielo ha chiesto: “Ma che lavora fai? … Che macchina hai? Perché non me lo dici?

Lui ha sorriso: “Ma che te ne importa, è già così stressante stare in macchina, andare a lavoro…”

Lei ha socchiuso gli occhi, ed anche il cuore; il suo cuore sfavillante ha smesso di brillare dallo sguardo.

Ma come, ti arrendi?, ho pensato. Diglielo, butta via quel silenzio che tieni in mano e diglielo.

Lavoriamo per vivere, non viviamo per lavorare, un lavoro è come un nome, non parla di noi, "Forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome?" .

Ma il tuo lavoro è anche l'acqua dove si abbeverano i pensieri miei, è lo sguardo che rivolgo ai tuoi gesti, come lo è il cortile che osservi dalla tua finestra,  come lo è la tua vettura.

 Credi m'importi sapere che macchina hai...? Fosse una Cinquecento, ne esistono milioni, ne vedo ogni giorno, ogni ora, e sono tutte uguali, nessuna esclusa; se invece sapessi che hai una Cinquecento, allora ognuna di quelle che incontro mi parlerebbe di te, sarebbe un lampo nei pensieri miei.

Allora non chiedermi che importanza ha il tuo lavoro, o la tua macchina, perchè dicendomi che macchina hai non mi dai solo un'informazione, ma regali un senso a tutte le Cinquecento che incontro.

 E’ un bel regalo, a ben pensare. Un bel regalo…


Ma il treno era già fermo e Lei era già volata via. 



mercoledì 26 marzo 2014

Internet, cosa sei?...

...abbiamo palmari e cellulari, abbiamo la tv satellitare, il digitale terrestre, abbiamo novecentonovantanove canali da guardare alla tv, abbiamo la luce elettrica, il fuoco in una tasca, abbiamo decoder e navigatori, abbiamo email, connessioni ultra-veloci, siamo raggiungibili ovunque e ovunque arriviamo in un millesimo di secondo.
Eppure, non siamo capaci di perderci.

L'essenziale, rimane invisibile agli occhi.

L’ho creduto.

C'è più Amore nel gesto di saluto ad un uomo che chiede l’elemosina, che dentro agli aperitivi di parata per salutare amici in-colori. Anche questo ha a che fare con l'Amore. 

L'Amore è percezione.

L'Amore è sacrificio.

 L'Amore a volte si nasconde nell'ultima sigaretta ceduta a cuor leggero.

Il Tempo, anche quello è Amore, per se stessi e per le persone a cui ci si dedica.

 Non si conosce altro che le cose alle quali si dedica del tempo.

 Ed in questo mare che è il web, io navigo distratta e disordinata, senza tappe fisse, senza programmazione, senza chiedermi troppo, domandandomi solo a cosa possa servire.

Adesso lo so.


Internet non è un fine, e forse neppure un mezzo; a volte è solo un'opportunità: di sorprendersi, di scoprirsi, di chiedersi se oltre a tutto il comunemente visibile, si è in grado di mostrare anche l'Anima. 
Allora forse può valere la pena, navigando, di ammarare nei pensieri di Chi l’essenziale riesce ancora a coglierlo, ed ha occhi per guardare e voce per farti vedere, su di un'Isola Preziosa che Isola non è, ma che di Prezioso lascia dentro al cuore il suo sapore.


domenica 16 marzo 2014

Un'Emozione...

...toccherebbe non avere mai paura di Essere quello che Siamo.

La principessa disse al principe:
" Principe, tutto è distrutto, tutto è travolto, non abbiamo più niente."
Ed il principe rispose:
"Principessa, non esiste nella tua vita qualcosa per la quale valga la pena perdere tutto...?"

Un'Emozione.

 



giovedì 6 marzo 2014

Oggi è già domani...


...la notte è un abbraccio caldo di stelle,  
una coperta per proteggersi dal freddo.

Il mare e le sue onde 
baciano ancora i piedi della terra
 lasciando su di essa solo un poco della propria magia, 
più non carezzano le tue gambe, 
più non offri la pelle tua 
alla delicata carezza del sole.

Ginestra, 
menta selvatica, 
fiori d'arancio,
 hanno il sapore umido del dopobarba commerciale di un uomo spento, ma i tuoi occhi, ancora d'ebano, 
sono la brace di un camino acceso 
per scaldare due corpi nudi ed intrecciati, 
i riverberi d'ambra sono il fuoco riflesso sulla pelle, 
e la sete è un vino rosso della prima vendemmia 
da bere direttamente dalle tue labbra.

Ricordi? 
Ricordi la stretta appassionata della tua Terra odorosa d’agrumi, carica delle speranze di una ragazzina? 
Prima della grande città, 
prima ancora di te stessa, 
di quella che sei.

 Ieri è passato, 
oggi è già domani, 
e nuovi desideri, 
e nuove magie, 
non legare i tuoi capelli, 
non coprire la tua anima, 
l’inverno è scivolata tra le dita, 

la primavera arriverà.

sabato 1 marzo 2014

La pioggia mattutina sa di Baci...


La pioggia mattutina sa di Baci,
Di  Baci dati nel cuore della notte,
Da amanti persi in mezzo a campi di papaveri.
Con erba che solletica le cosce
E mani forti impresse sulla schiena,
Con occhi dentro agli occhi, liquidi d’Amore
E fumo di respiri già smorzati.
Coi corpi scossi dalla vita stessa
E gocce fresche di speranza sopra il cuore.
La pioggia mattutina piange sul vetro del finestrino del regionale delle nove, ma a me ricorda BACI…