venerdì 13 giugno 2014

E arriva il tempo...

 E arriva il tempo in cui il fiato non basta.

Trattieni il respiro, misuralo, razionalo: quanto ne serve per raggiungere ieri, quanto ne serve per arrivare alla fine di oggi.

 La voce,  immobile, dove l’avevi lasciata, pulsante di labbra ruvide, posata su una tempia.

 Per una volta vorrei essere senza esserlo, esistere senza essere visto, poggiarmi, granello di polvere, qui, accanto alla tua testa.

Guardarti.

 Trattenerti con lo sguardo intrecciato ai piedi, alle  caviglie. 
Per scivolare lungo i fianchi, sopra il ventre. 

Giocare con la pelle. E con le ossa. 
 Qualunque osso; un gomito, un ginocchio, il malleolo sporgente,
 una scapola pronunciata.  
Nulla che ti appartenga, voglio perdere.

Posture ardite, per me e per me soltanto.

Sussurrii di un granello di polvere.

 Girati ancora nel letto, 
ogni movimento regala alla mia vista centimetri di te da ingoiare,
 con gli occhi affamati di pelle e di carne, 
e di stupore tuo abbeverato dai riflessi della notte.

Ondeggia ancora i capelli sul cuscino.
 Fammi ancora sentire i passi scalzi fino al bagno, e ritorno. 

Lasciami accompagnare la tua mano indecisa. 
Lasciami spegnere nel morso di rinuncia delle tue labbra…

Respira questa lunga notte di ricordi,

Amore,

 per giungere alla fine di questo lungo giorno.

Diario di Una Donna Senza Importanza





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