lunedì 10 novembre 2014

NON SMETTETE DI SOGNARE

I MIEI LIBRI DEL CUORE
 Che vorrei fossero anche i vostri,
perché non c’è niente di meglio che condividere un pezzetto di felicità,
quando di luminosa felicità e rinascente forza l’anima si è riempita, leggendo quel libro…
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  L’altro giorno, Fabiola, che ho sempre avuto la fortuna di conoscere da queste parti, mi ha fatto sapere, tra un commento ad un post e l’altro, d’aver divorato “Gli effetti secondari dei sogni” di Delphine De Vigan, ispirata dalle dirette citazioni che io stessa ho riportato in questo mio piccolo spazio, avendo amato quel romanzo tanto da sentirlo parte di me.

  E siccome sono una che crede nella lettura – nella buona-lettura – come fonte terapeutica e risorsa d’energia per l’anima ed il cuore, quasi che la buona-lettura fosse in definitiva una delle poche forme d’aria e di cibo prediletti per lo spirito, ed avendo sempre io alla spalle diverso tempo dedicato all’attività di “recensionista-per-caso” in giro per i network letterari,ho deciso di ripescare e di tenermi stretta stretta qui, in questo spazio che è più mio di qualsiasi altro, la recensione che feci al romanzo in questione; proprio per la voglia di condividere con chiunque voglia attingervi la mia passione per una scrittrice come la De Vigan e per i suoi romanzi…


  Delphine de Vigan l’avevo già assurdamente amata per via de "Le ore sotterranee", ma ero convinta che tanto ardore fosse dovuto più all’argomento del romanzo, - mobbing/lavoro/società alienante –, che al talento dell’autrice stessa. 
 Poi mi è capitato tra le mani "Gli effetti secondari dei sogni", ed ho capito che io di questa meravigliosa autrice voglio leggere tutto, ogni cosa, pure quello che non ha mai pubblicato se c’è un modo per ottenerlo.

 Perché la De Vigan a me fa lo stesso l’effetto di quei violinisti che suonano così appassionatamente che l’anima ti si scioglie e vorresti piangere.
 Lei, la De Vigan, “vede”; guarda il mondo e riesce a “vedere oltre”: oltre le barriere dell’apparenza, oltre il pensare comune, oltre i pregiudizi, oltre tutti i muri che gli esseri umani sono così bravi a costruire tra di loro. “Vede” e, come per incanto, tramuta il tutto in parole, e in trama, e in storia: senza dimenticare mai di lasciare un insegnamento, una traccia, l’appiglio grazie al quale gli occhi dell’anima di chi legge si spalancano e rimangono pieni di quel senso che ti aiuta a vivere meglio, quello stesso senso che da senso ad una lettura che non si dimentica.

  C’è un po’ di tutti noi nella piccola Lou Bertignac, nonostante quasi nessuno credo possa vantare un’infanzia da piccolo genio prodigio. Ma non c’è un solo uomo sulla faccia della terra che non viva per i propri sogni; e non importa di che genere di sogni si tratta: l’importante è non smettere mai di credere in essi, qualunque sia il sacrificio che questo comporti.

  Non arrendetevi, non fatelo mai, e sopratutto, NON SMETTETE DI SOGNARE.



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